Mugello. La storia dei moti per la libertà e delle effigi della Madonna

Aldo Giovannini

Mugello. La storia dei moti per la libertà e delle effigi della Madonna

Mugello. La storia dei moti per la libertà e delle effigi della Madonna
12/03/2019

Abbiamo letto con molto piacere il lungo ed esauriente articolo dell’amico Gianfranco Grossi, il quale ricorda che in questo 2019, ricorre il 220° anniversario della rivolta popolare nel Mugello contro gli invasori francesi, che diedero il via ai famosi moti di ribellione dei mugellani combattendo sotto l’effige della Madonna del Conforto che si venera nella Cattedrale di Arezzo, città dove scoppiarono i primi moti contro gli invasori.

La “Madonna del Conforto” a Borgo San Lorenzo in piazza Garibaldi

Fu una pagina di grande libertà, che fortunatamente gli scrittori mugellani del 18° e 19° secolo ci hanno tramandato, da cui è nata, seconda la storia, la famosa “Polentata delle Ceneri” (come abbiamo ampiamente recensito su OK!Mugello), ricordando anche che nel 1999 il comune di Borgo San Lorenzo, grazie all’assessore Patrizia Gherardi, cara ed indimenticabile amica, che unitamente alla Compagnia Teatrale “La Caldana” e il comitato “Pro Polenta”  organizzarono ed allestirono con i costumi dell’epoca, imitando la battaglia che avvenne nel centro storico di Borgo San Lorenzo, all’epoca ancora castello con mura, torri, porte e postierle, con tanto di “schioppo”  in mano ad un popolano borghigiano dal soprannome  “picchero”, che secondo la storia uccise il comandante delle truppe francesi nel vicolo Manino (è quasi accertato che si chiamava Sebastiano Berti, ramaio, abitante in Santa Lucia all’epoca fuori le mura del Borgo), portandogli via anche molti soldi che teneva in una sacca di pelle sotto la sella del cavallo (e bravo il nostro “picchero”), mentre la soldataglia fuggiva verso San Piero.

La “Madonna del Conforto” a San Piero a Sieve in piazza Colonna

La storia poi dell’effige della “Madonna del Conforto” è davvero bella. A Borgo San Lorenzo, dopo liberato, l’immagine fu copiata in pittura su tavoletta, autore il pittore Pietro Paolo Colli, che in quel periodo era a decorare ed affrescare l’Oratorio di Sant’Omobono,  e fu collocata  in un guglia monolitica in mezzo alla piazza del Tribunale (attuale piazza Garibaldi), per poi essere spostata (1830) all’angolo di un edificio davanti al palazzo del Podestà mentre a San Piero a Sieve, venne anch’essa collocata, ma in maiolica, in un piccolo tabernacolo sempre in una guglia monolitica in piazza Colonna, come ancora si nota ai nostri giorni. Nelle nostre ricerche di questi eventi abbiamo girato in lungo e in largo nel Mugello per scovare  altre immagini della “Madonna del Conforto”, poiché eravamo convinti che gli insorti  mugellani, aiutati dagli aretini,  avrebbero  lasciato questa testimonianza religiosa a ricordo.

La “Madonna del Conforto” a Barberino di Mugello in Corso Corsini

Ed abbiamo avuto ragione, poiché dopo tante ricerche ne abbiamo trovate due; la prima sempre in maiolica in un piccolo tabernacolo, all’inizio di Corso Corsini a Barberino di Mugello e la seconda sotto il loggiato di una casa colonica nel territorio di San Cresci in Valcava, quest’ultima in gres.  Questi furono i biglietti da visita, che lasciarono a testimonianza 220 anni orsono i nostri lontani progenitori.

La “Madonna del Conforto” a San Cresci in Valcava.

L’amico sampierino ma abitante a Borgo San Lorenzo Gianfranco Grossi, presidente del Comitato 2012 Scarperia San Piero,  aveva lanciato la nobile proposta alle amministrazioni comunali (ora c’è in più anche Barberino di Mugello), per ricordarsi di questo evento e collocare sotto l’effige della Madonnina del Conforto un dono floreale, per ricordare che a distanza di quasi due secoli e mezzo il Mugello non ha dimenticato; quando si lotta per la libertà, sotto qualsiasi bandiera, questa volta sotto l’effige della Madonnina, è pur sempre un prezioso dono di vita e  di democrazia.

Ideazione iconografica del pittore Enrico Pazzagli della rivolta popolare dei borghigiani contro i soldati francesi nella centrale piazza Garibaldi.

L’infiorata a San Piero a Sieve, come si dice, è stata organizzata la settimana scorsa in piazza Colonna, dove appunto si trova l’immagine,  mentre a Borgo San Lorenzo ci hanno pensato gli alpini e i polentai in occasione della “Polentata delle Ceneri” lo scorso mercoledi 6 marzo 2019. La storia, dopo 220 anni, continua.

Aldo Giovannini


Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

2 commenti

  1. pietro incagli ha detto:

    Come sempre, Aldo da il meglio di se e riesce a farci rivivere per alcuni istanti in ….altri tempi!

  2. Carlo ha detto:

    Quanta bella storia ha il nostro Mugello.Grazie

Rispondi a pietro incagli Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Commenta

ARTICOLI DELLA STESSA CATEGORIA