In Mugello una rete di sensori per studiare e capire i terremoti. Parliamone, di domenica

Redazione OK!Mugello

In Mugello una rete di sensori per studiare e capire i terremoti. Parliamone, di domenica

In Mugello una rete di sensori per studiare e capire i terremoti. Parliamone, di domenica
31/07/2019

Nella foto (qui sopra): Posizionamento di una stazione sismica nel comune di Londa – Grazie ad una collaborazione tra Cnr (e in particolare al geologo mugellano Giacomo Corti, che già altre volte ha anche aiutato il nostro giornale con articoli in merito a terremoti e rischio sismico) e Ingv (Gilberto Saccorotti) è nato il progetto che prevede di installare in Mugello una rete per il monitoraggio sismico. Ossia una rete di 10 stazioni che serviranno a registrare terremoti in Mugello con alta risoluzione, con lo scopo di migliorare le conoscenze sulla sismicità della nostra area. Si tratta di un progetto internazionale biennale in parte legato alla celebrazioni del centenario del terremoto del 1919. Ma ecco un breve articolo nel quale spiegano l’iniziativa:

L’area che comprende il bacino del Mugello rappresenta una delle più importanti zone sismogenetiche degli Appennini Settentrionali. Dall’anno 2000 ad oggi, ad esempio, il catalogo sismico dell’INGV riporta circa 4400 scosse avvenute entro un raggio di 40 km da Borgo San Lorenzo. L’evento recente principale è avvenuto il 1° Marzo del 2008, a circa 7 km NW di Barberino di Mugello, con una Magnitudo di 4.5.

L’importanza dell’attività sismica nel Mugello è documenta anche, e in maggior misura, da grandi terremoti storici, come ad esempio quello di M=6.0 del 13 Giugno 1542 e quello di M=6.4 del 29 Giugno 1919. Proprio in occasione del centenario di quest’ultimo evento, è stato avviato un progetto di ricerca che prevede l’installazione di 10 nuove stazioni sismiche mobili per migliorare la sensibilità e la precisione nella localizzazione dei terremoti del Mugello e aree limitrofe. Questa rete sismica, la cui installazione è stata da poco ultimata, rimarrà in funzione per circa due anni.

Il progetto è svolto in collaborazione fra le Università di Southampton (UK), Firenze e Pisa, l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Firenze, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa e la fondazione Parsec di Prato. La nuova rete sismcia permetterà di ottenere una maggiore precisione nella localizzazione dei piccoli terremoti, che avvengono continuamente, permettendo di identificare, o meglio delineare, le zone di debolezza della crosta terrestre (faglie) che nel futuro potranno anche generare scosse di maggiore entità. Tali informazioni saranno di notevole importanza per migliorare le conoscenze sulla pericolosità sismica della zona.

Nelle diverse fasi di installazione della strumentazione, i ricercatori si sono anche avvalsi della preziosa collaborazione delle Unioni de Comuni del Mugello e del Valdarno-Valdisieve.

Gilberto Saccorotti (INGV, Pisa), Giacomo Corti (CNR-IGG, Firenze)

Qui sotto: Stazioni sismiche attive all’interno e nei dintorni del bacino del Mugello. I simboli gialli e blu indicano le stazioni sismiche permanenti attualmente operative o di futura installazione, rispettivamente; i simboli verdi corrispondono alle stazioni temporanee installate nell’ambito del progetto.

Esempio di sismometro

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