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L’articolo della scorsa settimana “Quando i bambini mangiano in mensa” ha raccolto un buon interesse e abbiamo ricevuto diversi commenti e proposte. Valutando le considerazioni giunte da diversi territori comunali, sono emerse luci e ombre di un servizio che molti vorrebbero più legato al territorio considerato come “ricco di eccellenze alimentari”, dove si vive “circondati da molte e valide aziende agricole”.

Se si può essere tranquilli per la “buona professionalità del personale addetto al servizio mensa”, da un “buon livello dei controlli igienico sanitari” e un “costo sostenibile”, emerge come lo scarso rapporto con il territorio negli approvvigionamenti porti all’utilizzo di prodotti “di incerta provenienza e produzione”, che “non rispettano la stagionalità”, con “scarso utilizzo di prodotti biologici e integrali”. Una maggior attenzione al modello della Dieta Mediterranea, che implica una preferenza delle proteine vegetali rispetto a quelle animali, così come anche un maggior coinvolgimento delle famiglie per far scoprire anche a loro i prodotti e i piatti della tradizione territoriale sono auspicate e concordo pienamente con queste indicazioni.

Continuate a mandarci vostri commenti, indicazioni e notizie.

Da parte nostra cercheremo, con il vostro aiuto e con la collaborazione delle amministrazioni comunali, di comporre un quadro di insieme di quella che è la situazione delle diverse mense scolastiche nel Mugello. Abbiamo predisposto una scheda per la rilevazione delle informazioni fondamentali e da lì partiremo per predisporre insieme a voi una “Carta della qualità del cibo” per il servizio di ristorazione scolastica nel Mugello e saremo lieti di poter aprire un confronto propositivo con quanti hanno responsabilità nell’impostazione delle mense.

Un percorso che occorre affrontare con la consapevolezza che il nostro cibo quotidiano merita maggiore considerazione ed è importante mangiar bene tutti i giorni, non solo a scuola, ma anche a casa. Non basta mangiar bene a scuola se, poi, a casa, consumiamo “cibo spazzatura”. Per questo occorre porre attenzione alla necessità di ricostruire il rapporto con il nostro cibo quotidiano, dato che siamo lentamente scivolati in una condizione in cui, a partire dalla ristorazione collettiva e commerciale, subiamo passivamente le scelte di altri circa la qualità della nostra alimentazione.
Con pochi strumenti per capire, conoscere e decidere in piena consapevolezza. La preparazione dei piatti è delegata agli chef, nella ristorazione collettiva e commerciale, o all’industria alimentare e ai supermercati, per la ristorazione domestica, con una quantità di cibi già pronti, a alta componente di servizio, come si dice nel linguaggio tecnico. Ci siamo estraniati dalla conoscenza e dalla scelta del nostro cibo.

Per questo dobbiamo recuperare familiarità con quello che introduciamo nel nostro corpo e anche riscoprire la semplicità e la gioia di ritornare a preparare il nostro mangiare per dividerlo in maniera conviviale con i nostri familiari e con i nostri amici.

È molto più semplice di quanto non si creda. Il segreto più importante è scegliere un alimento di qualità: se partiamo da un cibo di qualità, tutto sarà più facile e più semplice, sia a scuola che a casa. La conoscenza di qualche semplice regola tecnica sarà sufficiente per recuperare familiarità con la cucina. Ed è importante che questo percorso incominci dalle scuole.

Ma cos’è la qualità?

Tutti ne parlano, tutto è di qualità quando deve essere venduto. Di come riconoscere la qualità parleremo in un prossimo articolo.

Attendiamo i vostri commenti e/o suggerimenti.

 

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Nato a Torino nel 1954, ha lavorato per la Lega Regionale delle Cooperative, operando prima nell’Associazione Regionale Cooperative Agricole e, poi, nell’Associazione Regionale Cooperative di Servizi. Successivamente è stato nominato Consigliere Delegato della Coop CAMST (ristorazione) per la Divisione Piemonte e, quindi, ha collaborato con Coop Piemonte, assumendo la Direzione di importanti Centri Commerciali nel torinese. Ha iniziato ad occuparsi di agricoltura biologica nel 1993, assistendo alcune cooperative agricole e loro consorzi. Nel 2001 ha partecipato alla costituzione dell’AIAB Piemonte diventandone Presidente. Nel marzo 2002 è stato eletto nell’esecutivo di AIAB Federale. Nel novembre del 2003 ha partecipato alla costituzione dell’Associazione delle Città del Bio, della quale è stato direttore sino all’ottobre del 2015. Dal 2010 è Presidente dell’Associazione ITALIABIO

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