Forteto. Il comitato minori replica a Bolognesi: “Ancora giustificazioni, increduli”

Redazione OK!Mugello

Forteto. Il comitato minori replica a Bolognesi: “Ancora giustificazioni, increduli”

Forteto. Il comitato minori replica a Bolognesi: “Ancora giustificazioni, increduli”
06/06/2019

Scrivo dal ‘Comitato Minori abbandonati al Forteto dallo Stato’: In seguito all’ultima intervista rilasciata dal Signor Bolognesi (clicca qui), rimaniamo ancora una volta increduli. Non abbiamo letto traccia di una scusa, cosa che sarebbe stata più onesta e umana, ma ancora giustificazioni.

Deve essere veramente tanto difficile ammettere di aver preso un granchio o forse non può farlo, non riusciamo a capire. Riprendiamo testualmente l’intervista rilasciata dal neo Assessore:
“non avevamo elementi per sospettare quello che succedeva al Forteto”.

Sul serio?
Nel 2001 la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato l’Italia per il caso di due minori distaccati in modo netto dalla famiglia naturale e per aver collocato gli stessi minori in una struttura in cui vivevano dei condannati per gli stessi motivi di oggi.

In quel periodo persino una troupe televisiva belga prese d’assalto il paese di Vicchio, costringendo il minore, ai tempi alle scuole medie di Vicchio, ad uscire dal retro scortato con la presenza dei carabinieri, mentre i compagni uscivano regolarmente.

Veramente l’allora Sindaco Bolognesi non sapeva nulla?
Potremmo portare numerosi esempi di come, volendo, potesse farsi insorgere qualche dubbio sullo stimato Forteto dove è stato visto da più testimoni a mangiare e più di una volta l’anno.
Ripetiamo che non è un accusa, non diamo la colpa a lui, ma alla mentalità che ha permesso alla setta di godere di privilegi e di non essere mai messa in discussione, nonostante una sentenza passata in giudicato.

Non riuscire a chiedere scusa nemmeno con il senno di poi è assurdo, come lo è ancora di più colpevolizzare chi ha denunciato anziché prendersela con chi per 14 anni lo ha evidentemente preso in giro.

“Ho chiesto ad alcune vittime, perché non hanno denunciato prima?”: per quanto anche noi abbiamo questo rammarico personale, avendo subito le loro scelte, conosciamo le difficoltà nel fare un atto del genere.

In questo periodo in cui si cerca di sensibilizzare le persone sull’incoraggiare a denunciare, un rappresentante delle istituzioni si arena in un pensiero tanto arcaico? Non riesce un uomo di tale levatura a comprendere quanto sia difficile e doloroso per una vittima di abusi fisici e psicologici denunciare?

Un po’ come chiedere ad una donna che non si è ribellata per anni al marito maltrattante il motivo per cui non se ne è andata subito. Concludiamo facendo i complimenti alle persone che, con questa mentalità, hanno alimentato quel dubbio e quel sospetto, che prima della sentenza ci ha marchiato come “presunte vittime”.
Noi non dimentichiamo e non potremo mai.

Comitato minori abbandonati al Forteto dallo Stato
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