118, cosa sta accadendo? Una riflessione

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di Redazione
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Due operatori sanitari del 118
Due operatori sanitari del 118 © Nadia Fondelli

Oggi, sabato, rilanciamo la riflessione di Paolo Superbi, responsabile sanità di Fratelli d'Italia in merito al 118:

Da diverso tempo ricevo delle comunicazioni riguardanti la riorganizzazione del Servizio di Emergenza Territoriale 118 da parte della USL Toscana Centro; inoltre leggo articoli su varie testate giornalistiche, relativi a raccolte di firme contro la riorganizzazione dell'emergenza urgenza territoriale.

Di fatto si evince una grande preoccupazione per la prevista diminuzione nei PET ( postazioni di emergenza territoriale ) del Personale Medico.

E' prevista la istituzione di automediche con Medico ed Infermiere e di ambulanze di soccorso avanzato con solo Infermiere a bordo, ubicate in punti strategici del territorio in modo tale da potere gestire scenari complessi agendo con manovre salvavita e somministrazione di farmaci secondo procedure e protocolli.

Inoltre a completamento saranno presenti ambulanze di soccorso basico con soccorritori formati secondo la normativa regionale specifica. 

Nel corso di decenni, grazie anche a leggi che hanno definito chiaramente la organizzazione e le competenze delle Aziende Sanitarie, si è assistito a cambiamenti nel settore, formulati con costrutto e secondo evidenze scientifiche e raccolta di dati, riguardanti la gestione dei servizi da parte delle associazioni di volontariato e la gestione del Personale Sanitario.

Le Aziende Sanitarie si avvalgono di Personale Dipendente del Servizio Sanitario Nazionale che opera per la maggior parte, in collaborazione con le numerose associazioni di volontariato del territorio; si è venuta a creare da tempo una sinergia di competenze fra Personale Sanitario e Personale Laico debitamente formato per quanto riguarda i servizi di emergenza.

Nel corso degli anni, la figura dell'Infermiere ha preso sempre più campo nel settore preospedaliero ( ambulanza, automedica ed elisoccorso ), grazie anche all'innalzamento del livello di formazione con la istituzione dei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche, Masters Universitari, corsi di formazione clinici avanzati; inoltre tale Personale è anche istruttore di società scientifiche di emergenza-urgenza internazionali, come ad esempio la American Heart Association, l’ I.R.C., ecc.

Da tanti molti anni l'infermiere lavora nel Sistema 118 senza che siano sorti problemi di alcun tipo; lo stesso viene inserito dopo una attenta e specifica selezione, finalizzata alla verifica dell'esperienza nell'area specifica del S.S.N. Pubblico, partecipando costantemente a corsi di formazione ed addestramento.

Non comprendo quindi la preoccupazione ed i falsi allarmismi, considerato che in tutto il mondo, da molto tempo, che tali Professionisti sono una figura cardine della rete di Emergenza Urgenza Territoriale. 

Non vorrei che dietro alla problematica sollevata, si nascondessero dei meri interessi economici o politici che non farebbero altro che gettare discredito su una preziosa categoria a cui va il massimo del rispetto e del riconoscimento sociale.

Per concludere il mio pensiero va a tutti i Sanitari, a partire dalle migliaia che sono morti o hanno riportato postumi permanenti nell’assolvimento della missione, che da oltre 2 anni si stanno prodigano giornalmente per contrastare una strage mondiale chiamata COVID.      

     Paolo Superbi, Responsabile Provinciale Sanità - Firenze Fratelli d' Italia .

 

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I commenti degli utenti
  • Paolo Superbi ha scritto il 11 luglio 2022 alle 07:40 :

    Ringrazio Salvo ,Silente ed Alessandro per avere letto le mie riflessioni ed avere condiviso il proprio punto di vista. Il rispetto delle varie professioni è sempre stato il mio obiettivo, perché da 30 anni lavoro in Sanità presso il Dipartimento della Prevenzione della USL Toscana Centro come Tecnico della Prevenzione- Ispettore di Igiene. Ho assistito in prima persona all'evoluzione delle 22 Professioni Sanitarie per quanto concerne le competenze e responsabilità. Nel caso specifico, l' Infermiere ha avuto un salto in avanti da gigante e penso che nessuno lo possa negare. Quindi onore al merito e ripeto che è di primaria importanza, considerato il periodo attuale, che ognuno sia valorizzato al meglio, per potere offrire un servizio pubblico al massimo della economia ed efficienza. Rispondi a Paolo Superbi

  • Salvo ha scritto il 10 luglio 2022 alle 08:31 :

    Finalmente un politico che capisce di sanità e scrive l’evidenza!una figura professionale come quella dell’infermiere non capisco perché a volte è attaccata senza costrutto sui giornali da qualcuno(soprattutto da chi di sanità non capisce una mazza)…..forse per soldi?per poltrone?per orticelli?un saluto da un cittadino che ha avuto bisogno dell’infermiere del 118 e che ringrazierò a vita. Rispondi a Salvo

  • Silente ha scritto il 09 luglio 2022 alle 21:41 :

    A bordo di una ambulanza che va a soccorrere un paziente critico è l'infermiere che assicura le migliori cure e la applicazione delle corrette procedure. Perché? È semplice. Perché è preparato e rispetta i protocolli. Invece il medico vuole fare lo scienziato, lavora di fantasia ed improvvisazione e combina sfaceli. Oltre naturalmente a costare una enormità, specie se non dipendente ma convenzionato. Essendo anche io un veterano come Alessandro posso dire che in certi casi il medico sulla ambulanza è il tassista più caro del mondo. Rispondi a Silente

  • Alessandro ha scritto il 09 luglio 2022 alle 12:24 :

    Carissimo P.Superbi, la sua analisi non fa una piega. In Europa e nel mondo non esistono così tanti punti di primo intervento medicalizzato come in Italia. Nemmeno fossimo in guerra (mi consentirà questo termine di paragone discutibile in questo periodo...). Vi sono forti e meri interessi di qualcuno perché il tutto rimanga così o quantomeno sia poco rivisto nella organizzazione territoriale, il tutto celato dal Dio denaro. La figura infermieristica si è emancipata moltissimo in questi decenni e non deve assolutamente far paura la presenza oramai diffusa della figura. Laddove lo stesso non avrà la possibilità di operare secondo procedure e protocolli, si potrà sempre avvalere di richiesta alla centrale operativa di appoggio del medico ubicato a distanza limitata. Saluti. Un veterano. Rispondi a Alessandro