La psicologia su OK!Mugello. Oggi un tema controverso

Loris Pinzani

La psicologia su OK!Mugello. Oggi un tema controverso

La psicologia su OK!Mugello. Oggi un tema controverso
17/09/2015

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In tutta la nazione tiene banco la questione del figlio della donna che insieme al suo compagno ha procurato gravi lesioni ad una ex compagna di lui. L’argomento è estremamente delicato ed investe problematiche di ordine psicopatico e morale. Per questo qualunque posizione è complessa da sostenere o da controbattere.  Eppure una scelta va fatta. Va intrapresa una strada e come accade spesso nella vita, vi sono argomenti a favore ed altri a sfavore qualunque cosa venga fatta.
In sostanza la questione riguarda il dubbio se  il figlio di 2 persone che hanno compiuto un crimine aberrante sia necessariamente da disporre in adozione o meno. Naturalmente in condizioni normali esiste la giusta tendenza a far allevare il figlio ai legittimi genitori dal momento che istinto genitoriale e generalmente così potente da sovrastare le possibili carenze strutturali della personalità di colui che abbia problematiche relazionali in ambito sociale.

Tuttavia d’altro canto esiste il problema che nel caso gli individui in questione abbiano avuto comportamenti ed atteggiamenti improponibili, non siano in grado di adempiere alla funzione genitoriale. Inutile dire che il tema investe interrogativi complessi che si sviluppano suscitando argomenti altrettanto delicati. A proposito ho letto ed ascoltato opinioni di colleghi tra cui vi erano schierati a favore ed altri assolutamente contrari al tema dell’adozione.

Ogni opinione professionale e certamente rispettabile, vero è che il ruolo di genitore non spetta certamente a chi abbia concepito nell’esclusivo interesse del nascituro è difficile immaginare equilibrio nella circostanza familiare in cui ambedue i genitori abbiano compiuto crimini particolarmente rilevanti ma soprattutto distanti dalla capacità di dare adito ai più elementari processi Emotivi.

Questo significa che un atto particolarmente crudele va letto come una attività in cui la mente riesce ad incastrarsi dalla possibilità di immaginare il patimento altrui. Certo non si tratta della migliore premessa di una genitorialità e mentre questa è una certezza, la difficoltà di essere genitori senza aver concepito è un dubbio.

Certamente è assai complesso oltre che gravoso stabilire che i due procreatori non debbano essere genitori pur avendo concepito il figlio, dal momento che in ogni cultura colui che compie un atto procreativo ha di diritto e l’opportunità di provvedere all’educazione ed al mantenimento della prole, giacché si assume che nessuno meglio di lui possa farlo.

Tuttavia in questi casi probabilmente la circostanza può nascondere un’eccezione, poiché il genitore in questione  ha particolari difficoltà a svolgere un’attività che oltre ad essere estremamente delicata è anche protratta nel tempo con evidenti implicazioni circa il risultato educativo.

Probabilmente riusciamo a rischiare meno da un punto di vista sociale se il figlio in questione conosce altre realtà famigliari.

Loris Pinzani


Collaboratore Nato a Firenze nel 1963. Laureato in Psicologia Clinica, autore di saggi e testi di Psicologia Clinica e di sociologia, autore di narrativa in ambito nazionale, Consulente in tema di psicologia clinica e sociale per reti televisive e radiofoniche. Relatore a congressi riguardanti l'intervento psicologico e redattore di rubriche televisive, coordina una intensa attività di ricerca insieme all'attività di Psicologo libero professionista nel Mugello, a Firenze, Roma e Milano.

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