Ricordo di Beppe Poggiali (Premio della Bonta 1962) a 23 anni dalla scomparsa

Aldo Giovannini Altri tempi e altre storie
visibility472 - OkMugello - mercoledì 11 marzo 2020
Beppe Poggiali a destra  con un ammalato durante  un ritrovo  ai salesiani
Beppe Poggiali a destra con un ammalato durante un ritrovo ai salesiani © Aldo Giovannini

Oggi (11 marzo 2020) sono esattamente 23 anni dalla scomparsa (11 marzo 1997) di Beppe Poggiali, Premio della “Bonta 1962”. Vogliamo ricordare questo benemerito borghigiano e mugellano poiché dal suo insegnamento sono germogliate tante opere di bene che alcuni amici si portano sulle spalle con umiltà.

“ – Beppe Poggiali era niente ed era tutto; era niente perché la sua umiltà e la sua semplicità lo facevano timido, riservato, buono, nascosto, introverso; era tutto perché dal niente nel tempo è diventato un gigante; una Vita al servizio degli altri. “ Non avrai figli tuoi – gli tuonò in faccia a San Giovanni Rotondo Padre Pio da Pietralcina 70 anni orsono “ - ma avrai cura dei figli degli altri, quelli che portano le stimmate del dolore e della sofferenza. E questi “suoi” figli Beppe andò a scovarli nelle case, li tirò fuori, vincendo la resistenza delle famiglie che non volevano far conoscere la vergogna e i drammi di un figlio diverso dagli altri, li coccolò, li abbracciò, li fece sentire esseri umani, li fece sorridere e con le carrozzine sulle spalle, come Cristo con la pesante Croce sul Calvario, cominciò all’aria aperta, quella pura, il suo lungo, tortuoso, doloroso cammino che gli era stato tracciato da un umile frate con le stimmate ad ottocento chilometri di distanza dal suo Borgo natio.

Iniziò piano piano con tre ragazzi, poi sei, poi dieci; fece conoscere agli scalmanati ragazzi dell’Oratorio, con gli indimenticabile don Rodolfi, don Torracchi e don Raddi, che esisteva un’altra realtà della vita. Gettò un seme in quelle quattro vecchie mura di via del Pozzino, e da quel seme Borgo comprese il valore cristiano, umano e civile che si portava sulle spalle il buon Beppe; la “Giornata della Solidarietà” da lui fermamente voluta è ora una parentesi che riempe d’orgoglio la nostra cittadina, le nostre famiglie, la nostra gente, i nostri giovani.

Fondò con altri amici il Gruppo Unitalsi del Mugello e i viaggi nei santuari mariani, primo fra tutti il Santuario di Lourdes, non si contavano più e con le cinghie sulle spalle, sfinito dalla fatica ma sorretto da una grande fede, ha fato conoscere a centinaia e centinaia di sofferenti la gioia di non essere soli, ma attorniati da tanto affetto e da tanta sincera amicizia. Nel 1962 qualche amico di nascosto fece presente ad una alta istituzione, che tutti gli anni premiava persone che si erano distinte, che a Borgo San Lorenzo c’era un certo Beppe Poggiali.

Quell’anno restò inciso a caratteri cubitali perché Beppe fu insignito di “Premio della Bontà 1962”; la cifra che gli fu consegnata servì ..... il giorno dopo a comprare un primo scattato pulmino, e con quello, poi rinnovato negli anni ’70, eccolo a macinare chilometri su chilometri per andare il sabato e la domenica (non dimentichiamoci che Beppe era un operaio nel Pastificio Ammannati) a prelevare i “suoi” ammalati per portarli in luoghi dove altra brava gente era ad attenderli per stare insieme, per far festa insieme, per pregare, per comunicare; e poi all’imbrunire riportarli alle loro famiglie, alle loro case.

Quante storie potremmo raccontare, quanto aneddoti, quante piccole grandi cose hanno accompagnato la lunga esistenza di questo Uomo. Nel 1996, un anno prima della sua dipartita, ci chiese se attraverso il settimanale “il galletto” dove collaboravamo potessimo aprire una colletta per acquistare un pulmino nuovo. Nello spazio di pochi mesi, centinaia di borghigiani fecero arrivare la loro offerta e il 26 maggio del 1996, con tanto di sindaco in fascia tricolore, gli fu consegnato il pulmino, dopo la Santa Messa nella vicina Pieve, durante una cerimonia in piazza Garibaldi tanto partecipata quanto emozionante.

Beppe, iniziava a soffrire del male che lo aveva colpito, bisbigliò solo poche parole, ma tutti compresero il significato. Dopo cinque anni dalla sua morte (5 giugno 2002) il consiglio comunale, sindaco Antonio Margheri, su proposta dello scrivente di queste note, deliberò all’unanimità di intitolare un Largo a Beppe Poggiali che si era formato vicino al Ponte sulla Sieve dove si erge un grande tabernacolo della “Madonnina della Sieve” che Beppe Poggiali curava con amore e dedizione. Fu un gran giorno per Borgo San Lorenzo quella domenica del 21 settembre 2002; un “borghigiano”, un vero “borghigiano”, senza nessun titolo accademico, politico, culturale o intellettuale, andava ad ingrossare le fila di uomini che hanno avuto l’onore di comporre per sempre la toponomastica paesana, lui che aveva portato alla sua comunità, la sua semplicità, la sua umiltà e l’amore verso il prossimo sofferente; e questo per 50 anni.

Aldo Giovannini

(Foto e Archivio A. Giovannini)

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I commenti degli utenti
  • Carlo Bedeschi ha scritto il 12 marzo 2020 alle 18:27 :

    Grazie Aldo, per questo tuo ricordo...mi hai fatto tornare in mente quando io, ancora bambino, vedevo ogni tanto quell' Uomo (Beppe Poggiali) venire dal babbo x qualche riparazione... Nato e vissuto per anni in via Marconi, vicino al pastificio Ammannati, passavo il tempo libero nel piazzale antistante l' officina meccanica, e rimanevo "impressionato" da quelle strane "seggiole con le ruote", o addirittura letti, con ruote da bicicletta, che ogni tanto necessitavano di qualche punto di saldatura... All' epoca, tutto si aggiustava e, spesso, si creava o adattava su misura al caso particolare. Hai detto bene, Aldo, un borghigiano, un grande esempio. Rispondi a Carlo Bedeschi