L'archivio "segreto" del mostro di Firenze

Anche la ministra Catarbia blinda l'accesso agli atti dell'archivio del mostro

Paolo Cochi Il Mostro di Firenze al di là di ogni ragionevole dubbio
visibility4042 - OkMugello - mercoledì 04 agosto 2021

Mostro di Firenze - crimini e criminologia - misteri e bugie imperfette sul Mdf

cusano italia tv - con Fabio Camillacci ospiti Paolo Cochi Antonio Mazzeo Giuliano Mignini
L'archivio. Foto 1 A
L'archivio. Foto 1 A © n. c.

Di Paolo Cochi - Anche la Ministra Cartabia "blinda" l'accesso agli atti all'archivio del "mostro"

Dopo il provvedimento di diniego e revoca relativo all'accesso agli atti del duplice omicidio del giugno 1981 e alle indagini collegate ad esso, nei confronti del legale della sorella della vittima del delitto di Scandicci del giugno del 1981, con cui il Dr. Luca Turco impediva la consultazione degli atti di archivio, precedentemente concessa dal Presidente della Corte d' Assise e dallo stesso magistrato inquirente, anche la ministra Cartabia si esprime in tal senso, dichiarando fondate le motivazioni del diniego. Queste le motivazioni espresse dalla ministra, rispondendo ad una delle due interrogazioni parlamentari presentate del deputato Giachetti e dal Senatore Rampi:

 

" secondo quanto si evince dal contenuto della medesima istanza, (essa) non afferisce specificamente al gravissimo episodio criminoso di natura omicidiaria (assassinio della coppia Carmela De Nuccio - Giovanni Foggi perpetrato nell'anno 1981) ricompreso nel mandato difensivo rilasciato al predetto difensore dalla Rosanna De Nuccio, sorella della Carmela De Nuccio "

 Prosegue la Cartabia: 

" siffatta istanza risulta proposta con richiamo alle norme processuali sui diritti di copia del difensore dell'indagato laddove invece, nel caso di specie, l'avvocato Antonio Mazzeo agiva in rappresentanza della Rosanna De Nuccio, sorella della malcapitata Carmela De Nuccio, persona offesa dal reato di duplice omicidio. Il provvedimento di rigetto dell'istanza di copia degli atti processuali, pertanto, risulta conforme alle norme del codice di procedura penale " 

e quindi anche secondo il ministro della giustizia il diniego sarebbe pienamente conforme al codice di procedura Penale, poichè proposto non dal difensore di un imputato o indagato, ma dal difensore di una persona offesa dal reato.

Si introducono dunque due nuove linee guida, nelle indagini sui tre duplici omicidi del mostro, rimasti impuniti. Per dirlo in parole povere : Secondo da Cartabia , Il difensore del parente di una vittima del "mostro" non ha diritto di acquisire copia di atti relativi agli altri duplici delitti, perché riguardano "altri fatti di reato" rispetto al delitto per il quale ha ricevuto incarico.

Vedi foto n. 3

 Alla luce di tali intepretazioni non vi sarebbe un nesso pertinenziale tra gli altri duplici omicidi ed il delitto del giugno 1981. L 'utilizzo della stessa arma, la famosa Beretta calibro 22 è considerata dal pm un elemento ininfluente ai fini del vincolo pertinenziale sulle indagini. 

Ma vediamo, come l'avvocato della vittima ha formulato le richieste citate dalla giurista e ministro Cartabia e quale sia la normativa vigente in base al Cpp: 

☆☆☆☆foto istanze n 1 – n 2° - n 2 B

Risulta, invece, che entrambi le richieste di copia degli atti sono stata avanzate dall’avvocato Antonio Mazzeo come legale della persona offesa in rappresentanza di Rosanna De Nuccio, sorella di Carmela De Nuccio, una delle quattro vittime dei due duplici omicidi del 1981 della serie , facendo richiamo all ‘articolo 116 cpp, unica norma attualmente vigente ed all'episodio omicidiaria del giugno del 1981 a Scandicci.

Inoltre, l’art. 327 bis cpp (introdotto dalla L. 397/2000, c.d. “giusto processo”) attribuisce il diritto di svolgere investigazioni al “difensore” di qualunque parte privata, compreso il difensore della persona offesa dal reato (diritto, peraltro, già espressamente riconosciutogli dall’art. 38, comma 2 bis, delle disp. att. cpp). Personalmente non mi stupisco delle perplessità mostrate da più parti circa l'intepretazione giuridica della ministra Cartabia. Infatti, l'art. 116 (unica normativa che risulta vigente) del codice di procedura penale recita:" Durante il procedimento e dopo la sua definizione, chiunque vi abbia interesse può ottenere il rilascio a proprie spese di copie, estratti o certificati di singoli atti". Note+ 

Occorre aggiungere che l’avvocato fin dalla sua prima istanza di accesso agli atti aveva richiesto l'esame dei documenti contenuti nel fascicolo De Nuccio e gli atti di indagine collegati. Sicché, ai fini di una seria investigazione e non solo apparente, è necessario accedere agli atti di indagine precedenti e successivi a quell’omicidio, in quanto l’ autore o gli autori del reato/i sarebbero ovviamente i medesimi di tutta la catena omicidiaria.

 E, ovviamente , in questa direzione si sono sempre mossi gli investigatori . Invece proprio questo è stato negato al difensore della persona offesa. 

Tutto questo, con buona pace dei parenti delle vittime del "mostro", che attendono giustizia da 40 anni. Infatti, per tre degli otto duplici omicidi dell "mostro", precisamente quello del 1974 e i due del 1981, non è mai stata pronunciata nessuna sentenza di condanna (e l'omicidio, come è noto, è un reato imperscrittibile). 

A questo punto, sarebbe interessante sapere, se il Ministro ritiene che l’art. 116 cpp attribuisca il diritto di copia di atti non “a chiunque vi abbia interesse” (come recita la norma), bensì soltanto al difensore dell’indagato. E quali iniziative nell’ambito delle proprie competenze il Ministro della Giustizia intende assumere per assicurare il fondamentale rispetto dei diritti delle vittime così come indiscutibilmente sancito dal cpp. in merito alle richieste dell’Avv. Mazzeo rigettate. 

Da oggi, ogni duplice delitto dovra' essere considerato singolarmente, nonostante le indagini svolte fino ad oggi ed i processi che li hanno considerati sempre come un unico procedimento penale. 

 

Note : (Scaparone, “Le indagini difensive (L. 7/12/2000 n. 397)”, in “Compendio di procedura penale” a cura di Conso e Grevi, “Appendice di aggiornamento (al 01/06/2001)”, Padova, 2001, pag

 

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I commenti degli utenti
  • Fiorella Lenzi ha scritto il 04 settembre 2021 alle 00:52 :

    1968-1974 : no asportazioni organi, no mentalità seriale obbligatoria da asportazione organi. novantasei-novantotto coltellate inferte su di lei nel 1974, si odio contro donne che si appartano. il serial killer mostro di firenze uccideva per odio contro donne che si appartavano. decide di diventare asportatore di organi dal terzo delitto in poi, 1981, quando galvanizzato tutti parlano di lui. di conseguenza decide di ampliare le proprie scene dei delitti anche con asportazioni organi alle donne : Rispondi a Fiorella Lenzi

  • Der Kommissar ha scritto il 05 agosto 2021 alle 09:29 :

    Grande Paolo, questo è un reato che davvero non potrà mai cadere in prescrizione e negare l'accesso agli atti delle scene del crimine ecc. mi sembra strano Rispondi a Der Kommissar