Don Milani. A Siderno il ‘Museo della scuola’. Progetto & viaggio…

Simone Cosimelli

Don Milani. A Siderno il ‘Museo della scuola’. Progetto & viaggio…

Don Milani. A Siderno il ‘Museo della scuola’. Progetto & viaggio…
17/11/2014

Nuova puntata della nostra rubrica ‘Viaggio a Barbiana’, dedicata a Don Milani. “Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I care”. E’ il motto intraducibile dei giovani americani migliori. “Me ne importa, mi sta a cuore”. E’ il contrario esatto del motto fascista “‘Me ne frego'”. Così Don Milani in un passo della “ lettera ai giudici“, autodifesa del priore di Barbiana, dopo una denuncia per apologia di reato, presentata da un gruppo di ex combattenti a cui si sentì in dovere di rispondere.

Le due semplici parole messe in risalto, sono tanto immediate quanto profonde nel messaggio che portano. E rappresentano forse il punto d’incontro tra le esigenze dell’allievo – e della sua famiglia – con quelle della società e la figura del docente. E’ da quel semplice motto del prete “ scomodo “ e dei suoi alunni che si dovrebbero costituire le fondamenta stessa dell’istituzione scolastica.

Spunti importanti e affascinanti, questi. Che sicuramente non sono passati inosservati a Siderno, cittadina in provincia di Reggio Calabria, dove il professore e dirigente scolastico Vito Pirruccio, insieme a presidi, docenti e personale ATA ha dato vita il 10 luglio di quest’ anno (2014) all’associazione “Museo della scuola – I care”. L’ iniziativa nasce, citando il professore, “per cercare di recuperare la figura e la centralità del ruolo dell’educatore”, che proprio in questi anni sta vivendo un momento di crisi ma di cui c’ è quanto mai bisogno: per l’importanza che può e dovrebbe rivestire nella società. Attraverso dibattiti, quindi, ricerche e progetti, l’obbiettivo è quello di valorizzare il lavoro di quanti si impegnano nelle istituzioni scolastiche e a cui è affidato il compito di formare le giovani generazioni; formare cioè ragazzi che nella vita sappiano realizzarsi, sappiano imporsi e portare là dove ce n’è bisogno un cambiamento. Come quello verificatosi a Barbiana più di cinquant’anni fa, appunto.

Le idee non sono poche. Tra le più originali c’ è stata quella di istituire una festa della scuola – prevista per il 31 gennaio 2015 – in cui verranno consegnati agli insegnati e a persone particolarmente impegnate nel mondo scolastico degli attestati, che sono (se vogliamo) un premio alla carriera: un’ investitura dal basso per dare rilevanza a chi lavora e ha a cuore l’istruzione. Ma che spesso non si fa notare. Un riconoscimento quindi, anche simbolico, per quei professori che nel quotidiano insegnano ai loro alunni: facendo nascere passioni, sogni, ambizioni; e che, in un modo o nell’ altro, sono stati presenti nella vita di tutti.

Fonte d’ispirazione per il museo della scuola sono quei personaggi che hanno appunto segnato un’ epoca, la cui esperienza di vita può essere presa d’ esempio, toccando le coscienze delle persone, trasmettendo qualcosa di significativo. A Don Milani si affianca dunque una figura come quella di Don Bosco, oppure Umberto Zannotti Bianco – famoso nell’ambiente della Locride e grande uomo che consacrò tutta la vita al riscatto del meridione italiano. Il progetto di base è di dedicare ogni anno ad una di queste personalità di riferimento; avvicinandosi ai loro punti di vista, al loro pensiero e al loro retaggio. Ed è proprio il primo anno, quello della fondazione, che vede Don lorenzo al centro delle attenzioni. Non a caso la prima vera proposta dell’ associazione per i suoi membri è stata di intraprendere un viaggio, che dal 2 al 5 settembre ha portato dalla Calabria a Barbiana, luogo di Don Milani, 33 persone.

Ma un viaggio per quanto si dica non è fatto solo di belle parole o riflessioni, non è fatto solo di considerazioni finali. Un’esperienza che porta lontano da casa è qualcosa che va vissuta anche nei piccoli momenti, negli spostamenti, nello staccarsi da quelle abitudini quotidiane della vita di tutti i giorni. Nel lasciarsi andare. Proprio a questo proposito il “ diario di bordo“, resoconto dei giorni passati nel Mugello e a Firenze dal gruppo, compilato dal professor Pirruccio in prima persona, da protagonista diretto, è un’ importantissima fonte che probabilmente riuscirà a far cogliere meglio le emozioni, le sensazioni e le opinioni dei partecipanti. Far  toccare con mano, cioè, cosa sagnifichi vivere, respirare e raggiungere luoghi che hanno fatto la storia.

Resoconto quindi di un viaggio fino ai luoghi di Don Milani, nel piccolo paesino sperduto tra i monti del Mugello, che da questa rubrica sarà raccontato.

Simone Cosimelli


Redattore 22 anni, giornalista e studente.

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