Depressione & solitudine, alcuni consigli

Loris Pinzani

Depressione & solitudine, alcuni consigli

Depressione & solitudine, alcuni consigli
07/04/2015

psicologia 2015

Nel corso di un disturbo depressivo si vive la perfetta certezza di essere soli e di non poter essere compresi da nessuno, chiunque sia la persona con cui si intrattengono rapporti. L’individuo vive la sicurezza che resterà unico custode conoscitore dello stato d’animo che vive e nulla potrà salvarlo dalle sofferenze che ne derivano. Ogni uomo vive in sé stesso la solitudine che gli appartiene ma ogni depresso considera questo completamente immutabile.La metodica terapeutica del Processo Anevrotico consente e promuove la risoluzione della solitudine violenta e tenace che affligge chi sia affetto da depressione maggiore. La condizione necessaria da parte del paziente è la sua partecipazione all’intervento stesso, fino ad aver ragione dell’isolamento di cui è vittima. Per raggiungere questo obiettivo deve essere ricreata la forza di esistere e vivere che è ormai andata dispersa.

Tutto questo è dovuto eminentemente dalla presenza di un altro individuo che sia in grado di fornirgli la consapevolezza del suo male, oltre che di sé. Si tratta di un elemento fondamentale, dal momento che la matrice depressiva è continuamente rinforzata dall’idea che nessuno sia in grado di comprendere le pieghe del suo patimento o la sua storia, che lo ha condotto a non desiderare, a non progettare, a non poter più esistere con la volontà di farlo.

“Nessuno potrà capire mai come mi sento e perché”, sembra dire a chiunque gli si rivolga con l’inutile intento di incoraggiarlo. Accade in questo modo che chi detiene il disagio è sicura di non uscire mai dal suo patire, giacché nessuno potrebbe capirlo mai.

Dagli studi svolti pare che mediante il Processo Anevrotico si riesca ad abbattere questa condizione di isolamento che potremmo definire apparentemente perpetuo e permetta una fuoriuscita dalla sofferenza soggettiva, ripristinando il funzionamento dell’Io. Le indagini sono incoraggianti e clinicamente si evidenziano progressi che riguardano
una percentuale di soggetti in trattamento oltre alle modalità di espressone sintomatica. Tuttavia è necessario estendere le indagini ad altre tipologie di disagio ed ampliare l’aspetto teorico; è comunque innegabile che gran parte dei soggetti recuperi la normalità nella conduzione dell’esistenza.

Loris Pinzani


Collaboratore Nato a Firenze nel 1963. Laureato in Psicologia Clinica, autore di saggi e testi di Psicologia Clinica e di sociologia, autore di narrativa in ambito nazionale, Consulente in tema di psicologia clinica e sociale per reti televisive e radiofoniche. Relatore a congressi riguardanti l'intervento psicologico e redattore di rubriche televisive, coordina una intensa attività di ricerca insieme all'attività di Psicologo libero professionista nel Mugello, a Firenze, Roma e Milano.

Tag:

ARTICOLI DELLA STESSA CATEGORIA