Eruzione Stromboli. Simone era lì con la moglie e la figlia Matilde. La loro testimonianza

La Redazione Appunti di viaggio
visibility27 - OkMugello - giovedì 18 luglio 2019
Eruzione Stromboli. Simone era lì con la moglie e la figlia Matilde. La loro testimonianza
Eruzione Stromboli. Simone era lì con la moglie e la figlia Matilde. La loro testimonianza © n.c.

Questa settimana la nostra rubrica di viaggio ci porta nel profondo Tirreno, nell’isola di Stromboli dove, come abbiamo appreso dai principali giornali nazionali, il 3 luglio si è verificato un 'parossismo stromboliano' (termine che indica l'eruzione con conseguenti esplosioni). Il borghigiano Simone Capecchi, insieme alla moglie Barbara Landi e la figlia Matilde (11 anni), era lì sull’isola a trascorrere il secondo giorno di una vacanza che si è rivelata tutto tranne che rilassante. Un’esperienza incredibile quella vissuta da questa famiglia mugellana, in diretta e a poca distanza dal fenomeno. Dopo aver incontrato il cantautore Francesco Fuligni ai piedi delle Dolomiti ( clicca qui), abbiamo quindi pensato di intervistare Simone e la figlia Matilde:

Ciao Simone, vacanze in famiglia a Stromboli quest’estate, una scelta che si è rivelata molto avventurosa? Voleva essere una vacanza tranquilla, con diversi giri nelle isole limitrofe, qualche escursione e molto mare. Eravamo alloggiati al Miramare Hotel, nella zona di Ficogrande, sulla costa nord orientale dell’Isola, quella che guarda all’Italia (vedi foto)... Con noi c’erano anche i nostri amici di Carmignano (Prato) Luciano e Elena Toti. Non è la prima volta che scendo in quelle zone. C’ero già stato per conto mio, anni fa, senza la famiglia. Amo il mare e quella zona la conosco molto bene. Quest’estate ero sceso per ritrovare alcuni amici siciliani. Il primo luglio, circa verso le 19.00 della sera sono arrivato nel porto di Stromboli. Ancora tutto doveva succedere.

Quello che è successo il 3 luglio è definito dagli esperti un ‘evento parossistico’, cioè un evento tipico di un vulcano attivo a condotto aperto. Un’eruzione che non dà dei segnali premonitori. Nessun cenno di alcun tipo nei 2 giorni precedenti il 3 luglio?
Gli isolani dicevano che si stava muovendo roba guardando il vulcano, lì sono abituati a sentirne ogni minimo movimento. Io ho una foto scattata il 2 di luglio giusto al vulcano… ma nessuno secondo me, aveva idea di quello che da lì a poco sarebbe successo.

Dove eri quando si è verificata l’eruzione?
Il 3 di luglio eravamo in mare tra Panarea e Stomboli, giusto di rientro da una gita. Eravamo a circa 20 miglia da Stromboli. Erano circa le 16.10 quando ci siamo accorti che stava succedendo qualcosa al vulcano. Mentre eravamo sul gommone (la prua del gommone era rivolta verso lo Stromboli) in molti siamo stati subito catturati dalla cima del cratere: dal vulcano stava uscendo del fumo, il vulcano aveva eruttato. La fumata non si fermava. Saliva, saliva e ai nostri occhi non sembrava fermarsi… in quell’istante non potevamo capire la gravità perché poteva fermarsi a 100 metri di distanza o anche più…. Mi spiego meglio: venendo da Panarea verso Stromboli sulla sinistra abbiamo visto la Sciara di Fuoco, la zona dove si era creato una pista di colata lavica. Costeggiando l’isola e proseguendo sulla destra, abbiamo raggiunto il porto di Stromboli. Abbiamo visto i lapilli in mare, gli stessi lapilli che nella zona di Ginostra avevano provocato incendi nei canneti e provocato diversi danni. L’acqua del mare era molto scura, inquietante…e poi questa grande macchia di fumo in mezzo al cielo, come vedi nelle foto…

Cosa hai provato?
Difficile descrivere cosa ho provato…dentro di me dicevo: ‘Ora si ferma, ora si ferma…’ Ma i 900 metri di distanza dal vulcano non ti permettevano di capire se e come si sarebbe fermato. E’ una sensazione che è difficile da descrivere. Sei a due livelli diversi... A primo impatto penso di aver sottovalutato la potenza del fenomeno. …E’ stata una scena talmente particolare che l’unica cosa che mi ricordo di essermi detto è stato: ‘Non è possibile che io debba morire su quest’isola!’. Mi sono sentito come davanti ad un leone. La mia reazione non è stata quella di pensare ‘oddio ora mi mangia’…e quindi di farmi prendere dal panico. Di scatto ho fotografato il fenomeno!. Vedendo quello che stava succedendo, mia moglie Barbara e mia figlia, in gommone con me, si sono impressionate maggiormente. Altri, con noi sul gommone, hanno reagito come me, più d’istinto… mi verrebbe da dire. Certo è che abbiamo assistito ad una manifestazione forte e strana della natura, non abituale.

Qual è stata la reazione di chi conduceva il gommone?
Il comandante aveva paura si potesse verificare un’onda anomala, un maremoto come nel 2002. Abbiamo quindi cercato di rientrare al porto il prima possibile…

Arrivati a terra, che cosa è successo?
Al porto c’era un caos tremendo, chi correva di qua chi di là. Uno stato di panico generale. Lì sono stato preso da una forte sensazione di paura…di panico… Mi sono reso conto che il mare aveva attutito il boato dell’eruzione, che quello che avevamo visto e provato dal gommone fino ad allora ci aveva fatto sottovalutare l’evento. Tutti ci indirizzavano verso la chiesa. ‘In alto, il punto più in alto.. più al sicuro per voi..’ ci dicevano. Dalla piazzetta della chiesa le sirene suonavano. Sembravano le sirene della guerra. In realtà era stato lanciato lo stato di calamità.

Anche gli abitanti dell’isola erano terrorizzati?
Al porto tante persone avevano paura dell’onda anomala, si ricordavano quello che era successo nel 2002. Quando siamo arrivati alla chiesa è stato proprio anche il contatto con gli isolani a tranquillizzarci, la loro calma ‘fatale’ la definirei. Su c’erano i vigili del fuoco, abbiamo saputo che era stato lanciato l’allarme giallo fino al 10 luglio. Si percepiva che la macchina di soccorso era partita con efficienza. Per il mare, un’ordinanza di capitaneria stabiliva che dovevi stare a 1000 m dalla Sciara di Fuoco, dove c’era la pista della lava, a nord di Ginostra. Per le altre zone si poteva continuare a stare a 200 m dalla costa.

Come avete passato la fine della giornata?
Nelle ore successive la situazione è cambiata, ci siamo un po’ tranquillizzati: dopo circa un’ora e mezzo il vento che tirava verso ovest ha liberato l’aria sembrava essere finito tutto. Mentre la notte del 3 luglio è stato difficilissimo dormire, trovare pace. Molte persone sono scappate subito dall’isola. Noi siamo rientrati nel nostro hotel alle 19.30. Anche nel nostro hotel è iniziata subito la corsa per disdire prenotazioni… Nella settimana di vacanza fino al 10 luglio, abbiamo visto arrivare all’Hotel Miramare solo una persona. In continuazione sentivamo disdette, disdette, disdette...

Che cosa ti sei detto per passare altre sette giorni nell’isola?
Non dovevo pensare a quello che era successo. Mi dicevo “E’ successo ora, succederà tra 100 anni! Stando alle statistiche ai dati di Stromboli non dovrà risuccedere. Le persone che erano lì cercavano di tranquillizzarci… Rimanere lì è stata comunque un’impresa. Ero partito per una vacanza di relax che si è trasformata in un report naturalistico. Tutte le mattine leggevamo il bollettino geologico. E’ come se avessimo accettato la sfida con la natura…

Tua figlia e tua moglie come hanno vissuto questa esperienza?
Hanno fatto scegliere a me. Si sono fidate del mio sentire.

Ad oggi, pensi di aver fatto la scelta giusta? Paesi come la Francia hanno subito lanciato un primo appello a non visitare quell’isola. Cosa hai pensato in quel momento e cosa pensi ora?
Vivendolo in prima persona penso che la Francia sia stata un po’ troppo allarmista, però se fossi stato con le valigie in mano il 3 di luglio, forse, non sarei partito neanche io. Se non eri lì non era facile valutare lo stato di gravità. Per chi lo ha vissuto in prima persona, paura e panico iniziali potevano farti scappare. Personalmente, ho tremato le due ore successive all’evento. Molti sono scappati e non li giudico. Noi abbiamo deciso di rimanere perché la capitaneria di porto e la macchina di soccorso ci ha persuaso, funzionava!.

Ti era mai capitato di vedere un vulcano eruttare?
Di persona no, in televisione si… E’ una cosa che tutti mi dicono mi porterò a vita. Ogni tanto si sentiva un boato… Il vulcano ha avuto la sua massima esplosione il giorno tre ma nei giorni precedenti, gli isolani dicevano che si stava muovendo roba… Ma mai mi sarei aspettato questo…. Dopo l’eruzione non si è spento come un cerino, è andato a diminuire. Per giorni abbiamo continuato a vedere fumatelle e a sentire boati. Gli isolani dicevano anche che erano 95 anni non succedeva un evento come questo.

Simone, non possiamo finire questa chiacchierata senza avere l’impressione e la testimonianza di tua figlia, Matilde. Te hai sicuramente un’esperienza unica che ti porterai dietro tutta la vita, lei forse ancora di più! Ti andrebbe se ci scambio due parole?
Molto volentieri, la signorina è qui che ha voglia di dare la sua testimonianza! Benone! (…)

Un velocissimo passaggio di cornetta. E… (…)

Ciao Matilde, quanta paura hai avuto nel vederti in diretta l’immagini delle foto che ci hai passato?
Tanta, si… ho avuto tanta paura… inizialmente perché tutti in gommone parlavano del maremoto che si era verificato nel 2002… Io no so cosa sia un maremoto ma tutti dicevano che nel 2002 era cascato un pezzo di vulcano nel mare, un pezzo che aveva fatto salire il fondale provocando un’onda anomala. Noi eravamo dalla parte opposta della Sciara, la parte più sicura. Ho sentito mio padre tranquillo, tutti intorno a me sul gommone cercavano di mantenere la calma quindi ho pensato di poter mantenere la calma anche io!.

Effettivamente dalla voce sembri aver fatto tesoro di questa esperienza di vita. Sei riuscita a parlarne con i tuoi amici?
Ne ho parlato con qualche mio compagno di classe, uno di loro ha una zia che vive a Lipari quindi sa che possono essere cose che succedono da quelle parti…

Lo porterai in classe per parlarne con l’insegnante di scienze?
Si, sarà un’esperienza che condividerò volentieri anche con la mia classe.

E fai bene Matilde, a noi di OK!Mugello! farebbe piacerebbe avere un’attenta e completa scrittura di quello che hai vissuto te, con i tuoi occhi da ragazzina di 11 anni. Ti invitiamo quindi a mandarci la tua esperienza, scritta di tuo pugno per pubblicarla! Il primo pezzo di Matilde Capecchi, reporter per noi sul parossismo Stromboliano del 3 luglio 2019!

Autore: Lisa Baroncelli