Mostro di Firenze: Nuovo Dna nei reperti

Trovato un profilo genetico completo di soggetto maschile ignoto all'interno della tenda dei ragazzi francesi , ultime vittime del cosiddetto mostro di Firenze.

Paolo Cochi Il Mostro di Firenze al di là di ogni ragionevole dubbio
visibility9034 - OkMugello - mercoledì 27 novembre 2019
Mostro di Firenze
Mostro di Firenze © n.c.

Secondo quanto riporta il quotidiano La Nazione, una nuova perizia avrebbe individuato e isolato un DNA maschile che non apparterrebbe agli ultimi indagati Vigilanti e Caccamo, ne tantomeno a Pacciani e altri personaggi entrati nella vicenda.

Un ultima indagine, quella del Magistrato Luca Turco che evidenzia anni d'indagini confuse e inadeguate, seppur con tutti i limiti delle tecniche d'investigazione dell'epoca. Il mostro delle coppiette che uccideva con l’introvabile calibro 22, potrebbe avere un nome dunque.
La perizia del genetista Ugo Ricci, consulente del Pm, ci consegna un profilo genetico di un ignoto che potrebbe anche essere valido.

Il DNA di Pacciani e di tutti i soggetti indagati non è presente sulla tenda, mentre quello maschile della vittima Jean Michel è differente da quello che è stato identificato su di un paio di pantaloni taglia 44 presenti nella tenda. (vedi foto)

Certo, l’assenza di dna di Pacciani e altri è gia' un ottimo risultato e la dice lunga su come furono condotti certi accertamenti, sia all'epoca che negli anni successivi. Tali accertamenti genetici, potevano esser fatti benissimo all'epoca dei processi (negli anni 94/99 il Dna esisteva) e avrebbero potuto consegnare ai giudici un quadro di elementi più' efficace oltre che a influire sul giudizio di colpevolezza.

L'assenza di Dna dei condannati o indagati non equivale ad assenza certa dal luogo del delitto, ma i risultati scientifici dimostrano che le dichiarazioni e le condanne basate esclusivamente, sulle parole del "superpentito" Lotti, sono da riconsiderare interamente.

E' inverosimile che chi ha compiuto quello scempio non abbia lasciato alcuna traccia del proprio DNA. Un operazione che cosi' come ci è stata raccontata da Giancarlo Lotti, avrebbe visto il Pacciani ed il Vanni entrare nella tenda e rimanerci alcuni minuti per compiere le escissioni.

Possibile che il loro contenuto genetico sia stato cancellato dal tempo e sia rimasto solo quello di altro soggetto? Direi anche no.

Intanto l'udienza con il GIP che deciderà se archiviare o meno la posizione degli ultimi indagati, Vigilanti e Caccamo è stata fissata per il prossimo 30 gennaio. Alla luce di questi ultimi elementi l'esito sembra oramai scontato verso l'archiviazione.

Riguardo alle indagini su possibili depistaggi, invece, anche l'ultima perizia, che il consulente balistico della procura, Paride Minervini, confermerebbe che la cartuccia Winchester serie H rinvenuta nel 1992 nell’orto di Pacciani, i segni rinvenuti sul bossolo non sarebbero quelli di un incameramento in una pistola, ma creati, artefatti. Un possibile depistaggio dunque.

Vi era la volontà d'indirizzare le indagini verso Pietro Pacciani, creando anche prove artefatte?

E’ questa la domanda che probabilmente si è posta la stessa Procura che, senza timore di smentire il lavoro passato, ha svolto questi accertamenti con l'ottimo Procuratore aggiunto Luca Turco, che sembra voler andare fino in fondo, tentando tutto il possibile per verificare tutti gli elementi trascurati in passato. Si cerca dunque di arrivare ad una verità' più' attendibile da quella fino a oggi conosciuta.

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I commenti degli utenti
  • Carla Benci ha scritto il 02 dicembre 2019 alle 12:26 :

    E già che ci siamo confrontiamo anche con il DNA degli agenti di Polizia Rispondi a Carla Benci

  • Michele ha scritto il 27 novembre 2019 alle 15:49 :

    Articolo scritto davvero coi piedi. Rispondi a Michele

  • Marco Galli ha scritto il 27 novembre 2019 alle 10:08 :

    Hanno confrontato il DNA sconosciuto con quello di Vinci, Pacciani, Lotti, Vanni, Narducci, Vigilanti? Non si capisce bene. Sono stati effettuati esami anche sulla tenda? Perchè sarebbe stato utile. Grazie. Rispondi a Marco Galli

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