Saverio Zeni © OKMugello
Durante lo scorso fine settimana, il Monte Giogo di Villore è stato colpito da episodi di violenza compiuti da un gruppo di individui incappucciati. Il consigliere comunale di Dicomano, Saverio Zeni, ha condannato con fermezza questi fatti, ribadendo che ogni forma di aggressione è da ritenersi inaccettabile e non può essere considerata uno strumento di legittima opposizione a progetti impattanti per il territorio. Parallelamente, Zeni ha presentato il 3 luglio 2025 un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze, in cui solleva perplessità sulla legittimità di alcune clausole contenute nella convenzione firmata il 18 aprile 2023 da AGSM AIM S.p.A. e dai Comuni di Vicchio e Dicomano.
Clausola contestata: si limita il controllo pubblico?
Uno dei principali punti critici è l’Articolo 6, comma b), del documento, in cui si legge che i Comuni si impegnano a "non compiere azioni che possano ostacolare l’esecuzione dei lavori". Secondo quanto segnalato da Zeni, tale formulazione potrebbe ostacolare il dovere delle amministrazioni comunali di esercitare pienamente la funzione di vigilanza sull’andamento del progetto, in particolare in presenza di potenziali problemi ambientali o sanitari.
A sostegno di questa tesi, le Linee Guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili (D.M. 10 settembre 2010) affermano che l’Autorizzazione Unica non può essere subordinata a convenzioni che riducano le capacità di controllo dei Comuni.
Contributi economici fissi: scelta corretta?
Altro punto controverso è quello delle compensazioni economiche previste. Il provvedimento PAUR prevede un contributo pari al 2,65% dei proventi dell’energia prodotta, in conformità al limite massimo del 3% previsto dalla normativa nazionale. Tuttavia, l’accordo sottoscritto fissa un importo annuo forfettario di 150.000 euro, suddiviso tra Vicchio (64%) e Dicomano (36%), con un ulteriore importo annuale di 65.880 euro assegnato a Dicomano.
Zeni contesta il fatto che tale importo fisso possa risultare sproporzionato in caso di minori introiti dell’impianto, violando il principio delle linee guida che collegano l’entità delle compensazioni all’effettivo impatto ambientale.
Prescrizioni ignorate e pareri contrari
Il procedimento autorizzativo non è stato privo di dissensi.
- La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha dato parere negativo in merito all’autorizzazione paesaggistica.
- Il Comune di San Godenzo ha espresso diniego per motivi legati a urbanistica, edilizia, paesaggio e viabilità.
Queste criticità hanno comportato l’inserimento di prescrizioni specifiche all’interno del provvedimento. Tuttavia, secondo quanto contenuto nell’esposto, gli obblighi assunti nella convenzione potrebbero compromettere la possibilità per i Comuni di farle rispettare, limitando l’efficacia del controllo amministrativo sul territorio.
Esposto a tutela del ruolo delle amministrazioni locali
Con questa iniziativa, Zeni chiede alla Procura di Firenze di verificare la conformità delle clausole contrattuali con la normativa vigente, affinché l’azione pubblica non venga condizionata da accordi privati in contrasto con l’interesse collettivo.
Nonostante il clima di tensione che si è creato, culminato nei fatti violenti che ha prontamente condannato, Zeni conferma l’intenzione di portare avanti la battaglia contro l’impianto eolico attraverso strumenti legali e istituzionali, con l’obiettivo di difendere l’ambiente, la salute dei cittadini e l’autonomia decisionale delle amministrazioni comunali.



Mario Biagini
MAI la violenza su chi lavora, magari sabotare i mezzi meccanici. Invece di distruggere i crinali che non torneranno MAI come prima, dove gli alberi sono fonte di produzione di ossigeno, si poteva istallare 2 o 3 pale dentro il lago di Bilancino dove la ventolazione è sempre presente tutto l'anno e non si distruggeva le montagne. Cordiali Saluti Mario Biagini