Elezioni 2018. L'analisi del voto di Potere al Popolo

Politica
visibility563 - lunedì 05 marzo 2018
di Saverio Zeni
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Elezioni 2018. L'analisi del voto di Potere al Popolo
Elezioni 2018. L'analisi del voto di Potere al Popolo © n.c.

A seguito del Day After del voto politico, pubblichiamo le analisi dei risultati delle elezioni da parte delle varie forze politiche. A seguire ecco la nota di "Potere al Popolo", che ricordiamo, ha conquistato a livello nazionale l'1,12% alla Camera e l'1,05 al Senato.

I risultati delle urne ci dicono che non sono stati i valori della sinistra a perdere, ma le fallimentari politiche del cosiddetto centrosinistra renziano. Il segretario del PD è riuscito in pochi anni a trasformare il suo in un partito confuso, che ha perso per strada le caratteristiche che ancora lo contraddistinguevano, trasformandolo in una amalgama liberista e riformista senza capo né coda.

Gli italiani sono rimasti delusi dalle false promesse di “modernità” del PD, in un Paese dove ormai il lavoro, la sanità, la scuola, l’edilizia popolare sono stati asserviti alla speculazione finanziaria, dove la risposta dei media e della politica ai problemi reali della gente è quella di fomentare un’assurda guerra fra poveri, in cui sembra che il colpevole di tutti i nostri problemi sia l’immigrato che arriva da noi sfuggendo a fame e guerre, anziché le politiche degli ultimi decenni.

Nelle urne gli elettori hanno quindi trovato rifugio negli slogan e nelle ricette populiste della lega di Salvini o nella speranza di novità, nel salto nel buio del Movimento 5 stelle. Che altro dovevano fare, in assenza di alternative valide?

Come"Potere al Popolo", considerando i soli tre mesi di tempo della nostra campagna elettorale e la quasi inesistente presenza sui media, siamo soddisfatti di aver dimostrato che esiste una parte di popolazione che non si rassegna e che ancora crede in valori che sono, e rimangono, di sinistra, e che sono scritti nella Costituzione italiana.

Il lavoro di tanti militanti e volontari sui territori, lavoro che continuerà come e più di prima, è stato l’inizio di un percorso che, come tanti anni fa, riparte da questi valori per costruire un’Italia migliore.

In Mugello abbiamo ottenuto circa il 4% dei voti alla Camera e il 3.5% al Senato; questo dimostra che gli elettori, nei territori in cui ci hanno potuto conoscere, ci hanno votato.

Restiamo convinti che i valori della nostra Costituzione, le lotte per i diritti di tutti, non rappresentino una vecchia ideologia in disuso, ma l’unica arma per far sì che nel futuro del nostro Paese si ritorni a poter avere una casa, un lavoro, il diritto alla salute e ad istruzione paritaria per tutte e tutti.

Queste elezioni non hanno rappresentato per noi che l'inizio per la formazione di una vera sinistra nel Paese. I frutti li vedremo solo nel tempo radicando solidarietà e cultura dei diritti.

 

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I commenti degli utenti
  • Pietro Paolo Buonocore ha scritto il 08 marzo 2018 alle 17:42 :

    sono d'accordo sul fatto che non si poteva ottenere di pi alle condizioni date. Certo partendo prima....ma la responsabilit del ritardo non certo dei ragazzi di "Potere al Popolo". Comunque bisogna continuare puntando, in tempi ragionevolmente brevi, a darsi un'organizzazione (non necessariamente un partito) per valorizzare al massimo le energie disponibili. Nel contempo, lasciando al loro destino coloro che, spacciandosi per "Liberi ed Uguali", sono in realt semplici nostalgici del.PD prerenziano. Rispondi a Pietro Paolo Buonocore