Forteto. Alleanza per Vicchio: ‘Richiesta Regione assurda. Regione non esente da responsabilità e omissioni’

Redazione OK!Mugello

Forteto. Alleanza per Vicchio: ‘Richiesta Regione assurda. Regione non esente da responsabilità e omissioni’

Forteto. Alleanza per Vicchio: ‘Richiesta Regione assurda. Regione non esente da responsabilità e omissioni’
10/08/2019

Dal gruppo Alleanza per Vicchio riceviamo: Desta sgomento, sconcerto e rabbia la decisione, del tutto inaspettata a detta del Commissario del Forteto dott. Marzetti, da parte del Presidente della Regione Toscana e della Città Metropolitana di richiedere al “Forteto” oltre cinque milioni di euro per non meglio identificati “danni d’immagine”; provoca inoltre un senso di repulsione la risposta tranchant con la quale il Presidente Rossi ha altresì liquidato la cosa: “Il Commissario faccia il suo dovere, così come la Regione Toscana sta facendo il suo” esempio di etica e correttezza istituzionale della Regione, come del resto, si sottintende, sia sempre avvenuto nella gestione quarantennale dell’intera vicenda.

Per le vittime del Forteto e i cittadini di Vicchio e del Mugello resta l’amaro in bocca di fronte all’assurdità della pretesa esibita verso chi, ormai, nulla ha a che vedere con il danno presumibilmente subito. La Regione evidentemente, per bocca del suo Presidente, a differenza di quanto fatto in passato, si dichiara dunque, con questa richiesta, parte offesa, sentendosi danneggiata dall’agire criminale e truffaldino del Forteto, escludendo così qualsiasi propria eventuale responsabilità.

Peccato che sia poi la Regione stessa, per il tramite della Commissione Regionale d’Inchiesta sul Forteto, a raccontare di una verità molto diversa: La Regione (e gli organi ad essa sotto-ordinati) non risulta infatti affatto scevra da responsabilità, come Rossi vorrebbe darci ad intendere con la sua richiesta risarcitoria, ed anzi agli Enti Locali (Regione, ASL, Società della Salute e Comune) sono imputabili, secondo la Commissione, quantomeno gravissime omissioni:

“La Regione Toscana, nel corso degli anni ha concesso finanziamenti pubblici alla cooperativa e alla fondazione del Forteto nonostante già esistessero sentenze di condanna passate in giudicato … e fosse quantomeno doverosa eticamente una maggior prudenza … risulta che gli stessi servizi socio-assistenziali hanno svolto in maniera lacunosa e colpevolmente inadeguata il loro ruolo, venendo meno ai propri doveri di tutela e garanzia di soggetti particolarmente deboli ed esposti …” (pag. 10 della Relazione Conclusiva della Commissione di Inchiesta).

E ancora: “A seguito dell’audizione del Dirigente Regionale XXX all’epoca responsabile del settore Governance e programmazione del sistema integrato dei servizi sociali, .. acquisite le relazioni dello stesso redatte per il Governo Italiano in merito alla sentenza del 2000 di condanna dell’Italia emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, (La Commissione) richiede al Direttore Generale della Giunta Regionale di valutare l’opportunità di avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti per non aver approfondito le motivazioni addotte dalla sentenza .. assumendo acriticamente la difesa dell’operato del Forteto” (pag. 16).

Riferito agli stessi Servizi Sociali, il punto 179 della sentenza della Corte Europea di Strasburgo aveva evidenziato inoltre il “Ruolo eccessivamente autonomo svolto dagli assistenti sociali nell’attuazione delle decisioni del Tribunale dei Minori di Firenze … il quale … ha confermato il modo di procedere dei Servizi, senza tuttavia sottoporlo ad una verifica approfondita” (pag. 31).

Sebbene “La Regione abbia il diritto / dovere di verifica periodica sulle comunità familiari e/o gli istituti accreditati onde valutare la loro conformità agli standard minimi definiti per l’accreditamento” (pag. 19), tali verifiche sono state negli anni, secondo la Commissione, scarse, con rapporti semestrali da parte dei servizi sociali lacunosi o mancanti.
Tra le sue conclusioni, la Commissione ha infine accertato (pag. 84):
la benevolenza negli anni da parte della Regione Toscana nei confronti del Forteto, che si è sostanziata in aiuti e omesse verifiche sui ricorrenti segnali di allarme; la reticenza della struttura della Regione Toscana ad offrire pareri e chiarimenti indipendenti in merito ad eventuali provvedimenti nei confronti di dirigenti stessi della Regione;

A questo proposito la Commissione ricorda di come “I Servizi Sociali dei Comuni o, per la Toscana, delle Società della Salute … sono titolari della presa in carico del ragazzo … hanno l’obbligo di informare il giudice sull’andamento dell’affido …” (pag. 18) mentre “Psicologi del Servizio Sanitario Regionale supportano l’Assistente Sociale nella valutazione del minore, nella stesura del progetto d’Affido, … ecc …” (pag. 19).

“Nel complesso meccanismo che regola l’istituto dell’affido … tra le istituzioni deputate alla protezione, cura e tutela dell’infanzia, interagiscono con il Tribunale dei Minori, oltre ai servizi sociali territoriali, anche il Dipartimento di Salute Mentale attraverso l’Azienda Sanitaria e il Dipartimento Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale attraverso la Regione” (pag. 40). Quindi le responsabilità ci sono eccome, o almeno avrebbero dovuto esservi!

La Commissione d’Inchiesta così prosegue senza pietà: “Perfettamente integrati al clima di diffusa benevolenza verso il Forteto, gli operatori dei servizi sociali coinvolti negli affidi presso quella comunità-setta non hanno adempiuto in maniera scrupolosa e compiuta al loro compito di vigilanza sullo stato del minore e sull’andamento del programma di assistenza ………..basandosi sul giudizio di affidabilità che emanava dal Tribunale dei Minori. Al contrario, in base al dettato normativo, sarebbero dovuti essere proprio gli assistenti sociali tramite le loro relazioni semestrali a seguito delle opportune verifiche, a determinare l’orientamento del giudice minorile” (pag. 41).

“Agli incontri con gli assistenti sociali – sempre annunciati e concordati con i fondatori della comunità-setta – si presentavano talvolta persone diverse dagli affidatari senza che nessuno si sia mai interrogato in merito” (pag. 44).
Ed infine: “Ma a colpire ancor più la Commissione è come, nonostante le responsabilità determinanti riconosciute nel lavoro di operatori dei servizi sociosanitari da parte di quella stessa sentenza (della Corte Europea), da ciò non sia scaturito da parte di Asl e Comuni interessati alcun atto conseguente neppure, a quel che si sa, di verifica informale” (pag. 50).

In questa situazione riteniamo che sia semplicemente odioso il fatto che tutti, e non da ora, facciano finta di cadere dal pero, oggi che finalmente l’attuale Governo ha nominato un Commissario che sta facendo del suo meglio per rimediare, per quanto sarà possibile, ai tanti errori ed orrori del passato, anche e soprattutto tutelando lavoratori e vittime del Forteto.

Alleanza per Vicchio ribadisce grande apprezzamento alla nuova gestione commissariale della cooperativa che rischierebbe così di risultare gravemente penalizzata dall’assurda richiesta pecuniaria formulata da quello stesso Ente che la Commissione d’Inchiesta cita quale corresponsabile dell’intera allucinante storia del Forteto. Alleanza per Vicchio preannuncia la presentazione di una mozione in Consiglio Comunale che impegni il Sindaco e la sua giunta a manifestare il proprio sostegno al lavoro del Commissario e il proprio disappunto per la richiesta formulata da Rossi, richiedendone il ritiro alla Regione Toscana e alla Città Metropolitana.

Samantha Latona
Consigliere Capogruppo
Alleanza per Vicchio

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