Storie borghigiane. Ricordo di un amico: Giuseppe Verdi detto “Puccio”

Aldo Giovannini

Storie borghigiane. Ricordo di un amico: Giuseppe Verdi detto “Puccio”

Storie borghigiane. Ricordo di un amico: Giuseppe Verdi detto “Puccio”
25/03/2019

Quanti amici borghigiani sono rimasti addolorati, e noi per primi, per la scomparsa ad Arezzo di Giuseppe Verdi detto “Puccio “, che faceva parte di quella numerosa famiglia patriarcale, i Verdi di Zeti, (antico rione borghigiano), composta da tredici fratelli, che il buon Fortunato, il padre di Giuseppe, aveva avuto tre dalla prima moglie (Giovanna Bonini) e addirittura dieci dalla seconda moglie (Adele Nardoni): Francesco, Sergio, Mauro (che morì giovane nel tentativo di salvare due operai che erano caduti in un pozzo artesiano a Panicaglia), quindi Renza, Renzo, Giuseppe, Bruno, Vittorio, Giuliano, Grazia, Vanna, Vanni e Sandro.

La vita disperse questi fratelli, dopo la morte dei genitori, ma Giuseppe, “Puccio” per gli amici, con i fratelli Bruno,Vittorio, Giuliano, Sandro e Vanni, andarono a dirigere un piccolo acetificio ad Arezzo che il loro padre, commerciante in vini, aveva acquistato, prima di perdere la vita nel 1955 per un incidente stradale.

Con la volontà, la passione, “uno per tutti, tutti per uno”,  con gli anni sono riusciti ad impiantare un grosso stabilimento, noto in tutta Italia e all’estero (l’Acetificio Aretino) di cui andavano fieri ed orgogliosi, con tutte le loro famiglie che si erano formati nel tempo. Ma non avevano mai dimenticato il loro paese natio. Tutt’altro, e ogni tanto per varie ricorrenze eccoli, con gli amici di un tempo a far festa o a deporre un fiore sulla tomba dei loro cari alla Misericordia.

Una visita dei fratelli Verdi alla loro vecchia abitazione in piazza del Mercato; da sinistra in alto Giuseppe “puccio”, Giuliano “momo”, Renzo. Accosciati da sinistra Vanni, Sandro, Vittorio e Bruno

Alcuni anni orsono scomparve Vittorio, poi a Borgo non sono più Renzo e Renza, ed ora ecco la dipartita di Giuseppe “Puccio”, amico da una vita fin dai tempi dell’Oratorio salesiano, o quando calcava unitamente ai fratelli Vanni e  Vittorio, il campo sportivo Romanelli con la maglia delle squadre giovanili dell’A. S. Fortis Juventus 1909.

Colpito da una brutta malattia, mi si dice che il caro Giuseppe abbia affrontato il suo destino con grande dignità, circondato dall’affetto di tutti i suoi cari, andando per sempre a riposare nel piccolo cimitero di Agazzi, proprio accanto al fratello più giovane, Vittorio, affinché gli anelli della loro lunga catena famigliare non si recidessero mai. Storie e ricordi lontani nel tempo e nello spazio, e noi fino a che avremo fiato saremo qua a raccontarle, altrimenti  tutto è perduto e l’oblio diventa più buio e più nero. Il ricordo invece, fortunatamente, profuma ancora  di  amor proprio verso chi ci ha preceduto nell’aldilà. Un abbraccio da tutti gli amici borghigiani.

Aldo Giovannini


Redattore OK!Mugello.

3 commenti

  1. Carlo ha detto:

    Grazie di questo bel ricordo di questa famiglia borghigiana

  2. GILBERTO ha detto:

    I Verdi a Zeti. Che famigliona!

  3. Marco ha detto:

    Grazie per questo bel ricordo di questa famiglia mugellana che ho conosciuto dagli anni 80 ed è unica per la generosità cordialità e simpatia

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