La crisi rallenta le nascite in Italia

Redazione OK!Mugello

La crisi rallenta le nascite in Italia

La crisi rallenta le nascite in Italia
17/08/2014

immagine okmugelloI dati parlano chiaro, in Italia le nascite sono ferme e le coppie che riescono ad avere un figlio quasi mai fanno il bis. È la crisi?

Meno nascite in Italia: tutta colpa della crisi?
Gli italiani fanno meno figli e il tasso di natalità del nostro Paese non è crollato solo grazie al forte afflusso di stranieri con la cittadinanza tricolore. Secondo l’Istat, l’età media del parto per una donna supera i 30 anni con una percentuale di figli per donna dell’1,42%. Le famiglie italiane preferiscono aspettare una posizione economica più stabile prima di diventare genitori.

La conseguenza inevitabile è ovviamente l’avanzare dell’età, aspetto che non fa di certo aumentare le probabilità di concepimento, ma al contrario spesso occorre chiedere l’ausilio del medico e seguire i suoi suggerimenti per poter allargare la famiglia.

Esistono degli integratori alimentari ad hoc per venire incontro alla coppia di partner e senza soprattutto nuocere alla salute a differenza, invece, dei farmaci appositi che però possono essere prescritti solo da un medico e soprattutto possono avere degli effetti collaterali.

Concepire in Italia, un suicidio economico
Un figlio in Italia costa troppo: secondo una recente inchiesta, si stima per le famiglie italiane un costo di circa duemila euro durante i nove mesi di gravidanza per poi passare ad altri 14mila nel primo anno di vità del bebè. Allevare e far crescere un figlio fino alla maturità arriva a costare più di una Ferrari o un appartamento in centro!

Si parla di un suicidio economico in questo tempo di crisi e di instabilità lavorativa. Inoltre, lo Stato italiano riduce i benefit, gli assegni, alza le tasse e di conseguenza non incentiva nuove nascite. Le coppie si accontentano di avere un solo figlio da coccolare, altrimenti potrebbero non riuscire a garantirne una vita dignitosa nonostante i sacrifici.

Infine, non si può non tener conto del fatto che la gravidanza per molte donne significa perdere il proprio posto lavorativo, non essendo tutelate attraverso dei contratti come nelle altre nazioni europee.

Pochi figli in Italia perché gli italiani emigrano altrove
Stanchi del precariato, della disoccupazione e delle tasse elevate a fronte di servizi inesistenti e ingiustizie fuorimisura, i giovani più coraggiosi scelgono di emigrare all’estero in cerca di un avvenire migliore. Difficilmente, nel caso in cui abbiano trovato una posizione lavorativa, ritornano in Italia se non per vacanza.

Per l’Istat questo è un altro valore di cui non si può non tenere conto analizzando il tasso di natalità del nostro paese, giunto ai minimi storici in questi ultimi cinque anni. Un trend che non sembra essere affatto destinato a cambiare.

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