Ci commuoviamo per i gattini. Ed i vitelli al macello? Nuova riflessione di 'veg per scelta'

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visibility1003 - lunedì 12 aprile 2021
di Redazione
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Macello
Macello © Remo Cassella

La nostra lettrice 'veg per scelta' ci invia una nuova riflessione. Che tutti dovrebbero leggere:

o tempora o mores…. Le ultime settimane su questa testata on line sono apparse due notizie che mi hanno fatto riflettere sulla morale e sull’etica. La prima notizia è stata quella dell’indignazione per un gattino impallinato e ferito, e poi l’altra di pochi giorni dopo quella della prima vipera trovata e uccisa a fini umanitari.

Da un punto di vista morale e cioè del costume corrente il gattino, ben nutrito con crocchettine varie e “inutile” dal punto di vista ecologico, suscita più affetto e tenerezza di una vipera, di atavica repellenza, che invece ha un ruolo molto importante nell’ecosistema (i morsi di vipera letali sono lo 0,1 % di tutti i morsi e solo per complicazioni dovute a reazioni allergiche o infarti, non per il veleno).

Traslando questa riflessione su altri animali mi chiedo eticamente perchè nessuno penserebbe che sia normale tenere il proprio labrador chiuso dentro uno stabbiolo strettissimo con tutti gli escrementi con altri labrador, dove gli vengono strappate le unghie o tagliate le orecchie o le code (tutto senza anestesia) perchè impazziscono e potrebbero mangiarsele tra di loro, cessando la loro breve e tragica vita in un macello prima di diventare un prosciutto (pieno di nitriti e nitrati cancerogeni), che nello storytelling che ci raccontiamo tra di noi fa parte dell’ “eccellenza” gastronomica mugellana o toscana o italiana.

Oppure al nostro pappagallino in quanto maschietto tenerissimo ma improduttivo a causa delle uova che non può fare, possa essere triturato vivo appena nato dentro appositi trituratori. Il vostro gattino se fosse nato vitello sarebbe separato dalla madre subito dopo la nascita perchè il latte a lui destinato e per lui prodotto deve fare profitto, lui starà immobile per un anno e mezzo circa all’ingrasso totale, perchè deve aumentare la sua massa, poi, avendo perfettamente intuito la sua fine prima di andare al macello, terrorizzato, gli sparano nel cervello un proiettile retrattile poi agganciati per una zampa e issati per tagliargli la giugulare, anche lui diventando a sua insaputa una bistecca “eccellenza” gastronomica.

Alle loro mamme viene chiesto di produrre latte per una quantità superiore di tre volte di quella che loro produrrebbero per il loro vitello. Vengono munte per due volte al giorno per trecento giorni l’anno e dopo circa cinque anni vanno alla macellazione (quando la vita di una mucca in natura è di circa quarantanni), a volte si schiantano per il peso delle mammelle piene di latte e perchè non si possono muovere. Per lo stress che questa situazione innaturale provoca diventano apatiche sviluppando comportamenti ripetitivi.

Neanche il pesce fugge da queste crudeltà. Perchè? chi ha un cane che vive in casa o un gatto potrebbe fare una riflessione su questo. Diventare vegano o quasi comporta riflessioni etiche che potrebbero portare a una vera rivoluzione mondiale, che avviene 30 volte a settimana, più che i venerdi di Greta, ai quali molti ragazzi vanno con il panino al prosciutto e magari anche un pò di taleggio. Tutti i giorni per tre o quattro volte, abbiamo la possibilià di salvare il pianeta, gli animali e la nostra salute.

Proviamo a muovere il mercato verso una nuova consapevolezza: cercate su internet o su youtube canali di cucina vegana, ce ne sono tantissimi con ricette buonissime, Vegolosi,, Cucina botanica, green me, veggie channel, ecc. poi provate ad andare a fare la spesa e uscirne senza proteine animali. Se non ve la sentite di rinunciare totalmente, potete provare a tenervi un giorno al mese per la carne, potrete scegliere la migliore magari da allevamenti rispettosi degli animali, ce ne sono sempre di più, e per il resto prendervi cura di voi, dell’ambiente e degli animali.

Veg per scelta

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I commenti degli utenti
  • Gabriele Marasco ha scritto il 10 maggio 2021 alle 10:03 :

    Vorrei sapere se chi ha scritto l'articolo si rende conto di quanta carne hanno mangiato i suoi avi......e di quanti gatti ne hanno protetto le dispenze, per la vipera il discorso diventa ancora più semplice: basta che ne trovi una viva e libera.....auguri Rispondi a Gabriele Marasco

  • Mugelli Giampiero ha scritto il 14 aprile 2021 alle 13:49 :

    Parole sante quelle di Leonardo e mi permetto di aggiungere che ormai tutto quello che mangiamo non è più genuino. Pure le farine per il pane sono pastorizzate, le produzioni industriali producono per profitto non per far mangiare genuino i popoli. Pure l'aria che respiriamo è altamente inquinata perciò lasciamo che ogni persona scelga la strada che preferisce per avvelenarsi, Rispondi a Mugelli Giampiero

  • Leonardo ha scritto il 13 aprile 2021 alle 19:27 :

    L'ho scritto l'altra volta, lo riscrivo adesso. Non c'è cosa peggiore degli integralismi. Lei si professa "vegana per scelta", e va bene. Lasci a noi la nostra scelta. Come noi la lasciamo, liberamente, a lei. Lei ci fa la morale su come vengono trattati gli animali, io le potrei fare la morale su come vengono sfruttati gli esseri umani per coltivare e raccogliere le verdure che lei mangia. Le potrei fare la morale su quanta acqua serve per coltivare un cetriolo e quante foreste vengono abbattute per coltivare il mais per la sua insalata. Ma a me, francamente, di imporre la mia scelta a lei o a chiunque altro non me ne importa niente. Ognuno è libero di fare la propria scelta. Lei è vegana per scelta, altri non lo sono, per scelta. Ci tolleri, per favore, come noi tolleriamo lei. Rispondi a Leonardo

    aniretac19@gmail.com ha scritto il 19 aprile 2021 alle 19:17 :

    Beh, è difficile/impossibile sentirsi autorizzato e legittimati dal punto di vista etico a fare uso di derivati animali (e non solo in ambito alimentare) sapendo che genere di trattamento subiscono gli altri animali prima di finire nel vostro piatto. Non è possibile, (leggi = etico, giusto, civile, umano, responsabile, consapevole, rispettoso....) ritenere una scelta "lecita e da rispettare" quella di sfruttare, maltrattare, abusare, torturare degli ESSERI SENZIENTI quindi creature che , esattamente come noi umani, vogliono disperatamente vivere liberi in pace a proprio agio. Si sceglie, ma si possono fare scelte completamente ingiuste e ingiustificabili. Poi ci si assumono le conseguenze e le dovute critiche. Anche da parte della propria coscienza. Rispondi a aniretac19@gmail.com

  • Licia Porro ha scritto il 13 aprile 2021 alle 12:16 :

    Io non sono vegana ed apprezzo una bella fiorentina alla brace, ma penso spesso alle sofferenze che gli animali devono patire a causa drll’Uomo. Ed è per questo che ho ridotto, oramai da diversi anni, il consumo di carni e pollame e, quando desidero cibarmene, faccio attenzione alla provenienza acquistando solo prodotti che mi garantiscano che l’animale è vissuto dignitosamente, libero e ben nutrito. Questo comportamento credo che, se adottato da tutti, porterebbe a moltissimi vantaggi: per la nostra salute (in Toscana i tumori all intestino sono in percentuale altissima!), per il bene degli animali, per l’ambiente: utilizzo dell’acqua nella produzione di cereali per alimentare i bovini, distruzione delle foreste (l’amazzonica in primis) sempre per lo stesso motivo. Mi pare che basti. Rispondi a Licia Porro

    Luca Bartolucci ha scritto il 13 aprile 2021 alle 19:31 :

    Condivido pienamente la posizione di Licia. La scelta vegetariana ha tutto il mio rispetto, ma è talmente lontana dalle consuetudini (e dalla nostra storia culinaria) che è davvero molto impegnativa. Ma c'è modo e modo di essere "carnivori". Innanzi tutto va ridotta drasticamente la frequenza del consumo, in particolare di carne bovina, ma, soprattutto, si può azzerare la carne "industriale", quella di animali nati, cresciuti e uccisi in catena di montaggio. Si può fare, ci sono piccoli macelli e aziende avicole familiari dove, generalmente, c'è il rispetto per la salute e per la dignità degli animali. Costa il doppio? Basta acquistarne la metà! E così diamo un'opportunità in più ai nostri agricoltori. Infine consiglio a tutti di farsi un'orto! Rispondi a Luca Bartolucci