Aldo Felicani, un anarchico da Le Caselle (Vicchio) a Boston

​Aldo Felicani detto Aldino era uno che si sapeva arrangiare in tanti modi.

Fabrizio Scheggi Furono Protagonisti
visibility393 - OkMugello - lunedì 23 novembre 2020
Le Caselle
Le Caselle © tratto da Furono Protagonisti

Tipografo, sarto, barbiere, commesso, sindacalista nessun mestiere manca all’appello durante tutta la sua gioventù. Finirà per lottare in America, protagonista delle proteste contro l’ingiusta condanna di Sacco e Vanzetti. Eppure, quest’uomo dai modi semplici era nato nel Mugello più profondo, per la precisione a Le Caselle, frazione del comune di Vicchio da Torquato bolognese e dalla mamma mugellana Vittoria. Il suo rapporto con il Mugello fu comunque di breve durata; qui crebbe e fece le scuole, ma a 15 anni il padre rimasto vedovo lo riportò nella natia Emilia.

Felicani a Bologna s’appassionò alle idee anarchiche e intraprese collaborazioni giornalistiche firmando con lo pseudonimo Gavroche. Arrestato per le sue idee, preferì emigrare in Svizzera e poi in America a Cleveland e New Jork dove s’arrabattò, ancora, con i mestieri più disparati. Divenne tipografo a Boston acquistando una piccola tipografia, “The Excelsior press” dove lavorò tutta la vita e pure direttore di periodici anarchici, dimostrando sempre un odio profondo per tutte le guerre, per il fascismo, per l’oppressione verso gli immigrati e i più deboli.

Si avvicinò ai dissidenti antifascisti in esilio diventando amico di Gaetano Salvemini, ma anche di Sacco e Vanzetti. In loro difesa, fu protagonista principale nell’organizzazione della protesta a sostegno della loro innocenza raccogliendo anche tanto prezioso materiale poi donato alla Boston Public Library.

Morì a Boston il 20 aprile 1967, molto lontano e non solo geograficamente da quel Mugello campagnolo dov’era venuto tranquillamente alla luce.

(tratto dal mio libro FURONO PROTAGONISTI, da maggio 2019 nelle librerie del Mugello)

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