A spasso per l'Italia con Pierluigi Cosola. Intervista di Ok!Mugello alla guida vicchiese

Viaggiare a piedi, che passione

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visibility460 - giovedì 16 gennaio 2020
di Lisa Baroncelli
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Pierluigi Cosola assieme ad altri escursionisti fra le campagne di Matera
Pierluigi Cosola assieme ad altri escursionisti fra le campagne di Matera © Pierluigi Cosola

Pierluigi Cosola è originario di Matera, ha vissuto una vita a Firenze pensando poi di spostarsi a Vicchio per vivere a contatto con la natura. E’ una guida ambientale escursionistica. Il suo patentino, rilasciato dalla Regione nel 2000, può essere esercitato in tutta Europa. La sua professionalità lo porta a sviluppare percorsi ed escursioni molto interessanti.

Da quando svolgi questo lavoro?

"Sono guida ambientale dal 2000, ma non è stato il mio unico lavoro. Sono stato dipendente per una vita presso il Comune di Firenze, ora che sono in pensione svolgo solo l’attività di guida escursionistica con la cooperativa, Walden Viaggi a Piedi, di cui faccio parte."

Hai mai fatto escursioni sul territorio?

"Si, forse qualcuno mi ricorda ancora per il trekking organizzato nel 2017 lungo la via Faentina. Per l’occasione, ottenni la fermata del treno alla vecchia stazione ferroviaria di Fornello."

Come funziona nello specifico l’organizzazione di un tuo viaggio?

"Di solito l’idea su cui si sviluppa il viaggio parte dalla guida escursionistica: qualcosa che interessa a noi in prima persona; un tema particolare; delle conoscenze personali che ci danno l’opportunità di approfondire ‘strade più nascoste’. Prima di proporlo, vengono fatti sopralluoghi sul territorio per cercare di creare un percorso che abbia un senso e susciti interesse nelle persone. In tutti i percorsi rimane lo scopo comune: migliorare la conoscenza e la valorizzazione dei territori. La nostra cooperativa non ha una sede ‘fisica’. Siamo tutte guide escursionistiche dell’aria fiorentina (15 persone in totale) e in più abbiamo collaboratori esterni per un catalogo che conta circa 100 viaggi. Seguendo quanto stabilito dalla legge, ci appoggiamo ad un tour operator nell’organizzazione tecnica, per viaggi di più giorni che comprendono un soggiorno. Il nostro è ‘Viaggi Solidali’ di Torino e per essere precisi, ci tengo a ricordare che, aderiamo al circuito AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile."

Quali sono le gite che più proponi?

"Il viaggio nasce dall’idea della guida, io sono di origine materana e così quando sono diventato guida turistica ho iniziato subito a pensare al viaggio nelle mie zone di origine. A quei tempi erano 20 anni che non tornavo a Matera. E’ stato una cosa molto bellina, mi ha permesso di riallacciare rapporti con vecchi parenti, accogliere i loro consigli per riscoprire percorsi e strutture da visitare. La prima volta che ho fatto questo viaggio è stata nel 2002, poi l’ho riproposto ogni anno."

Che tipo di viaggio è?

"Io lo definirei un viaggio di tipo culturale, e di approfondimento della conoscenza del territorio di Matera, che è la seconda città più antica del mondo, ancora abitata. Nel corso del cammino, sono visibili con molta evidenza, tracce della presenza umana dal Paleolitico in poi, che è possibile visitare. Ci si fa un’idea di tutta questa somma di ‘presenze’ che ha caratterizzato quel sito. Una cosa bella di questo lavoro è che conosci il territorio girandolo a piedi. Matera è costruita su un grande canyon lungo qualche decina di km, dal punto di vista paesaggistico è davvero molto bello!"

Quest’ultima volta?

"Nel 2019 Matera è stata capitale europea della cultura e così l’anno scorso sono sceso con un gruppo per due volte. L’ultima volta, da poco, a novembre. Il nostro non é stato un viaggio residenziale a Matera. Siamo partiti da un paese che si chiama Miglionico e dopo due giorni di cammino siamo arrivati a Matera. Lì siamo rimasti alcuni giorni per poi proseguire e finire il percorso a Montescaglioso. Il territorio che abbiamo visitato è pieno di chiese rupestri, chiese, sepolture neolitiche, scoperte nella maniera più semplice: camminando in campagna. Durante i tre giorni e le tre notti che abbiamo passato in città, abbiamo cercato di vedere le cose importanti dei Matera ma non abbiamo fatto i turisti! Tutti i giorni abbiamo camminato."

Quanti sono i partecipanti?

"In questo ultimo viaggio eravamo sette, a primavera eravamo sedici, più del doppio."

Che aspetti curi nell’organizzazione del viaggio di carattere culturale?

"Un lato molto importante, almeno per questo viaggio, è sicuramente quello gastronomico. La prima tappa del percorso ha portato alla sosta in un agriturismo che ho trovato io grazie all’aiuto di amici e parenti che si sono mobilitati...il sud è fatto così! Si tratta de ‘La Masseria di San Giuliano’, sita sul lago omonimo. Qui si trovano piatti unici che il gestore, Pasquale, ama raccontare. Il cibo da Pasquale è una cosa ‘seria’. Ci sono piatti della tradizione popolare che non trovi facilmente. C’è una ricerca minuziosa degli ingredienti per i condimenti e le bevande. Comunque quella è una zona dove si mangia molto bene ovunque. Il meridione è il meridione, il cibo è un valore, si sa. Grazie a Pasquale e la sua Masseria ho conosciuto tante realtà di produttori locali. Un altro aneddoto legato al mio viaggio a Matera e alla sua organizzazione, nasce proprio qui in Mugello. Facendo parte di un gruppo di acquisto solidale, sono entrato in contatto con Antonio, produttore di Seitan nelle colline vicino a Firenze. Amante anche lui del buon cibo e di produzioni biologiche, mi ha messo in contatto con un produttore di olive di Ginosa, località che si trova vicino a Montescaglioso, tappa fondamentale del mio percorso!. Si tratta di un gruppo di ragazzi che dopo aver lavorato ad un progetto di cooperazione in Sud America, sono tornati e hanno preso in gestione uliveti di famiglia. Hanno fatto una vera e propria rimessa in produzione di vecchi oliveti (2000 piante in tutto) più, di un piccolo vigneto. Si tratta di una produzione senza chimica, un biologico spontaneo, come succede spesso al sud!"

E l’aneddoto qual è?

"Scendendo a Matera a novembre, ho pensato di attivare questo contatto e di tornare in Toscana con l’olio da fare assaggiare ai gasisti!"

Quindi le due cose sono andate insieme?

"Si, come molte cose nella vita. Il mio stile di vita mi ha portato a lasciare Firenze per vivere in campagna, dove ho conosciuto la realtà del Gas Marty. Il mio viaggio a Matera mi ha dato la possibilità di portare in assaggio, un prodotto del sud direttamente agli altri componenti del gruppo, sempre in cerca di produttori e nuove aziende sul territorio nazionale."

Altri viaggi fatti a giro per l’Europa?

"Viaggi in Europa ne ho fatti tanti: Portogallo, Spagna, ma la mia grande passione sono stati e sono i viaggi transfrontalieri. Tra questi, un percorso che propongo ancora è ‘il percorso dei contrabbandieri italiani tra Como e Lugano’. L’idea di passare un confine e di ‘depotenziarlo’ mi piace molto. Ho una foto in cui siamo insieme al gruppo, tutti a cavallo della linea di confine! "

Come è nata l'idea di questo percorso?

"Dopo aver letto un libro sui contrabbandieri degli anni sessanta e settanta. Qualche mese dopo avere finito il libro, ho accompagnato un gruppo di svizzeri ticinesi a Matera. Si trattava di un gruppo di pensionati svizzeri tra cui c’era un professore di storia, anche lui in pensione. Abbiamo fatto tante camminate insieme, lui mi ha raccontato storie legate ai contrabbandieri, avevamo trovato un punto in comune! Nel 2019, grazie anche ai suoi numerosi consigli, sono riuscito per la prima volta a creare il percorso tra Como e Lugano. Abbiamo avuto un’accoglienza veramente ‘alla meridionale’: ci hanno accolto in casa. Grazie ad una conoscenza fatta a Matera. Per noi italiani il Canton Ticino è un po’ un mistero, quasi nessuno lo conosce, mi piace averlo scoperto grazie ad una conoscenza fatta a Matera."

E come si sviluppa?

"Si svolge nel Cantone Ticino, tra Como e Lugano. Si tratta di un percorso a zig zag sul confine, sui sentieri dei contrabbandieri, si dorme in ex casermette della Finanza trasformate in rifugi di montagna. Nel percorso è prevista la sosta e visita a un minuscolo museo, in un ricovero della finanza, che serviva per controllare il confine."

Qual è la tipologia dell’utente che viaggia nel tuo gruppo?

"Dalle professioni più varie con in comune la voglia di staccare dalla routine: molti sono pensionati o in procinto di lasciare il lavoro. Prevalentemente donne, direi quasi il 70% dei partecipanti."

Oltre alla Walden collabori con altre realtà locali legate al trekking?

"Sì, insieme ad altri del settore gestiamo il rifugio le Fontanelle, nel Parco Naturale delle Foreste Casentinesi. Questo rifugio si raggiunge bene a piedi da Castagno d’Andrea, oppure passando dal passo della Calla, sopra Campigna. Si tratta di un rifugio molto piccolo posizionato a 1400 metri di altezza sul mare. E’ il rifugio più vicino al Monte Falterona. Offre da dormire e da mangiare solo nel periodo estivo: da maggio a settembre è aperto solo il fine settimana. In inverno capita spesso che una sezione del CAI o un gruppo di amici mi chieda le chiavi per andarci e io le passo volentieri."

Un’ultimissima domanda: da dove nasce la tua voglia di viaggiare e soprattutto di camminare?

"A scuola in geografia avevo otto, qualche volta nove. Percorrere il mondo col dito sulle carte geografiche mi è sempre piaciuto. Poi da grande sono passato ai piedi, con immutato divertimento. Non ho mete d’elezione, il posto più bello è quello che mi dà più piacere scoprire, ovunque sia. Mi piace scoprire i territori passo passo, mi fa sentire in una dimensione di bambino. Mi piace fare scoprire questo piacere a tanti altri, per questo sono diventato guida escursionistica!"
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