Luigi Lotti, uno strano cancelliere

Le biografie di personaggi mugellani dalla notte dei tempi ai giorni nostri

Fabrizio Scheggi Furono Protagonisti
visibility71 - OkMugello - lunedì 28 ottobre 2019
La Corte di Lorenzo il Magnifico a Palazzo Pitti
La Corte di Lorenzo il Magnifico a Palazzo Pitti © n.c.

Il mio libro “Furono protagonisti” narra di numerosi personaggi mugellani quasi sconosciuti ma famosi al loro tempo. Molti di questi protagonisti non sono stati mai rammentati nelle cronache e nella letteratura mugellana. Eppure, il loro fu un ruolo di alto profilo al tempo in cui vissero. Il nostro viaggio nel tempo alla scoperta dei personaggi storici ci porta ora a imbatterci proprio in uno di questi, Luigi Lotti da Barberino.

Siamo nella metà del XV secolo, e nei dintorni di Barberino di Mugello abita Andrea di Lotto Salvi, piccolo coltivatore e anche mulattiere che spesso frequentava i mercati romagnoli. La vita di Andrea era modestissima; possedeva una piccola casa nella periferia di Barberino, un pezzetto di terreno non troppo fertile in collina e qualche mulo spelacchiato. Eppure… sua moglie era una bella ragazza fiorentina di buona famiglia, ed era cosa strana. Difficile a quel tempo che potesse toccare in sorte a un “campagnolo” mugellano; si chiamava Maddalena (Lena) di ser Giovanni Guardi.

Ma le sorprese non finiscono qui. Andrea era molto amico di Piero de’Medici, sì, proprio lui, il futuro Signore di Firenze.

Strano anche questo non vi pare?

Ebbene, il modesto e simpatico mulattiere chiamava il Medici in Mugello persino a dirimere le controversie che nascevano nei suoi piccoli commerci o per problemi di poderi confinanti. Non lo dice certo lo Scheggi, perché la mia affermazione sarebbe davvero di poco conto, lo dicono invece i documenti presenti nell’archivio di Stato di Firenze (Mediceo avanti al Principato -1442). Ma ancora non basta, perché dovete sapere che i figli di Andrea ebbero incarichi davvero importanti in Firenze.

Nato nel 1444 a Barberino di Mugello, suo figlio Luigi di Andrea Lotti ad esempio a 23 anni conseguì gli ordini minori religiosi, ma era più attratto dai circoli umanistici; diventò esperto di classici ed eccellente latinista. La sua carriera proseguì con il ruolo di cancelliere privato di Piero de’Medici, un ruolo che comportava un’estrema confidenza col proprio datore di lavoro e la possibilità di conoscerne tutti i segreti, visto che scriveva di pugno le missive indirizzate ai potenti della terra. Fu precettore di Giuliano de’ Medici, figlio di Piero e, dopo la morte del suo mentore, affiancò come segretario niente meno che un grande della Storia, Lorenzo il Magnifico.
Un ruolo dunque di prestigio per un mugellano così attaccato alla sua terra natale da adottare un nome che ricordava da vicino il paese di provenienza: Loisius Barbarinus.

In queste righe non voglio però svelarvi tutti i retroscena delle vicende che legarono Luigi a lungo al Magnifico in giro per l’Italia; voglio lasciare al lettore la sorpresa e il piacere di leggere il mio libro. Un particolare però colpisce subito e ve lo voglio svelare; ovunque andasse, gli incarichi (prestigiosi) di Luigi mutavano in continuazione e in maniera inspiegabile.

Era forse un sopravvalutato, un incapace?

Siete fuori strada, la verità è un’altra, ed è per certi aspetti davvero sorprendente.
Luigi Lotti era un’abile spia
o, per essere meno romanzieri, un “informatore”, probabilmente un mestiere che aveva svolto in gioventù anche il fortunato padre. I ruoli ufficiali di Luigi, il ricercatore o l’antiquario, rappresentavano solo un’abile copertura. Diversi sono gli indizi che lo confermano; spariva per mesi o anni interi, cambiava continuamente residenza, era ospite in ambienti signorili dove faceva strane domande agli inservienti, teneva stretti e continui contatti con Antonio Tornabuoni, dirigente a Roma del Banco Medici.
E se la tanto decantata abilità politica del Magnifico fosse stata, almeno in parte, merito proprio delle “spifferate” del mugellano?

Non posso certo escluderlo, e d’altra parte una cosa è certa; il Magnifico, definito “L’ago della bilancia della politica italiana”, si dice che sapesse sempre in anticipo come muoversi in ambito diplomatico, cosa impossibile senza un’adeguata rete di informatori. Morto il Magnifico, nel 1494 Luigi entrò nella corte del figlio di Lorenzo, il cardinale Giovanni de’ Medici, futuro Papa Leone X, il quale lo adorava proprio da quando lo aveva avuto come precettore.

Da questo momento di lui non si hanno più notizie, ma era sicuramente in vita fino al 1520. Cosa aveva fatto Luigi Lotti in tutti quegli anni?

Non lo sappiamo con certezza, però è probabile che abbia protetto a lungo il figlio del Magnifico il quale, prima di diventar Papa, ebbe una vita avventurosa e se la cavò molto di frequente in maniera miracolosa. Da pontefice poi, Giovanni prese al suo fianco pure Bernardo Dovizi da Bibbiena, furbo diplomatico; ebbene, dovete sapere che Bernardo morì avvelenato nel 1520, e la stessa sorte toccò solo pochi mesi dopo a Leone X. Proprio in quegli stessi mesi, udite udite, sparì per sempre dalla circolazione anche Luigi Lotti.

Era forse avanzato un po’ di veleno?

Oppure il furbo mugellano, fiutata l’atmosfera “avvelenata” della corte papale, aveva cambiato aria e identità per l’ennesima volta?


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