“La visita a Barbiana mi ha cambiato la vita”. Esperienza dalla Sardegna

Simone Cosimelli

“La visita a Barbiana mi ha cambiato la vita”. Esperienza dalla Sardegna

“La visita a Barbiana mi ha cambiato la vita”. Esperienza dalla Sardegna
23/02/2015

Andando indietro di qualche anno, stavolta è l’ esperienza di un giovane che verrà raccontata e il suo viaggio dalla Sardegna verso il cuore del Mugello. Emanuele Boi, 26 anni di Cagliari, laureato in Scienze della comunicazione e prossimo a entrare nel mondo del lavoro, nel campo della scuola, della formazione e del terzo settore. Era l’ estate del 2010, quando il padre convince un allora ventunenne Emanuele a recarsi a Barbiana: e i due, una volta organizzata la cosa, partono. “Onestamente la mia reazione non fu delle migliori – ci dice Emanuele – per un ragazzo allora voleva solo dire perdere un giorno di vacanza. La mia visita a Barbiana non dipese perciò da una scelta volontaria”.

Con queste parole, che sarebbero potute uscire dalla bocca di un qualunque ventenne, si capisce come per il protagonista del nostro viaggio, Don Lorenzo Milani, fosse uno sconosciuto. Perché perdere del tempo allora con uno di cui non si è nemmeno sentito parlare? Andare a Barbiana non è mai facile. Le strade strette e impervie non sono una passeggiata. E padre e figlio, infatti, si perdono più volte prima raggiungere la meta. Una volta arrivati, però, è lo stupore che fa da padrone. Come possono una chiesetta ed una canonica, messi lì quasi per caso, attirare tanta gente da tutta l’Italia?

Aggregati ad una scuola media che quel giorno era in visita, i due vengono accolti dall’allievo di Don Lorenzo, Agostino Burberi, che da programma comincia a presentare e descrivere quel luogo un tempo teatro degli insegnamenti del priore. L’ atmosfera del luogo, la semplicità dell’ aula e il forte impatto di quel cartello che su di sé riporta il famoso “I Care”, hanno un effetto particolare su Emanuele. Che, inaspettatamente, si ritrova affascinato. “Ascoltavo silenziosamente ed attentamente – racconta ancora – interessato da ciò che Don Lorenzo aveva fatto per quel bambino, ormai uomo e altri come lui”.

Poi, la visita guidata continua  all’ interno dell’officina dove i ragazzi imparavano a lavorare il legno e il ferro. Alcuni degli oggetti da loro costruiti erano ancora visibili. Passati al cimitero sottostante, l’emozione è indescrivibile: colpisce l’umiltà e la semplicità della tomba, colpisce vedere quanti di quelli che partono verso Barbiana e che Emanuele considera oggi “Pellegrini“, lascino dei segni del loro passaggio, attraverso pensieri che è sempre possibile leggere. La giornata finisce, la visita finisce, ma per Emanuele da quel momento si apre un mondo. Sente subito, appena rientrato a casa, la necessità di avvicinarsi con maggior intensità a Don Lorenzo e per questo legge le due famose opere “Lettera ad una professoressa“ e “L’obbedienza non è più una virtù“. Un nuovo intento muove ora quel ragazzo, partito quasi costretto e controvoglia: far conoscere il messaggio scoperto a Barbiana e portarlo in qualche modo nella sua quotidianità. Nasce così l’idea, in linea coi tempi, di utilizzare Facebook.

Trovata una pagina abbastanza nota sul social, Emanuele contatta il gestore, Giandomenico Potestio, spiega le sue motivazioni e mette in mostra la sua voglia di fare riuscendo a diventare Co–amministratore e a rivitalizzarla con un tocco giovanile. In poco tempo, la fa diventare il principale strumento sul web dove possono essere condivise e commentate le varie esperienze riguardanti Don Lorenzo. Oggi conta 23 mila like, con un andamento in progressivo aumento. Un luogo virtuale dove nascono anche diverse iniziative. Una in particolare sta per diventare realtà: l’idea di realizzare un musical su Don Milani.

Emenuale Boi è, dunque, un ragazzo cambiato dal giorno in cui è partito. Un ragazzo che oggi si riconosce nel motto “I Care“. Il viaggio ha rappresentato una svolta: sia per la formazione sociale che per quella culturale. Non è il primo e non sarà l’ ultimo toccato dall’insegnamento e dai metodi di quel priore scomodo che fu mandato in mezzo ai monti affinché tacesse. E non si potrebbe che chiudere con le sue parole; brevi, semplici, incisive: “La visita a Barbiana mi ha cambiato la vita e pensare che io, a Barbiana, neanche volevo andare”.

Simone Cosimelli


Redattore 22 anni, giornalista e studente.

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