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Quando si parla di “ sviluppo psicomotorio ” si fa riferimento al processo di crescita che il bambino compie nei primi anni di vita, e che gli consente di acquisire gradualmente le abilità e le competenze che gli permetteranno di stare al mondo e di interagire con esso.

I primi anni, infatti, sono fondamentali per la modificazione dell’organizzazione funzionale di tutti i versanti dello sviluppo (motorio, relazionale, cognitivo, psicologico). Inizialmente tale modificazione è collegata ad una maturazione del Sistema Nervoso Centrale; successivamente, invece, entreranno in gioco anche le esperienze che il bambino fa e le sue modalità di “scoperta” del mondo che lo circonda.

Proprio per questo motivo, il ritmo di sviluppo del bambino è da considerarsi individuale e originale, e, sebbene si possa tracciare una sequenza “attesa” nell’acquisizione delle tappe, non è possibile prevedere il momento esatto in cui verrà acquisita una particolare competenza. Tuttavia, conoscere questa sequenza di sviluppo è importante per poter cogliere il prima possibile i segni di un eventuale ritardo dello sviluppo, espressione che identifica, appunto, un ritardo marcato nell’acquisizione delle varie competenze.

DA 0 A 3 MESI

Nel primo mese di vita il neonato si muove in maniera piuttosto incontrollata, e sono presenti i cosiddetti “riflessi arcaici”, che gli permettono di dare una risposta immediata all’ambiente. Progressivamente questi andranno a scomparire, e, all’incirca al 3° mese, il bambino sarà in grado di controllare il capo e poi di girarlo a destra e a sinistra.

Appena nato è in grado di mettere a fuoco un oggetto posto a circa 20 cm dal suo volto ed è attratto principalmente da stimoli luminosi, in bianco e nero e dal viso dei genitori. Via via la vista matura e già al 2°/3° mese può seguire con lo sguardo degli oggetti che gli vengono presentati. Dal 4° mese in poi comincia una prima forma di coordinazione occhio-mano, grazie alla quale tenta di afferrare gli oggetti.

Verso il 3° mese il bambino scopre le proprie manine, quindi comincia ad aprirle e chiuderle, ma anche ad unirle, portarle alla bocca e succhiarle. Comincia anche ad emettere dei suoni.

Il sorriso sarà inizialmente di tipo “endogeno”, cioè non collegato a stimoli identificabili; poi diventerà di tipo “sociale”, cioè prodotto come una vera e propria modalità di interazione reciproca verso l’ambiente, e segnale di una partecipazione sempre più attiva all’interno di uno scambio relazionale.

DA 3 A 6 MESI

Verso il 4° mese il bambino, se si trova in posizione supina, inizia a girarsi su un fianco. Grazie ad un maggior controllo del proprio corpo e ad uno sviluppo dei meccanismi di equilibrio, all’incirca al 5°/6° mese comincia anche l’acquisizione della postura seduta, prima con sostegno da parte del genitore poi in autonomia (6/7 mesi).

Il bambino mostra sempre maggior interesse verso gli oggetti e la loro manipolazione: se ci riesce li afferra e talvolta prova a portarli alla bocca.

Le funzioni sensoriali maturano e si organizzano sempre di più, e questo gli consente di dare risposte abbastanza adeguate al tipo di stimolo, seppur in maniera non troppo precisa e coordinata.

Al 6° mese comincia a girarsi verso suoni e voci, ma anche a rispondere al proprio nome; è in questo periodo che compaiono anche i primi vocalizzi e l’imitazione di suoni prodotti dall’adulto.

DA 6 A 12 MESI

La postura seduta autonoma viene del tutto consolidata; si gira da prono a supino e viceversa e, quando viene sostenuto in posizione eretta, punta i piedini e spinge con le gambe.

La vista è quasi del tutto sviluppata, infatti percepisce tutti i colori e vede abbastanza bene anche da lontano.

La motricità delle mani matura sempre di più e inizia ad utilizzarle entrambe per manipolare un oggetto; all’8° mese circa si assiste ad un inizio di partecipazione del pollice con l’indice, fino a che, più o meno al 10° mese, la prensione si perfeziona e si completa con l’acquisizione della cosiddetta “pinza superiore”.

Progressivamente, in questi mesi, il bambino comincia la vera e propria lallazione, cioè la ripetizione di semplici sillabe (ma-ma, ba-ba). È più attivo e, se viene chiamato per nome, risponde girandosi; comincia a comprendere il “sì” e il “no”. Anche l’imitazione dell’altro è frequente.

La comunicazione si fa sempre più intenzionale e i gesti diventano finalizzati ad una richiesta o ad un contesto (fa “ciao” con la manina); all’incirca a 12 mesi, può pronunciare le prime paroline dando loro un senso.

Verso i 9-10 mesi il bambino comincia a mettersi in quadrupedia per il gattonamento, dopo di che riuscirà anche a tirarsi su facendo forza sugli arti superiori. La statica eretta, però, è mantenuta solo per brevi periodi, e i passi che compie sono possibili solo se cammina lungo la parete o lungo un oggetto come il divano.

DA 12 A 18 MESI

Il bambino, come dicevamo, comincerà a mettersi da solo in piedi se trova un sostegno frontale, o avrà bisogno dell’aiuto del genitore che lo sostiene per le manine; poi, piano piano, il cammino diventerà sempre più autonomo e coordinato.

I suoi movimenti e spostamenti saranno finalizzati a raggiungere un oggetto o una persona. Verso l’anno e mezzo il piccolo può essere in grado di salire e scendere le scale con aiuto, ma anche di correre e di scendere dei piccoli dislivelli in autonomia.

In questo arco di tempo il bambino pronuncia le prime paroline riferendosi ad un oggetto, fino ad arrivare alla costruzione delle prime parole-frase.

Comincia a mangiare da solo e ad afferrare il bicchiere con entrambe le manine.

DA 18 A 24 MESI

In questi mesi il bambino è in grado di mangiare e bere in maniera autonoma.

Il cammino è sempre più sicuro e regolare; può essere in grado di lanciare una palla ma anche di calciarla. Durante la corsa cade molto meno perché riesce a mantenere l’equilibrio.

Comincia a fare degli scarabocchi sul foglio e riconosce dalle 20 alle 40 parole, cominciando a nominare oggetti e animali.

DA 24 A 36 MESI

È in grado di saltare e comincia il controllo degli sfinteri.

In questo periodo il bambino arricchisce notevolmente il proprio vocabolario, tanto da riuscire a comporre frasi sempre più complesse anche legate tra loro. Comincia a dire il proprio nome.

Spesso questo è il periodo in cui il bambino comincia a frequentare l’asilo nido, e questo rappresenta un importante scatto evolutivo per lui in quanto socializza con i coetanei e con adulti estranei al nucleo familiare, ed entrambi gli forniscono gli strumenti e gli stimoli adatti a sviluppare sempre di più le sue competenze.

QUANDO PREOCCUPARSI E A CHI RIVOLGERSI?

Come detto, non c’è una rigidità nel raggiungimento delle tappe analizzate. Ogni bimbo ha i propri tempi e il proprio ritmo di crescita, e alcuni possono addirittura “saltare” del tutto l’acquisizione di alcune competenze.

Tuttavia, se vi sentite preoccupati per il vostro bambino, potete rivolgervi al vostro pediatra che potrà richiedere una visita presso gli specialisti di Neuropsichiatria Infantile della ASL territoriale. Altrimenti è possibile rivolgersi in ambito privato. I professionisti di Bioscienze Infanzia sono a disposizione per rispondere a qualsiasi  dubbio o interrogativo.

Le figure a cui rivolgersi in caso di un ritardo psicomotorio marcato sono, appunto, il Pediatra, ma anche il Neuropsichiatra Infantile, il Neuropsicologo e il Neuropsicomotricista.

CONTATTI:

Dott.ssa Lara Zannoni
Psicologa – Responsabile Bioscienze Infanzia
Cell. 349 3765450

Dott.ssa Irene Capecchi
Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
Cell. 333 6915543

www.bioscienzeinfanzia.com

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Responsabile del quotidiano online OK!Mugello.it, attualmente Project Manager presso Sindimedia Srl. Esperto in comunicazione digitale e delle tematiche relative alla Green Economy, sviluppo sostenibile. Solution manager e consulente per aziende. Ideatore e creativo per progetti di comunicazione online.

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