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Cooperativa san lorenzo : 95 anni ma non li dimostra

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Cooperativa san lorenzo : 95 anni ma non li dimostra Cooperativa san lorenzo : 95 anni ma non li dimostra © n.c.
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(Prima Parte). Se fra la seconda metà del ’900 e parte del terzo Millennio (2000), ha visto commemorare, festeggiare e rievocare tanti anniversari di altrettante Associazioni, società, confraternite e non di meno di eventi e di date che hanno caratterizzato la storia di Borgo San Lorenzo, (1000 anni della Pieve di San Lorenzo, 160 anni della Confraternita di Misericordia, 100 anni del Club Ciclo Appenninico, 100 cento anni dell’A. S. Fortis Juventus, 100 anni della Corale Santa Cecilia, 100 anni delle Manifatture Chini, Bicentenario dei moti antifrancesi, Centenario dei moti del pane, 90 anni del disastroso terremoto, 60 dell’anniversario della liberazione e non per ultimo il Centenario della Grande Guerra (rievocazioni in atto in questo periodo), il 2015 ci offre altre ricorrenze storiche lontane nel tempo e nello spazio, ma ancora attive ed in piena efficienza. Fra queste ecco i 95 anni della Cooperativa “San Lorenzo” di Borgo San Lorenzo (1920-2015). Questa cooperativa popolare è senza ombra di dubbio una delle componenti commerciali cittadine che merita una particolare citazione, poiché rientra a pieno diritto in quel contesto socio-economico che non solo a resistito al tempo e alle variabili mutazioni sociali, politiche e ideologiche, ma ha superrato alla grande il Terzo Millennio, restando un preciso punto di riferimento di una gloriosa tradizione, che iniziò nel primo ventennio del secolo scorso. Ed infatti la costituzione della Cooperativa di Consumo denominata “ La Popolare” , avvenne con atto giuridico il 28 gennaio 1920 e si inquadrò in quel vasto movimento cooperativo che vide la massima espansione nell’immediato dopoguerra (1915/1918) sulla spinta delle idee che per un lato si richiamavano politicamente al partito socialista e dall’altro al movimento cooperativo cattolico di cui fu massimo esponente don Luigi Sturzo fondatore all’epoca del partito popolare Italiano. Davanti ad una grande miseria, disoccupazione, ferite profonde per la morte di tanti soldati sul fronte della guerra, la grave epidemia della febbre “spagnola” che causò tante vittime e con le macerie del tremendo terremoto del 29 giugno 1919, un folto gruppo di cattolici del comune di Borgo, oltre cento, anzi per essere pignoli 103, appartenente alle categorie dell’artigianato, dei coloni mezzadri, del piccolo commercio, dei liberi professionisti e di lavoratori dipendenti, residenti sia nel capoluogo mugellano che nelle frazioni di Luco di Mugello, Grezzano, San Giovanni Maggiore, Figliano e Panicaglia, fondarono la cooperativa di consumo denominata “La Popolare” (poi vedremo in seguito il perchè del cambiamento di denominazione). Lo spaccio in Borgo San Lorenzo fu aperto in via Giotto in un piccolo fondo, sul retro di una corte, del palazzetto della Banca Toscana e dopo pochi mesi, l’8 novembre del 1920, furono aperti gli spacci di Luco di Mugello e Panicaglia. Fra i soci fondatori ricordiamo l’avv. Adone Zoli, che nel tempo diverrà addirittura Presidente della Camera dei Deputati, amico intimo di Pietro Caiani “bubbolino” il sindaco socialista dal 1920 al 1922, dove lo Zoli era consigliere di minoranza, monsignor Arturo Bonardi, uno dei preti più illuminati dell’epoca, già pievano di San Giovanni Maggiore, Ismaello Ismaelli, leggendario contadino di Corte fondatore delle Leghe Bianche Cattoliche, punto di riferimento democratico e cattolico di tutto il Mugello, Emilio Maestrini, artigiano falegname, Paolino Santoni, esattore comunale, Agostino Rossi artigiano del ferro e stagnino idraulico, Antonio Comucci fabbro ferraio, Alfonso Nencetti commerciante, Egidio Ciampi piccolo possidente di Panicaglia, e tanto per citarne ancora alcuni, Carlo Sguanci, Alfredo Berti, Nello Cipriani, Enrico Materassi, Domenico Rinaldelli per tanti anni governatore di Sant’Omobono, Federigo Romoli, Angiolino Squarcini, Attilio Berti, Jacopo Cipriani, Pasquale Checchi, Omero Jandelli detto il “ciocca” (morì nel 1989 a 97 anni) Raffello Cantini, il popolare “fellino” dipendente delle Fornaci Brunori, Natale Cammelli, carbonaio in Santa Lucia, Giovanni Materassi il mitico “Nanni Posta” (è chiaro che era un postino), Antonio Pini fu Luigi il popolare “Tonino di bonchi” che fu anche sindaco democristiano subito dopo la seconda guerra mondiale e uomo di punta del movimento cattolico mugellano, altro Antonio Pini detto bandiera”, Federico Rivola il tipografo, Giovanni Ciani meglio conosciuto come il “Re Giovanni” macellaro nel rione di Santa Lucia, Dino Chini decoratore e ornatore della famosa famiglia dei ceramisti, Gino Belli, Ettore Vallini, Angiolino Pini, Ernesto Tesi, Arturo Cipriani, muratore, Agostino Paladini, contadino a Rimorelli, Giovangualberto Pini noto sarto artigiano, Alfonso Mannozzi commerciante in stoviglierie, Eugenio Margheri imprenditore, Pergentino Pacini e tanti altri. Il 31 marzo si svolse la prima assemblea… ( continua). L’unica consunta testimonianza visiva dell’antico spaccio della Cooperativa La Popolare, che è stata tratta da una immagine (1926 ca.), di una scolaresca che aveva eseguito la foto ricordo con il loro maestro nel cortile di via Giotto.     L’avv. On. Adone Zoli,  (Cesena16 dicembre 1887 – Roma20 febbraio 1960), consigliere di minoranza del comune di Borgo San Lorenzo del 1920, socio fondatore della Cooperativa “La Popolare”. Presidente della Camera dei Deputati, Ministro delle Finanze, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro di Grazia e Giustizia.   Un gruppo di cattolici fra cui alcuni soci fondatori della Cooperativa “La Popolare” all’Eremo di Camaldoli; da sinistra in alto Attilio Guidotti “guiducci”, Antonio Comucci, Angiolino Pini, Antonio Pini “bonchi”, Federigo Rivola. Seduti da sinistra, Antonio Pini “bandiera”, Angiolino Squarcini, Giovanni Materassi “Nanni Posta”, Alfredo Pini “ botteduggia”, Emilio Maestrini   Ismaello Ismaelli, nato nocentino, socio fondatore della cooperativa “La Popolare” nel 1920 e fondatore delle Leghe Bianche Cattoliche del Mugello.   Una azione della Cooperativa “La Popolare” datata 16 settembre 1920 intestata a Monsignor Arturo Bonardi, Pievano di San Giovanni Maggiore.   (Foto Archivio A.Giovannini)

 

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Commenti 3
  • GIANNI

    quanta storia, quanti borghigiani, quanta solidariet e umanit. E chi avrebbe mai detto che la san lorenzo nonostante sia compressa da grandi distribuzione ancora viva e solida.

    rispondi a GIANNI
    lun 20 aprile 2015 04:49
  • arpina

    Grazie Aldo per il suo interessamento, seguir le cinque puntate sulla storia della Coop S. Lorenzo, del resto una grande parte di me. Un caro saluto

    rispondi a arpina
    lun 20 aprile 2015 03:00
  • teresa

    interessante sotto tutti i punti di visdta. Grazie signor Aldo

    rispondi a teresa
    lun 20 aprile 2015 02:55