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Massorondinaio. L'impianto in Consiglio Comunale. Ecco perché

La nota della indipendente Alati, LiberaMente a Sinistra e M5S. Si è parlato anche dei problemi di Campomigliaio e Tagliaferro

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visibility241 - mercoledì 05 maggio 2021
di Redazione
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L'impianto di Massorondinaio
L'impianto di Massorondinaio © Google

La mozione, avente per oggetto "Revisione destinazioni urbanistiche area industriale località Massorondinaio", é stata proposta dal Comitato e accolta dalle minoranze che l'hanno presentata in consiglio comunale. Che affermano:

La questione di conflittualità del luogo esiste da lungo tempo ed è stata ascoltata a tratti e a suon di sentenze e ricorsi.

Con la mozione si voleva puntare dritto alla riqualificazione dell'area con una precisa destinazione urbanistica, a beneficio di industrie e cittadini, prevedendo le industrie in area industriale, in modo da avere assicurata tutta la potenziale attività e gli abitati in area residenziale, per potergli permettere una buona qualità di vita. La mozione però è stata bocciata dalla maggioranza e Il dibattito non ha visto grandi risposte da parte di chi si e' dichiarato contrario. Ci si è limitati a dire che l'intenzione dell'amministrazione è di andare in questa direzione, allora non si capisce perché non abbiano condiviso la mozione, valutando oltretutto il tempo di discussione dedicatogli troppo lungo, ed impedendo ad una consigliera delle minoranze, di fare un unico intervento richiesto per ben due volte. La maggioranza poi continua a dichiarare che la richiesta fatta per l'insediamento di una nuova attività di recupero rifiuti speciali in quell'area, attività che nella mozione veniva contestata, non è riferibile all'asseverazione di un Nuovo impianto, quando invece anche la Regione che dovrà autorizzarlo lo definisce tale, citando a tal proposito il parere della Commissione Regionale per il paesaggio, come se i cittadini non avessero occhi per vedere e orecchie per sentire. 

È invece evidente agli occhi di tutti che il sito di Massorondinaio poteva andar bene per dragare rena e ghiaia nel 1964 ma non per produrre conglomerato bituminoso (data la vicinanza al centro abitato) e tanto meno ora per il Nuovo impianto per il recupero di rifiuti (data la vicinanza al fiume, al parco e all'abitato).  

Con questa Mozione non si chiedeva la chiusura del vecchio impianto, ma la non apertura di un NUOVO impianto produttivo (impianto recupero rifiuti). Si proponeva infatti semplicemente di iniziare un percorso per collocare il nuovo in area adatta, iniziando ad impegnarsi a risolvere le conflittualità tra residenti e industria, adesso presenti, con la partenza della riqualificazione della zona come area residenziale.

Capiamo perfettamente che con l'approvazione della Mozione non sarebbero stati risolti tutti i problemi ma l'amministrazione avrebbe potuto iniziare un percorso di discontinuità con gli errori del passato e avrebbe potuto evitarne di nuovi. 

Questo non è stato e non capiamo cosa aspetti l'amministrazione ad andare in questa direzione. 

Ringraziamo il Comitato di Massorondinaio per tenere sempre accesi i riflettori su un impianto di questo genere anche alla luce della recente inchiesta in Toscana sul Riciclo di rifiuti di conceria di Santa Croce sull'Arno che vede coinvolti importanti esponenti politici,  un' azienda Mugellana del settore movimento Terra e l' Ndrangheta.

Diverso destino invece è stato per l'altra Mozione presentata da noi, come forze di Minoranza sulla "Riqualificazione della ex SS 65 e sulla necessità di collegamento pedonale e ciclabile sicuro tra Campomigliaio e TAGLIAFERRO. L'intenzione della mozione è stata di rendere fruibile dalle persone recuperandolo, anche l'ex asilo di Tagliaferro, volendo anche come punto di ristoro, in armonia con un eventuale percorso pedonale e ciclabile. Anche questa mozione è nata da un'istanza dei cittadini, ed è stata poi votata all'unanimità da tutto il Consiglio. Vigileremo d'ora in poi perché l'impegno qui preso, venga mantenuto.

Scarperia e San Piero, 5 Maggio 2021

Francesca Alati, consigliera indipendente; Tatiana Bertini e Caterina Corti, gruppo LiberaMente a Sinistra; Andrea Bini e Viviana Rossi, gruppo M5S. 

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