La Lega: "Montanelli non si tocca, intitoliamogli una piazza o via a Firenze"

Politica
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di Alessia Benelli
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La statua di Indro Montanelli vandalizzata
La statua di Indro Montanelli vandalizzata © Facebook Emanuele Coccolini

Da qualche giorno si discute sulla statua che il Comune di Milano volle dedicare a Indro Montanelli a 6 anni dalla sua morte. Sabato sera la statua è stata vandalizzata da un gruppo di giovani dei centri sociali milanesi: sporcata con vernice rossa e la scritta 'Razzista stupratore". Dopo poche ore la statua è stata ripulita da altri giovani.

La Lega di Firenze per voce del consigliere comunale Emanuele Cocollini ha proposto di intitolare una via o una piazza al giornalista. "Non si tratta di Destra o di Sinistra - fa sapere Cocollini - qui si tratta di agire tutti in nome del buonsenso e della ragione storica per fermare e condannare un fanatismo tanto più pericoloso in quanto ignorante. Con la scusa del razzismo si intende dare addosso agli avversari politici ed a chi non la pensa secondo i canoni del politicamente corretto. Noi non ci stiamo e mi auguro che il Consiglio comunale di Firenze sappia elevare la propria voce a difesa di un principio di libertà tutelando il nome e la figura di un grande fiorentino".

Il primo a difendere a spada tratta la memoria di Montanelli è stato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli (in quota Pd) che ha dichiarato: "Che a Milano, o in altre città, ci sia qualcuno che, annebbiato dal fanatismo, possa pensare di riscrivere la storia mi sorprende relativamente. Quello che mi meraviglia è che ci siano esponenti politici o importanti associazioni culturali che addirittura avvalorino queste posizioni".

Oggi si torna a parlare del giornalista fucecchiese dopoché negli Stati Uniti sono state abbattute alcune statue di padri fondatori della Costituzione statunitense perché schiavisti. Una scelta irrazionale e dettata dall'onda emotiva provocata dall'uccisione di George Floyd da parte di un poliziotto. C'è da dire che in America il problema del razzismo non è mai stato risolto e che ciclicamente riesplode socialmente in conseguenza di qualche grave fatto di cronaca. Là è presente, da sempre, una ghettizzazione della popolazione afroamericana che non ha eguali in Europa (forse nelle banlieue francesi ma il confronto è sin troppo azzardato).

Un dato che può far comprendere la grandezza del fenomeno è che le persone di colore sono state maggiormente colpite dal Coronavirus negli Stati Uniti. Per esempio nell'intero Stato dell'Illinois gli afroamericani sono il 41% dei contagiati e deceduti da Covid pur rappresentando solo il 14% dell'intera popolazione.

Si sono quindi alzate voci perché la statua di Montanelli fosse abbattuta ed una parte del centrosinistra milanese era pronto a sostenere questa richiesta. Ieri il sindaco Giuseppe Sala ha affermato che la statua non sarà mai rimossa.

Montanelli è diventato un personaggio politicamente impresentabile perché quando aveva 25 anni era in Abissinia, colonia del regime fascista, e sposò una ragazzina di 12 anni. In modo malvagiamente leggero, in una trasmissione degli anni Sessanta, raccontava quella vicenda risalente a 30 anni prima dicendo che la sposò perché gli serviva qualcuno che gli lavasse i calzini e che Destà (così si chiamava la ragazzina) era bellissima. Oggi è per il razzismo che è stata vandalizzata la statua in questione, in passato per la misoginia del personaggio.

Ci si scaglia contro Montanelli eppure viviamo in uno dei Paesi europei in cui la disparità di genere (problema fattivo della nostra società) è altissimo. Ancora non è stato fatto niente per i cosiddetti contratti in bianco ed è ormai una consuetudine che la prima domanda fatta ad una professionista durante un colloquio di lavoro sia: "Ha un compagno? Ha figli?". Eppure ci si indigna maggiormente per un omaggio a uno dei maggiori cronisti del secolo scorso anziché per le ingiustizie sociali reali. Un atteggiamento che non sorprende nello Stato in cui fino al 1996 la violenza sessuale e carnale erano un semplice delitto al buon costume e non alla persona.

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I commenti degli utenti
  • simone peruzzi ha scritto il 15 giugno 2020 alle 17:31 :

    non c'è solo razzismo. La vergogna della compravendita di una bambina di 12 anni è la vergogna dell'imperialismo contro le popolazioni occupate, del ricco contro il povero, del maschio contro la donna, dell'adulto contro il bambino. E a 12 anni, il problema non è solo la misoginia: a 12 anni è stupro e pedofilia. E questi gli vogliono intitolare una piazza. E il sindaco PD di Fucecchio che "non capisce" perché ci sia chi sostiene che la statua di Montanelli è una vergogna. Facciamo una cosa: intitoliamo Piazza del Duomo a Mussolini, piazza Signoria a Hiler, piazza Santa Croce a Stalin e piazza Santo Spirito a Pol Pot. Poi se c'avanza un vicolo lo intitoliamo anche a Pacciani. Rispondi a simone peruzzi

    Paolo ha scritto il 16 giugno 2020 alle 07:04 :

    Sono davvero contento di non essere l'unico a pensarla così, perché altrimenti la cosa mi preoccupava molto... e come dicevo quel che è peggio, in tutta la sua vita non si è mai pentito o scusato... non sono davvero questi gli ideali da celebrare. Quante statue o vie abbiamo intitolato alle vittime di violenze??? Rispondi a Paolo

  • Paolo ha scritto il 15 giugno 2020 alle 16:21 :

    Quello che mi lascia perplesso è che a prescindere dal fatto che sia stato uno dei più grandi scrittori dell ultimo secolo, si sia pensato di dedicargli una statua e addirittura si parla di intitolargli una via. La pratica del "madamato" era già condannata all'epoca e non come dichiarò lui "perché lo facevano tutti".... se era contro la morale poteva benissimo rifiutarsi e quel che e' peggio di questo non si è mai pentito. "Comprare" letteralmente una bambina di 12 anni e ridurla in schiavitù, a prescindere dall' epoca non credo sia da celebrare. Nego' anche l'utilizzo di armi chimiche dell'amato esercito in cui si era arruolato. Detto questo...davvero sono questi i personaggi ai quali vanno dedicate statue, vie e piazze? Rispondi a Paolo