Raccolta fondi online per la strada per Gamogna. L'originale trovata per salvare l'Eremo

La Fraternità Monastica di Gerusalemme vive nell'eremo dal 1998

Attualità
visibility533 - martedì 08 giugno 2021
di Redazione
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La locandina della raccolta
La locandina della raccolta © N.c.

Originale trovata delle suore della Fraternità Monastica di Gerusalemme, che custodiscono l'erempo di Gamogna, nei pressi di Marradi. L'eremo, fondato da San Piero Damiani nel 1053, è stato negli anni scorsi recuperato e restaurato da don Antonio Samorì, ma è raggiungibile solo a piedi (con alcuni sentieri) oppure da una strada che al momento sarebbe dissestata e percorribile solo (e con difficoltà) da un 4X4. Così è nata l'dea di lanciare la raccolta online per la sistemazione della strada. E questo è il comunicato stampa riportato anche da Toscana Oggi, clicca qui invece per donare:

La Fraternità vive all’eremo dal 1998 su invito del vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana. Qui la loro semplice presenza di accoglienza, lavoro e preghiera prolunga una storia quasi millenaria, a partire da san Pier Damiani che ha fondato l’eremo, con i primi monaci, nel lontano 1053.
Gamogna è meta di escursionisti e pellegrini (si trova su diversi itinerari: Cammino di Dante, Cammino di sant’Antonio, sentieri del Cai per Marradi e per il Passo dell’Eremo, Viae Misericordiae); è luogo di ritrovo di tante persone che negli anni hanno lavorato alacremente al suo restauro.

Il lancio di questa campagna è una finestra che si apre su tutto il territorio intorno a Gamogna e alla valle Acerreta. La realizzazione del progetto sarà un'opportunità di ripartenza e avrà una ricaduta sociale ed economica positiva per dare impulso allo sviluppo turistico, slow e religioso nella zona.
«Per continuare e incentivare la vita in questo luogo, insieme a un gruppo di amici, lanciamo questa campagna di crowdfunding (raccolta di fondi) perchè è urgente migliorare questi quattro chilometri, per lo più sterrati, che al momento sono percorribili con grande difficoltà solamente a bordo di una 4x4», spiega sorella Maria Paola, attuale responsabile, che poi aggiunge «questa situazione rende davvero molto complicato e pericoloso raggiungere l’eremo coi mezzi, non solo per noi sorelle che lo abitiamo, ma anche per coloro che vogliano venire a trovarci. Con il vostro aiuto, possiamo consolidare un tratto della strada comunale di Rovetola che, dalla località Val di Noce, conduce all'eremo di Gamogna (Lutirano- Marradi). Questo progetto ci preme particolarmente perché questa è l’unica via d’accesso percorribile in auto».

L’obiettivo della campagna è fissato a 15.000 euro: una cifra che permetterà di realizzare un tratto della strada che, nel progetto esecutivo, prevede una copertura in cemento della parte in salita, attualmente percorsa da acqua che rende instabile il fondo.
«Abbiamo un tempo limitato: 60 giorni, nei mesi di giugno e luglio. La campagna è “tutto o niente”, ciò significa che i soldi ci arrivano solo se sono raccolti tutti, altrimenti saranno restituiti ai benefattori. Ogni piccolo contributo per noi è prezioso! Perciò invitiamo tutti a darci una mano! Grazie e vi aspettiamo a Gamogna» conclude sorella Maria Paola.

Per sostenere la campagna di crowdfunding è sufficiente selezionare il progetto Migliori-AMO la STRADA per GAMOGNA sulla piattaforma ideaginger.it e donare tramite PayPal, carta di credito o bonifico bancario. In base all’importo scelto, sarà offerta una ricompensa oltre alla preghiera e al ringraziamento.

Fonte: Comunicato stampa

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I commenti degli utenti
  • andrea benti ha scritto il 11 giugno 2021 alle 18:46 :

    Stiamo scherzando? Questa gente occupa un edificio che era stato perfettamente ristrutturato, dalle macerie, da don Antonio Samorì e dai suoi parrocchiani e volontari. A ristrutturazione ormai terminata, don Antonio stava faticando per allestire una foresteria poco più a monte. Poi invece, è arrivata questa gente che, col beneplacito delle gerarchie ecclesiastiche, si è asserragliata nell'eremo, usato come seconda casa, ha chiuso tutto e lo ha sottratto alla comunità a cui don Antonio voleva restituirlo (era stata parrocchia), senza riconoscere i meriti di don Antonio e dei suoi volontari e senza avere mai speso una goccia di sudore o un centesimo. Care suorine, per arrivarci comode in auto, metteteci un po' di soldi o un po' di lavoro (VOSTRO). Almeno per le strade. Oppure vergognatevi. Rispondi a andrea benti