Il mostro, le orme e la "divisa". Ultimi dettagli di un indagine infinita

​Nelle migliaia di pagine dell'ultima inchiesta sulla vicenda mostro ci sono alcuni elementi interessanti che necessitano certamente di approfondimento. Frammenti, indizi e situazioni apparentemente coincidenti.

Paolo Cochi Il Mostro di Firenze al di là di ogni ragionevole dubbio
visibility1319 - OkMugello - giovedì 30 luglio 2020
un delitto del mostro di firenze
un delitto del mostro di firenze © n.c

Forse una costante indiziaria al vaglio degli inquirenti, che si ritiene debba essere messa in evidenza:
Impronte di anfibi di tipo militare, presenti in almeno due scene del crimine. Testimonianze particolari, che messe insieme, diventano una costante. Partendo sin dal 1978, nell'esame dibattimentale d'interrogatorio al presunto "testimone" del delitto di Mosciano subito Enzo Spalletti, leggiamo le curiose dichiarazioni di Fosco Fabbri il quale racconto' un episodio strano dove un soggetto con una divisa, probabilmente non Istituzionale, o perlomeno, dallo stesso Fabbri non identificata, lo minaccia con una pistola facendogli una predica di tipo morale sull'attività' di voyeurismo.

Anche in una relazione del 1986 del nucleo operativo dei CC DI Prato si legge al punto 11: "Il.soggetto veste sempre da cacciatore con anfibi... ciò fa pensare alle traccie rinvenute a Calenzano. E in un altro omicidio fu rinvenuto un bottone che in genere è usato nelle giacche dei cacciatori "

E ancora, divise e attività di addestramento si ritrovano anche nelle dichiarazioni di Suor Elisabetta che, con riferimento preciso a coinvolgimenti con la vicenda del mostro di Firenze, riferisce di racconti di un detenuto che negli anni 90 gli parla di attività in divisa sulla Calvana. Lo stesso detenuto effettivamente fermato nel 1970 in Calvana con un valigione con armi e divise. Frequentava Vaiano per lungo tempo tra la fine degli anni 60 e inizio 70, dove si recava a fare “tiro al segno” (hobby condiviso in quegli anni anche da altri personaggi che ritroviamo nell 'inchiesta).

E ancora, al processo Pacciani: il testimone Joseph Bevilacqua parlò di un individuo rossiccio in divisa verde aggirarsi in prossimità della zona di Scopeti. Scenario dell'ultimo delitto del mostro. L’orma di scarpone militare (non delle nostre forze armate), rilevata alle Bartoline, e ancora un altra a Scopeti di cui ancora non e’ stato possibile (per adesso) recuperare le foto. Quest'ultima impronta di scarpone (sempre taglia 44) fu notata dal comandante Rimicci, tra i primi ad intervenire sul posto. L'allora comandante riferisce anch’essa essere con un carrarmato di tipo militare e che era presente in prossimità del cadavere maschile, già prima dell'intervento delle altre forze di polizia e dell'esercito che sopraggiunse dopo per effettuare i rilevamenti.

Dettagli "nascosti" o piccoli pezzi di un enorme puzzle che potrebbero aiutare gli inquirenti a ricostruire uno scenario più reale, rispetto a quanto venuto fuori fino ad oggi.

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I commenti degli utenti
  • Fiorella Lenzi ha scritto il 02 agosto 2020 alle 12:53 :

    😎: mostro di firenze pista sarda, sv. perché la pistola è sempre quella, perché i proittili sono sempre quelli, perché le scene dei delitti sono sempre quelle, perché i concetti seriali sono sempre quelli. 1968-1985. oltretutto uno che vuole disfarsi di tutto ciò, non direbbe mai a nessuno cosa ci ha fatto, logica. di conseguenza nessuno poteva ripetere il tutto, il che sarebbe già fantascentifico in se. nel 1968 solo Stefano Mele poteva portare il figlio Natalino Mele dalla scena del delitto, in collo alla casa del de-felice. chiunque al mondo lo avrebbe lasciato li, vivo o morto. logica :😎 Rispondi a Fiorella Lenzi