Publiacqua, gli investimenti, ed i dividendi dei soci privati. La riflessione di Piera Ballabio

Politica
visibility501 - mercoledì 05 agosto 2020
di Redazione OK!Mugello
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Piera Ballabio - Italia Nostra
Piera Ballabio - Italia Nostra © Fotocronache Germogli

Spiega Piera Ballabio (ex Consigliere Comunale a Borgo San Lorenzo, ora membro dell'associazione Italia Nostra) che sulla stampa dei giorni scorsi c’è una lunga intervista a Lorenzo Perra presidente di Publiacqua, ex assessore al bilancio del comune di Firenze. Scrive Ballabio:

Perra con toni entusiastici ci fa sapere che Publiacqua non ha avuto problemi durante il lockdown e anzi distribuirà quest’anno ben 37 milioni di utili oltre a 33 milioni di canoni (l’affitto delle reti acquedottistiche, delle fogne e depuratori di proprietà dei comuni) ai soci di Publiacqua.

Ricordiamo che i soci pubblici – i comuni – detengono il 60% del capitale mentre il socio privato ACEA il 40% . ACEA è la società romana con Roma Capitale che detiene il 51% del capitale, mentre le altre partecipazioni rilevanti fanno capo a Suez SA per oltre il 23% e a Caltagirone per circa il 5%.

Dall’intervista deduciamo che una parte considerevole di ciò che paghiamo in bolletta di fatto non viene utilizzata per migliorare il servizio idrico ma a rimpinguare le casse dei comuni e ad ingrassare il socio privato. Addirittura, ormai da anni è persino scomparso il diritto dei cittadini ad essere serviti dall’acquedotto: ne sono un esempio i cittadini di Lama nel comune di Borgo e Vicchio che se vogliono il servizio devono pagare in parte la realizzazione della linea acquedottistica.

Perra decanta i tanti investimenti previsti, soprattutto a Firenze. E’ sicuramente una strategia della società per nascondere i ritardi nei lavori, le tantissime perdite, gli investimenti rimandati anno dopo anno. Come quello annuciato nella lettera di Publiacqua arrivata insieme all’ultima bolletta e cioè la realizzazione del collettore fognario Ronta a Rabatta con un costo di 1,3 milioni di euro. Peccato che quell’opera sia prevista ancora dall’addendum del 2002 con denari a carico di TAV, attualmente ancora iscritti nel bilancio della Regione Toscana. Nel frattempo Ronta continua a scaricare nel torrente Ensa che dopo gli impatti TAV ha diminuito fortemente la propria portata. E quindi oltre a evitare pubblicità ingannevole, mi auguro che Publiacqua non abbia inserito questa opera a carico della bolletta, visto che l’onere non è sostenuto dalla società.

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