Quando le cartoline scrivono la storia.. GIUSEPPE UNGANIA

Fabrizio Scheggi Furono Protagonisti
visibility197 - OkMugello - martedì 01 settembre 2020
La cartolina con la firma di Giuseppe Ungania
La cartolina con la firma di Giuseppe Ungania © Fabrizio Scheggi

Un rettangolino di cartone a volte può davvero donarci un pezzetto di storia. Come quello che ho acquistato l’altro giorno a un mercatino mugellano; d’altronde, che ci volete fare, con questo fatto dell’amore per la storia sono pure fissato con quest’altra passione, bisogna avere pazienza. Raffigurava Casa dell’Alpe sulla strada per la Colla a inizio Novecento ed era affrancata con cinque centesimi del Regno. Senza farmi traballare la vista dalla bellezza in sé dell’immagine fotografica d’altri tempi, dalla vita ho imparato che bisogna sempre guardare attentamente oltre. E allora mi sono messo a osservare anche questo piccolo, apparentemente insignificante documento d’epoca e sul retro la piccola scoperta.

Era scritta di pugno da un personaggio straordinario per il Mugello, l’avvocato Giuseppe Ungania in persona, il quale alla vigilia del Natale 1920 mandava gli auguri a un suo (presumo) amico, un certo Daniello Rossi di Piacenza. Sul retro della cartolina, edita da Mascherini – Borgo S. Lorenzo, è scritto “Foto Avv. Ungania”. Insomma, la mano di chi scriveva la cartolina era la medesima che aveva scattato quella foto, e non si trattava certo di uno scatto casuale, isolato o involontario.

L'avvocato Giuseppe Ungania era nato a Castel San Pietro il 14 marzo 1852. Giunse a Borgo San Lorenzo nel febbraio del 1900 dopo aver vissuto a Bibbiena nel Casentino; aveva 48 anni e aprì uno studio legale proprio a Borgo San Lorenzo. Disponibile, preparato e loquace, si fece benvolere subito sia dai notabili sia dagli strati più umili della popolazione locale. Ungania amò il Mugello profondamente, tanto da partecipare attivamente alla nascita e alla crescita di circoli e istituzioni mugellane, dal Ciclo Club Appenninico alla Fortis Juventus, dalle banche locali alle associazioni agricole. Era sempre nel mezzo, proprio come si dice del prezzemolo. Pur essendo un valido avvocato, però, la sua grande incontenibile prioritaria passione era la fotografia in un epoca in cui quest’arte era davvero pionieristica.

Si accorse che il Mugello era una terra unica nel suo genere con mille affascinanti variabili: i ponti antichi, i casolari rurali e le ville, cascate e campi lavorati come giardini, le vette silenziose. Lo fotografò, giustamente senza ritegno, nei suoi angoli più conosciuti e in quelli più remoti. Si deve sostanzialmente a lui gran parte del prezioso patrimonio fotografico mugellano del primo Novecento e in gran parte custodito da Aldo Giovannini. Dopo un periodo di sbandamento comprensibile dovuto alla tragica morte in guerra di entrambi i figli, l'avvocato Giuseppe Ungania continuò con amore a documentare fotograficamente il Mugello, incluso i disastri del terremoto del 1919 e fin quasi alla morte che lo colse nel 1920 dopo una breve ma grave malattia.

Insomma, con questa cartolina da quattro soldi sono felice di aver ritrovato casualmente una piccola traccia del passato, la svolazzante e pulita calligrafia del grande fotografo Ungania. Sarà solo una piccolissima soddisfazione, però oggi posso ben dire a ragion veduta “Quando le cartoline scrivono la nostra storia…”

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