Organico: ecco i conti. Quanto costa trattarlo e quali sono i benefici ambientali

Redazione OK!Mugello

Organico: ecco i conti. Quanto costa trattarlo e quali sono i benefici ambientali

Organico: ecco i conti. Quanto costa trattarlo e quali sono i benefici ambientali
13/03/2019

Che fine fanno i nostri rifiuti? Quale il processo che seguono (ed i costi che comporta) una volta che escono dalle nostre case? In riferimento all’articolo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro sopralluogo all’impianto di compostaggio di Montespertoli (clicca qui) ampliamo la ricognizione dopo il confronto con Alia.

Dall’intervista emerge che, ad oggi, trattare una tonnellata di rifiuto organico in un impianto di compostaggio costa tra le 90/95,00 € a tonnellata, con tariffe diverse se lo stesso trattamento viene effettuato presso impianti esterni ad Alia (135,00/140,00 € a tonnellata). Premesso questo, se vogliamo verificare il bilancio economico ed ambientale di tale processo non possiamo dimenticare il forte impatto che le politiche agricole comunitarie (PAC) hanno avuto su tutto il settore. Le modifiche apportate nel tempo a tali linee guida, infatti, hanno generato minori stanziamenti economici  per le aziende agricole, che in tale contesto si rivolgono sempre più frequentemente ad Alia per richiedere compost, prodotto dal riciclo dei rifiuti organici, dal momento che ne hanno verificato i benefici in termini agronomici e di struttura dei terreni. Per portare a compimento il processo di utilizzo nel compost in agricoltura, però, l’ammendante, uscito dall’impianto di Montespertoli, deve essere trasportato a destinazione e lavorato per il riutilizzo sui terreni, con costi aggiuntivi che gli operatori del settore devono sostenere. E’ evidente, quindi, che in un ambito in cui risorse e finanziamenti sono scarsi, l’impegno cui sono chiamate le aziende è quello della copertura totale del percorso a proprie spese. Ne consegue che Alia non ha ricavi economici a chiusura del processo di recupero dei rifiuti organici, dall’impianto di Montespertoli alla coltivazione in Mugello, ma senza dubbio è doveroso sottolineare l’ottimo bilancio ambientale di una filiera come questa. L’intero ciclo, infatti, permette, di recuperare la matrice organica, sostituendo concimi naturali a quelli chimici, con un ampio utilizzo agronomico, e limitando l’impiego di altre materie prime. I costi del processo, così come i costi di servizio (raccolta e spazzamento) dei gestori di igiene urbana, secondo normativa, devono essere compresi interamente nella tariffa/TARI.

Infine, abbiamo chiesto, quanto, per assurdo, potrebbe costare smaltire le stesse tonnellate in discarica. L’azienda  ha confermato che il percorso non è sostenibile, poichè la normativa (non solo italiana) vieta la destinazione in discarica per i rifiuti organici, che hanno necessità di essere soggetti a trattamenti di stabilizzazione perché particolarmente putrescibili. Pertanto, per assurdo, il successivo smaltimento, dopo tale trattamento di stabilizzazione negli impianti, avrebbe costi molto più elevati per la gestione (100,00/110,00€ tonn. da sommare ai costi dell’impianto di compostaggio 90,00/95,00€ tonn.).

Insomma, concludiamo noi di OK!Mugello. Un impianto come quello di Montespertoli, facendo una semplice moltiplicazione tra il costo di trattamento di 90 euro a tonnellata (di rifiuti in ingresso) e le 100mila tonnellate trattate in un anno viene a costare mediamente  9 milioni di euro l’anno.

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3 commenti

  1. Natalino ha detto:

    Ma dal trattamento dei rifiuti organici non era stata ventilata una certa economia positiva?
    Qui costa tutto sempre di più, mi sembra ci sia da chiarire.
    Grazie
    Natalino

  2. Aurelio Privitelli ha detto:

    Buongiorno, l’analisi sui costi per il trattamento dei rifiuti organici è incompleta. Se trattiamo i rifiuti, quelli buoni, per averne in seguito benefici, non solo ambientali, è naturale che si debbano sostenere costi, come del resto si sostengono costi in tutti i processi di trasformazione. Ma dai processi di trasformazione si devono poi ottenere risultati in termini di ricavi ottenuti nel rimmissione dei prodotti ricavati. Quindi non solo effetti benefici sull’ambiente, che non è poco, ma anche benefici sui prodotti trattati con nuovi concimi organici. Nel contesto vanno poi considerati i minori quantitativi di rifiuti indifferenziato che si ottengono che con la nuova organizzazione di raccolta e conseguentemente a questo effetti di minor costo per lo smaltimento (vero obiettivo del porta a porta). Oggi una famiglia che effettua bene la raccolta differenziata, genera un risparmio per l’ambiente e quindi credo debba essere premiata. Per questo invito tutti i comuni ad attrezzarsi al Pay-it, come fatto da Borgo S. L. e S.Piero a Sieve Scarperia. È tutto l’insieme delle attività di raccolta (vetro, plastica, carta, organico, indifferenziato) e tutti i relativi processi di trasformazione, congiuntamente ad una buona differenziata, a determinare costi, ricavi, risparmi dei Comuni e premi da riconoscere alle famiglie. Grazie per lo spazio e attenzione.

  3. Nedo ha detto:

    Si devono togliere certi tipi di imballaggi di torno! Non esiste altra soluzione, punto.
    Utilizzare la plastica, un materiale fatto per durare in eterno, come imballaggio usa e getta è stupido! E’ una contraddizione! E’ CRIMINALE, per l’economia e per l’ambiente.

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