Amianto sul tetto del Banti? Vaglia aspetta una soluzione

Redazione OK!Mugello

Un pericolo?

Amianto sul tetto del Banti? Vaglia aspetta una soluzione

Amianto sul tetto del Banti? Vaglia aspetta una soluzione
20/05/2019

Oggi (domenica 19 maggio) dietro sollecitazione di alcuni lettori OK!Mugello volentieri rilancia un articolo comparso alcune settimane fa sulla pagina del Mugello del quotidiano La Nazione:

Un altro spettro si aggiunge ai tanti fantasmi dell’ex sanatorio Banti di Pratolino. Dopo il rischio (per fortuna fino ad ora scongiurato) di occupazioni abusive; dopo le incursioni di incauti amanti del noir e di ragazzini annoiati che corrono seri pericoli introducendosi nella struttura e salendo fino sul tetto (da cui spesso hanno anche lanciato pietre); ora ci si è messa anche la presenza di eternit (e quindi, potenzialmente, di amianto).
La questione, un sospetto inquietante per ora non avvalorato da analisi; ma piuttosto evidente dalle foto, riguarda la copertura di un’ala dell’edificio: quella che terminava con il grande solarium all’ultimo piano. Venne sollevata una prima volta nel 2017, in occasione di una mostra fotografica, grazie a immagini che ritraevano (in modo abbastanza inequivocabile) le lastre deteriorate sul tetto. Già in sede di presentazione della mostra si sviluppò un certo dibattito e da allora alcuni abitanti di Pratolino hanno provato a più riprese a sollevare la questione con il Comune, che ha sua volta ha chiesto spiegazioni alla Regione e all’Asl (proprietarie dell’immobile).
Dal Comune fanno sapere in particolare di aver chiesto informazioni al responsabile immobiliare della Asl. A Vaglia, però, non sarebbe mai arrivata nessuna risposta in merito alla presenza o meno di eternit (e quindi di amianto) e di quale tipo. Così, mentre dagli uffici fanno notare che si tratta solo di un’ala del tetto e che (per fortuna) l’abitato di Pratolino si trova sull’altro versante della montagna (e quindi non esposto), resta comunque un nervo scoperto e un potenziale fattore di rischio (dato anche lo stato di deterioramento) per gli operatori del vicino canile Asl e per quei ragazzini incauti che, sfidando i divieti, si spingono fino sul tetto.
Per il recupero del Banti, negli anni si sono fatte varie ipotesi, la più recente delle quali riguardava l’edilizia sociale e la realizzazione di una serie di alloggi ‘protetti’ per anziani. Nessuna delle quali però si è concretizzata. E il Banti resta un poderoso scheletro sul fianco di Monte Morello.
Fonte La Nazione

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