Due mugellani arrestati nel blitz per i disordini al G7 del 2017

Eleonora Cortopassi

Due mugellani arrestati nel blitz per i disordini al G7 del 2017

Due mugellani arrestati nel blitz per i disordini al G7 del 2017
10/07/2019

La Polizia di Stato ha eseguito un blitz su scala nazionale in seguito agli episodi di violenza tra manifestanti e forze dell’ordine mostrati al vertice del G7 tenutosi a Venaria il 29 settembre 2017. Sono state attuate 17 misure cautelari, tra cui 7 arresti domiciliari e 10 obblighi di firma, che hanno coinvolto le città di Torino, Firenze, Roma, Bari, Modena e Venezia.

Tra i nomi dei denunciati ce ne sono 7 toscani: cinque sono fiorentini ancora a piede libero e due mugellani. Si tratta nello specifico di Dario Tondini, ora ai domiciliari, di Borgo San Lorenzo e Antonio Recati, sottoposto all’obbligo di firma, di Barberino del Mugello. Il primo era già un nome noto alle forze dell’ordine italiane, in quanto leader di “Autonomia Diffusa Ovunque”, centro sociale fiorentino legato tra le altre cose all’occupazione di viale Corsica; Tondini si era già fatto conoscere in seguito allo sgombero dell’immobile occupato in via Toselli a Firenze.

Sull’argomento, in difesa dei fermati, si è espresso anche il centro sociale CPA Firenze Sud, con un comunicato scritto sulla pagina facebook che riportiamo integralmente:

“IL VOSTRO “LAVORO” SI CHIAMA SFRUTTAMENTO e PRECARIETA’, LA VOSTRA “LEGALITA” è REPRESSIONE, RAZZISMO e GUERRA A CHI NON ABBASSA LA TESTA! 
Tutte e tutti liberi/e, da Firenze a Torino! 
Oggi nei confronti di 17 compagni e compagne è scattata una vasta operazione di polizia per le contestazioni al G7 del lavoro voluto dal ministro Poletti – proprio quello del Jobs Act – svoltosi nella Reggia di Venaria a Torino, nel settembre del 2017. 
In un momento in cui tanto si parla di legalità, questo è l’ennesimo esempio di come lo Stato vada a colpire chi lotta e si organizza nel tentativo di combattere lo stato di cose presenti e di costruire un’alternativa a questo sistema. Per quanto ci riguarda, crediamo sia oggi più che mai necessario dire con chiarezza che, nonostante il clima politico e culturale stia legittimando accuse e provvedimenti sempre più autoritari e liberticidi, verso i quali è giusto e importante non abbassare la guardia, il piano che ci interessa è quello della determinazione, della volontà e della legittimità di lottare, scegliere e prendersi le responsabilità di contrapporsi a tutto ciò che è ingiusto, illegittimo, indecente. Nei quartieri, su una nave in mezzo al mediterraneo, davanti ai cancelli di uno stabilimento o di fronte ad una scuola, è giusto lottare, disobbedire, violare leggi ingiuste, decreti razzisti e classisti, circolari ministeriali o diktat padronali.
Come sempre con questo castello accusatorio si tenta di criminalizzare singoli individui nel tentativo di delegittimare pratiche collettive di lotta che non si allineano alle compatibilità di questo sistema. Purtroppo per loro però laddove ci sono lotte, organizzazione e condivisione si creano anche legami di solidarietà capaci di dare forza a tutti quelli che non si piegano alla rassegnazione ad un modello di sviluppo vecchio,decrepito e ingiusto. Pertanto come compagne/i del CPA-Fi*Sud vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà agli/alle arrestati/e, rendendoci disponibili sin da subito per aiutare concretamente i compagni e le compagne colpiti, nella nostra città come a Torino e nel resto del Paese. Pratichiamo e diffondiamo solidarietà concreta e militante. Con la volontà di dire al nemico che pensa di poterci isolare e schiacciarci, che nessun@ verrà lasciato solo, e che non finisce certo qui.
Tondo Libero, Toni Libero. Tutti e tutte libere”.

Eleonora Cortopassi


Un commento

  1. Natalino ha detto:

    Liberta” guardare sul vocabolario Prima di usarla.
    C’è chi se l’è guadagnata e di ne abusa.
    Con violenza.
    Non va

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