Ad Auschwitz Nussbaum e sua moglie giunsero il 2 agosto 1944, ma non fecero in tempo a vedere la liberazione

Calcio & Arte. Nel giorno della Memoria l'opera di una vittima di Auschwitz

Nussbaum sviluppò un particolare interesse per il genere della natura morta dal 1939, anno che segnò l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. A Bruxelles vide limitare le sue libertà a causa...

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di Redazione
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Felix Nussbaum, Natura morta con pallone da calcio, 1940. Gerusalemme, Yad Vashem Art Museum
Felix Nussbaum, Natura morta con pallone da calcio, 1940. Gerusalemme, Yad Vashem Art Museum © Yad Vashem Art Museum

GLIEROIDELCALCIO.COM - Stillleben mit Fußball, ossia Natura morta con pallone da calcio, del pittore tedesco Felix Nussbaum si distingue nettamente dalle opere d’arte analizzate fin qui perché è una “natura morta”, appartiene cioè a un genere pittorico che può sembrare quanto di più lontano ci sia dallo sport. Le nature morte, infatti, raffigurano oggetti immobili, di solito disposti in un interno, il più delle volte su un tavolo; in una natura morta un pittore può concentrarsi sulla sua personale ricerca stilistica senza essere distratto dal soggetto, ma può anche trattare temi complessi in base alla scelta degli oggetti e alla loro reciproca interrelazione. Una natura morta non può certo comunicarci una sensazione di movimento come Dinamismo di un footballer di Boccioni o farci rivivere un match come The Corner Kick di Hemy, ma è perfettamente in grado di affrontare il tema calcistico in modi non meno interessanti. Nussbaum non è stato il primo artista a trattare di calcio in una natura morta, ma il fatto che fosse solito affidare a questo genere pittorico le sue riflessioni sulla sua condizione esistenziale rende particolarmente interessante Natura morta con pallone da calcio.

Nussbaum si trovava a Roma quando Hitler salì al potere il 30 gennaio 1933; per evitare probabili persecuzioni razziali decise di non tornare al suo paese natale. Nel giugno del 1933 Nussbaum abbandonò l’Accademia Tedesca di Roma e iniziò a girare per l’Europa alla ricerca di una sistemazione stabile che gli permettesse di vivere della sua arte; fu dapprima a Rapallo in Liguria, in seguito si trasferì in Francia a Parigi, poi in Belgio a Ostenda nel 1935 e, infine, a Bruxelles dal 1937. Nel frattempo la Germania, ossia la sua madrepatria, era diventata una costante minaccia per la pace europea: ciò non facilitava certo l’integrazione di Nussbaum nei paesi che lo ospitavano. Quando le truppe di Hitler invasero la Polonia il 1° settembre 1939, l’Europa sprofondò definitivamente in un conflitto che pareva ormai inevitabile. Le mire espansionistiche della Germania nazista si diressero presto verso occidente e, il 10 maggio 1940, la Wehrmacht invase il Belgio, che capitolò in poche settimane. Il destino di Nussbaum e sua moglie pareva ormai segnato: se prima erano ancora artisti che cercavano di vivere del loro lavoro in un paese straniero, da quel momento diventarono niente più che ebrei in balia dell’antisemitismo nazista. Nussbaum dipinse Natura morta con pallone da calcio a Bruxelles nei primi mesi del 1940, poco prima dell’invasione tedesca [...]

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