Greta e gli altri. Il protagonismo dei giovani per salvare la Terra – Parliamone di Domenica

Ignazio Garau

Greta e gli altri. Il protagonismo dei giovani per salvare la Terra – Parliamone di Domenica

28/04/2019

Un nuovo contributo di Ignazio Garau per OK!Mugello: Greta Thunberg in queste settimane è arrivata in Italia. Dopo aver esortato i decisori politici di tutto il pianeta a fare in fretta e assumere decisioni rapide per fermare i cambiamenti climatici, Greta ha partecipato a Roma allo sciopero per l’ambiente, organizzato dai giovani italiani. Ha incontrato anche Papa Francesco ed è stata ricevuta dalla Presidente del Senato Casellati. Sempre in Senato è intervenuta al convegno “Clima: il tempo cambia. È tempo di cambiare”.

Continua, dunque, l’impegno convinto dei giovani perché non sia più lasciato scorrere un altro giorno senza che si siano compiuti passi in avanti nel porre rimedio ai cambiamenti climatici causati dall’agire umano. Una preoccupazione e una mobilitazione che non sta passando inosservata tra i responsabili delle istituzioni internazionali (Greta è stata ricevuta anche dal Parlamento Europeo a Strasburgo), ma che richiede un effettivo cambio di rotta. Occorre “agire subito perché non rimane molto tempo per evitare il collasso ambientale. Mi aspetto che agiscano subito, perché non rimane molto tempo. Abbiamo ancora una finestra aperta, che non rimarrà aperta a lungo, per agire. Dobbiamo cogliere questa opportunità per fare qualcosa“, incalza convinta Greta.

Stanno emergendo giovani generazioni che propongono una nuova visione del mondo, generosa e opposta all’individualismo e al semplice consumismo. Nessuno, sino a qualche mese fa, avrebbe pensato che, giovani e donne, in tanti paesi e partendo da esperienze diverse, potessero offrire una nuova prospettiva opposta e radicalmente alternativa ai nazionalismi e alle chiusure populiste, inadeguate e incapaci di risolvere i problemi non solo dei singoli paesi, ma del pianeta intero.

Sono molti i nomi che potremo ricordare, oltre a quello di Greta Thunberg: da Alexandria Ocasio Cortez (ventinovenne congresswoman americana, che con suo Green New Deal ha rimesso con forza l’ambiente nell’agenda politica americana) a Annalena Baerbock, Katharina Schuze e Ska Keller giovani leader dei Grunen tedeschi e capofila di un nuovo ambientalismo europeo. C’è un dato anagrafico e di genere che accomuna queste figure: sono giovani e donne, così come sono giovani i sostenitori della Ocasio Cortez e gli studenti che manifestano ogni venerdì contro i cambiamenti climatici. Questi giovani ci chiedono di essere lungimiranti, di non distruggere il loro futuro, “Ci state rubando il futuro” ci gridano dai loro cartelli nelle manifestazioni di ogni venerdì per il clima. Giovani e donne, modelli di leadership plurali, fondate sulla costruzione di reti e di comunità, opposte al leaderismo del capo, dell’uomo solo al comando. Giovani capaci di avere una visione globale senza tralasciare il locale, per avere la possibilità di un risultato concreto. Non parlano di rottamazioni, ma pretendono concretezza e azioni immediate, ci propongono la consapevolezza che nessuna nazione può risolvere i problemi ambientali da sola.

Qualche adulto guarda con sufficienza e, qualche volta, con fastidio alla mobilitazione dei giovani per il clima e per l’ambiente. Ma, volenti o nolenti, dobbiamo prendere atto che si è conclusa un’epoca. Stiamo attraversando la prima vera “crisi globale” della storia, nel doppio significato di mondiale e di totale. L’intera società mondiale, a partire dalla comunità locale sino a quella globale, è chiamata ad affrontare il più grande ridisegno dei modelli economici e sociali di tutti i tempi.

Ciascuno di noi è spaventato dal cambiamento poiché temiamo l’ignoto. Ma l’unica e più grandiosa costante della storia è che ogni cosa cambia e dobbiamo essere preparati a governare le trasformazioni che ci stanno di fronte.

Occorre affrontare i problemi costruendo nuovi orizzonti, sapendo che le difficoltà attuali non possono più essere risolte con le vecchie regole: se i modelli su cui ci siamo basati sino a oggi sono andati in frantumi è ora di inventarne di nuovi, ricostruendo su basi diverse il rapporto tra economia e ecologia, tra economia e società, per garantire una prossima crescita economica finalmente sostenibile, o meglio durevole, traducendo letteralmente l’aggettivo durable usato in Francia.

Voglio dire ai giovani che devono continuare a manifestare perché stanno facendo un buon lavoro. Ci sono tantissimi giovani che stanno scioperando per il clima e bisogna esserne fieri“, ha dichiarato Greta a Strasburgo, nella sua visita al Parlamento Europeo.

Ignazio Garau


Nato a Torino nel 1954, ha lavorato per la Lega Regionale delle Cooperative, operando prima nell’Associazione Regionale Cooperative Agricole e, poi, nell’Associazione Regionale Cooperative di Servizi. Successivamente è stato nominato Consigliere Delegato della Coop CAMST (ristorazione) per la Divisione Piemonte e, quindi, ha collaborato con Coop Piemonte, assumendo la Direzione di importanti Centri Commerciali nel torinese. Ha iniziato ad occuparsi di agricoltura biologica nel 1993, assistendo alcune cooperative agricole e loro consorzi. Nel 2001 ha partecipato alla costituzione dell’AIAB Piemonte diventandone Presidente. Nel marzo 2002 è stato eletto nell’esecutivo di AIAB Federale. Nel novembre del 2003 ha partecipato alla costituzione dell’Associazione delle Città del Bio, della quale è stato direttore sino all’ottobre del 2015. Dal 2010 è Presidente dell’Associazione ITALIABIO

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