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Firenze, il "rompete le righe" del consiglio comunale. Un "terremoto" lungo cinque anni

Oggi lunedì 22 l'ultimo consiglio comunale ordinario del mandato 2019-2024. Ecco tutte le rivoluzioni del mandato nel consiglio e nella giunta.

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Il consiglio comunale Il consiglio comunale © Ok!News24
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Oggi con inizio in seduta mattutina e proseguimento nel pomeriggio si svolgerà l'ultima seduta del consiglio comunale del mandato 2019/2024.
Per molti sarà il passo d'addio per molti forse dopo il passaggio dalle urne del prossimo 9/10 giugno ci sarà una riconferma.
Una cosa è certa dall'insediamento del 2019 ad oggi tanto è cambiato sia nel consiglio comunale che nella giunta di Palazzo Vecchio.
Cambiamenti e talvolta stravolgimenti che hanno interessato sia la maggioranza che le opposizioni.

La vittoria di Dario Nardella al primo turno con il 41,2% dei voti portò in dote 22 seggi di cui 19 al Pd e 3 alla Lista Nardella (che ottenne un ottimo 8,3%).
Gli eletti del Pd furono: Benedetta Albanese, Nicola Armentano, Donata Bianchi, Leonardo Calistri, Enrico Conti, Massimo Fratini, Fabio Giorgetti, Maria Federica Giuliani, Alessandra Innocenti, Luca Milani, Renzo Pampaloni, Letizia Perini, Massimiliano Piccioli, Laura Sparavigna.
Ma a seguito della nomina ad assessore di Cecilia Del Re, Sara Funaro, Andrea Vannucci, Federico Gianassi, Cosimo Guccione entrano a far parte del gruppo PD: Patrizia Bonanni, Francesca Calì, Barbara Felleca, Mirco Rufilli, Stefano Di Puccio.

Per la Lista Nardella sono eletti: Alessia Bettini, Alessandro Martini, Marco Del Panta Ridolfi e Mimma Dardano.
A seguito della nomina ad assessori di Alessandro Martini e Alessia Bettini entra a far parte del gruppo: Maria Grazia Monti.
 

Il centrodestra schierava al via una pattuglia di 10 eletti con il candidato sindaco Ubaldo Bocci a cui si aggiunge il gruppo della Lega (forte del 14,4%) con 6 rappresentanti, seguito da Fratelli d'Italia con uno e Forza Italia con due e nel dettaglio sono:
Gruppo Lega: (6 seggi): Andrea Asciuti, Federico Bussolin, Emanuele Cocollini, Michela Monaco, Antonio Montelatici, Luca Tani
Gruppo Forza Italia: (2 seggi):  Jacopo Cellai, Mario Razzanelli
Gruppo Fratelli d'Italia: (1 seggio) Alessandro Emanuele Draghi
Gruppo Firenze Città Aperta (2 seggi) : Dmitrij Gabriellovic Palagi più la candidata sindaca Antonella Moro Bundu
Gruppo Movimento 5 Stelle (2 seggi): uno per il candidato sindaco Roberto Blasi e uno per il consigliere Lorenzo Masi.

A guardarla oggi una rivoluzione in cinque anni.
La giunta di Nardellaè stata  molto movimentata: era inizialmente composta da: Cristina Giachi (vicesindaca), Stefano Giorgetti, Cecilia Del Re, Federico Gianassi, Andrea Vannucci, Sara Funaro, Cosimo Guccione, Tommaso Sacchi, Alessandro Martini e Marco Del Panta Ridolfi è cambiata molte volte per opportunità politiche.
In nome di un disequilibrio di quote rosa esce subito del Panta Ridolfi ed entra Alessia Bettini.
Nel 2020 il primo rimpasto a seguito dell'elezione di Cristina Giachi e Andrea Vannucci in consiglio regionale. Il successo di Italia Viva in regione porta in giunta Titta Meucci e Benedetta Albanese che viene sostituita in consiglio da Francesco Pastorelli.
Nel 2021 Tommaso Sacchi lascia la giunta fiorentina per trasferirsi a quella milanese, ma niente cambia a livello di consiglio poiché Nardella tiene la delega per se.
Nel 2022 dopo l'ascesa di Schlein alla segreteria del Pd Nardella cambia ancora la sua giunta: esce Alessandro Martini per far posto a Federica Giuliani che lascia a Franco Nutini il seggio di consigliere ed entra Andrea Giorgio (all'ambente) depotenziando Cecilia Del Re a cui viene tolta anche la delega al turismo che passa alla vicesindaca.
Sempre nel 2022 l'elezione di Federico Gianassi a Montecitorio riporta in giunta Giovanni Bettarini.
Nel 2023 l'ultima rivoluzione con la defenestazione con strascico di Cecilia Del Re.
In pratica della giunta voluta nel 2019 da Nardella "sopravvivono a fine mandato solo la fedelissima Alessia Bettini, l'uomo delle tramvie Stefano Giorgetti, la discepola Sara Funaro e il trasparente assessore allo sport Cosimo Guccione. Un po' poco davvero.

Movimentatissimo anche il consiglio comunale.
Nella maggioranza al di là degli avvicendamenti fra consiglieri entranti e uscenti i mal di pancia non sono mancati, soprattutto negli ultimi tempi.
Prima l'uscita della vicepresidente del consiglio Barbara Felleca che lascia il Pd sbattendo la porta per passare a Italia Viva.
Dopo poco la segue, sfasciando la Lista Nardella Mimma Dardano e poi con l'addio di Cecilia Del Re dalla giunta e i mal di pancia dei suoi fedeli ecco sul finir della consiliatura la nascita di Firenze Democratica e gli addii al Pd di Massimiliano Piccioli, Leonardo Calistri e Stefano Di Puccio.

Il centrosinistra quindi finisce la consiliatura con una maggioranza risicata, ma non va certo meglio al centro destra che in cinque anni movimentati si disgrega.
L'ex candidato sindaco Ubaldo Bocci crea il gruppo a centro e porta con se due ex leghisti Antonio Montelatici (che poi lascerà per candidarsi sindaco a Campi Bisenzio) e il vicepresidennte vicario Emanuele Coccolini.
Poi sbatte la porta anche Andrea Asciuti no vax e putiniano di ferro che crea il gruppo misto a cui poi si unisce anche Michela Monaco lasciando il lega solo il capogruppo Federico Bussolin e l'assenteista da record Luca Tani.
Pedine ferme e stabili nel resto del centro destra mentre nel tormentato Movimento Cinque Stelle giungono al capolinea da separati in casa De Blasi e Masi.

In breve del consiglio comunale originario poco resta.
Molti cambi di casacca sia a destra che a sinistra e molti avvicendamenti sui seggi Pd dove dei 19 eletti finiscono il mandato dove gli elettori gli hanno messi solo in 9:
Nicola Armentano, Donata Bianchi, Enrico Conti, Massimo Fratini, Fabio Giorgetti, Alessandra Innocenti, Renzo Pampaloni, Letizia Perini e Laura Sparavigna.
Peggio va nella Lista Nardella che di fatto è quasi sparita dato che gli eletti sono andati tutti su altri lidi e rimangono come superstiti i due subentrati Luca Santarelli e Angelo D'Ambrisi.

Nell'opposizione detto della decimazione leghista che finisce con soli 2 consiglieri dopo averne portati nel salone dei Duecento ben 6 si segnala la nascita addirittura di due gruppi che non erano presenti nel seggio: il gruppo misto e quello al centro a conferma dell'atavico vizietto italiano di lasciare il lasciare il posto in cui siamo stati eletti ma non di lasciare la stanza....





 

 

 

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