Confermata in Toscana la sospensiva alla caccia a due specie in declino

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visibility3732 - venerdì 15 ottobre 2021
di redazione
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Caccia © N. c.

La nota di Wwf, Enpa, Lav e Lipu:

Il Tribunale Amministrativo della Toscana si è pronunciato un’altra volta, la terza, confermando la sospensiva, che era già stata temporaneamente accordata in urgenza, su ricorso di ENPA, LAV, LIPU e WWF assistite dall' avv. Valentina Stefutti e dall'avv. Barbara Vannucci. Per tutta la stagione non si potrà sparare a Moriglione e Pavoncella, due specie le cui popolazioni sono in forte declino a livello europeo e che secondo le indicazioni dell’Unione Europea e gli accordi internazionali, devono essere oggetto di severe tutele.

Si tratta dell’ennesima bocciatura sullo stesso tema: per ben tre anni consecutivi, in disprezzo dei pareri scientifici e delle leggi e del MITE, e agendo per compiacere l’interesse privato del mondo venatorio, la regione ha volutamente insistito ad inserire queste due specie fra quelle oggetto di caccia . Non è bastato il primo ricorso vinto dalle Associazioni ambientaliste ENPA, LAV, LIPU e WWF. Non è bastato il secondo ricorso, ancora vinto dalle stesse Associazioni l’anno successivo. A questo punto siamo al terzo ricorso, accolto al momento come sospensiva, in attesa della sentenza definitiva che sarà emessa in marzo p.v..

“Ci chiediamo come sia possibile che una pubblica istituzione, che ha il compito preciso tutelare la fauna selvatica e la biodiversità, così come imposto dalle normative nazionali, continui a calpestare diritto e scienza sulla base delle richieste di minoritari gruppi di interesse del tutto privati, costituiti dal mondo venatorio, forse per racimolare qualche consenso. Le nostre Associazioni continueranno a lavorare incessantemente per impedirlo, ma non si può pensare che per far rispettare le norme vigenti si debba andare avanti a ricorsi ai tribunali, come avviene puntualmente ogni anno a causa delle continue e ripetute violazione delle regioni.”

In Toscana, è’ cambiata Giunta. È cambiato Assessore. Ma sulle politiche della caccia sembra che non cambi mai nulla. Per questo le associazioni si rivolgono all’ Assessore Saccardi, chiedendo una decisa svolta: “è ora di finirla con i regali al mondo venatorio, sulla pelle degli animali selvatici, e di cominciare a rispettare leggi e scienza”

Andrea Brutti
Ufficio Fauna Selvatica

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I commenti degli utenti
  • gianfranco ha scritto il 12 novembre 2021 alle 23:39 :

    Andrebbe eliminata del tutto. Amazzare bestie per diletto è retaggio di antiche barbarie. Solo per necessità di sopravvivenza dovrebbe essere concessa come faceva l'umanità primitiva la quale necessitava di procurarsi il cibo non avendo altro da fare. I miei progenitori fortunatamente non praticavano la caccia di alcun genere. Rispondi a gianfranco

  • Animalista ha scritto il 17 ottobre 2021 alle 08:46 :

    Credo sia giunto il momento di chiudere definitivamente questa vergogna della caccia. È antistorica, uccide milioni di animali ogni anno, inquina, è figlia della lobby delle armi, contribuisce allo sfruttamento e al cattivo mantenimento dei cani, non è assolutamente uno sport (chiedetelo agli animali se è uno sport), i cacciatori sono pericolosi. Non dovrà più essere permesso questa vergogna. Ora è il momento per firmare il referendum. E comunque non meravigliamoci: la sinistra è sempre stata a fianco dei cacciatori ( vedi ARCI caccia). È l’ora di cambiare. Rispondi a Animalista

    Roberto Fazzini ha scritto il 19 ottobre 2021 alle 12:02 :

    Caro animalista ma cosa dici la caccia è antistorica è come dire che l’uomo non è mai esistito perché da quando esiste l’uomo esiste la caccia è i cacciatori non hanno mai estinto nessuna specie di animali selvatici se mai i cambiamenti climatici sistemi di agricoltura intensiva stravolgimento dell’abitat queste cause abbattono molto più dei cacciatori ma più facile puntare il dito su il più debole in Italia non sono mai stati fatti studi seri sulla fauna selvatica sono convinto anch’io che la caccia non sia uno sport ma una passione un istinto tramando o trasmesso nel dna da i nostri progenitori e non vedo perché nell’Italia di oggi io lo dovrei reprimere. Rispondi a Roberto Fazzini