La mugellana Shari Fontani sul red carpet a Venezia con "Stile Biologico"

Attualità
visibility56 - lunedì 09 settembre 2019
di Saverio Zeni

Venerdì 6 settembre l'attrice mugellana Shari Fontani ha sfilato sul red carpet della 76° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, accompagnata dal regista e attore Alessandro Baccini con il quale sta girando il film "The Last Fighter".

Non deve trarre in inganno il nome di origine ebraica (che significa bella principessa), infatti  Shari è nata a Borgo San Lorenzo, ha vissuto a Scarperia e si definisce cittadina del mondo. Ha debuttato nel cinema a soli nove anni affiancando poi il lavoro di modella. Ha partecipato in varie serie televisive come protagonista, tra le quali ricordiamo "Ci vediamo in tribunale" su Rai 2, "Il Commissario Manara" su Rai 1, "Il Mostro di Firenze" produzione Sky Cinema. Inoltre spot pubblicitari e molte sfilate per i marchi più prestigiosi della moda.

Nel 2012, Shari da un cambio alla sua vita professionale e decide di passare dalla scena al retroscena. Si laurea in Cultura e Progettazione della Moda, e poco dopo inventa un brevetto per le calzature femminili: il tacco intercambiabile. Nel 2013 inizia a produrre borse, scarpe, gioielli e abbigliamento con un marchio che porta il suo nome, fino al progetto più importante della sua vita che si chiama Gabriele Leone, il suo primogenito.

Intervistata dalla nostra redazione Shari Fontani ci ha raccontato la sua esperienza a Venezia:

Il film che sto girando è un triller “The Last Fighter”. Nel film interpreto la coprotagonista Aurora, una donna da una profonda moralità e spirito di dedizione verso i più deboli... il mio personaggio entra in contrapposizione con l’altro protagonista, Mark, fidanzato di Aurora nel film interpretato da Alessandro Baccini, che invece uccide per fare del bene. Si fondono un mix di emozioni disperate tra l’amore per lui e l’amore per i più deboli.

Il film tocca brevemente le tematiche della guerra, della povertà, degli ospedali siriani bombardati.

Il personaggio mi rispecchia molto, e nella vita di tutti i giorni cerco nel mio piccolo di aiutare come posso, non solo le persone, ma anche il pianeta. Perciò mentre insieme ai registi Domenico Costanzo e Alessandro Baccini stavamo costruendo il mio personaggio mi sono detta “perché non un focus anche nello stile?!”

Una donna profonda non lascia correre niente, neanche nella scelta dell’abbigliamento. Ho deciso quindi di farmi vestire da Stile Biologico, brand fiorentino che realizza capi artigianalmente, tutti con filati naturali non trattati o tinti con colori gots. Purtroppo adesso nell’abbigliamento solo l’1% della produzione è bio... e questo significa avere un grandissimo impatto oltre che di fibre tossiche e sintetiche anche di pesticidi tossici persino per gli esseri umani.

Facendo questa scelta, vista la rilevanza della trama del film, vorrei che arrivasse anche questo messaggio! Perché si può essere belle e alla moda anche rispettando se stessi e il pianeta!

Credo di essere la prima attrice nel mondo ad aver fatto questa scelta. Sono contenta che Baccini e Costanzo l’abbiano accettata e rispettata, non ho lasciato niente al caso, dall’intimo alla scarpa tutto è ecobio!

Ho voluto portare sul redcarpet, oltre al nome del film e farmi conoscere come attrice, un abito ecobiologico 100% in lino non trattato e non tinto per far emergere il messaggio che si può avere un abito da sogno anche rispettando il pianeta, soprattutto in un momento così delicato, e credo che proprio le grandi icone del cinema e moda ed i grandi brand dovrebbero istruirci ed incalanarci in questa scelta quotidiana!

 

 

 

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