Controlli falsi nei cantieri? Mugello doppiamente interessato dall’inchiesta

Lorenzo Bartolini

Controlli falsi nei cantieri? Mugello doppiamente interessato dall’inchiesta

Controlli falsi nei cantieri? Mugello doppiamente interessato dall’inchiesta
07/10/2017

Sia perché luogo di svolgimento dei controlli contestati (nei cantieri della Variante di Valico) sia perché uno degli ispettori (per i quali è stata chiesta l’interdizione per sei mesi) è anch’esso mugellano.

In questi giorni si sta parlando molto dell’inchiesta, effettuata dalla Procura di Firenze, relativa ai controlli della Asl nei cantieri delle Grandi opere, la quale avrebbe fatto emergere alcuni dubbi nei confronti di sei ufficiali di polizia giudiziaria del Dipartimento di prevenzione della Asl di Firenze. Un’indagine che riguarda da vicino anche il Mugello, in quanto fra i cantieri presi in considerazione vi sono pure quelli relativi alla Variante di Valico ed alcuni viadotti e gallerie nella zona di Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve.

I controlli in questione sono effettuati da un’apposita sezione dell’Asl al fine di garantire la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro.

Le indagini prendono in considerazione episodi avvenuti fra il 2012 ed il 2014. L’accusa rivolta a sei ispettori sarebbe quella di aver redatto dei verbali senza aver realmente svolto il relativo sopralluogo, necessario per poter stabilire se un cantiere sia a norma o meno. In gergo giuridico, dunque, l’accusa è quella di falso ideologico, ossia la presenza all’interno di un documento ufficiale di dichiarazioni false, o per meglio dire la stesura di un documento, autentico da un punto di vista formale, avente un contenuto infedele alla realtà.
Proprio per questo il gip (giudice per le indagini preliminari) Fabio Frangini ha richiesto l’interdizione per sei mesi dei sei ispettori dall’ufficio pubblico cui essi appartengono, motivando la scelta con la necessità di garantire le esigenze cautelari richieste dal Pm. La decisione è stata presa onde evitare la cosiddetta reiterazione del reato ed altri rischi come l’inquinamento di eventuali prove.

Ovviamente appaiono necessarie delle precisazioni. Sicuramente queste indagini hanno fatto emergere dubbi e sospetti potenzialmente molto gravi, ma sempre di indagini preliminari stiamo parlando. Al momento, infatti, si è ancora in attesa di sapere se sulla base delle informazioni raccolte vi sia la possibilità o meno di proseguire con le normali tappe di un processo penale. Dunque, anche la decisione di interdire temporaneamente gli indagati dai propri uffici non deve essere interpretata come una condanna o comunque una prova di colpevolezza, ma come una procedura standard prevista al fine di permettere il giusto svolgimento dell’iter giudiziario.
Essendo interessati alcuni cantieri, anche particolarmente importanti, della zona del Mugello, presteremo sicuramente attenzione in futuro al proseguire della vicenda.

Lorenzo Bartolini


Nato a Firenze nel 1991. Laureato in Scienze Politiche (Comunicazione, media e giornalismo) ed attualmente studente magistrale in "Comunicazione pubblica e politica" alla Scuola Cesare Alfieri. Musicista ed aspirante scrittore, non esco mai senza un plettro ed una penna.

4 commenti

  1. Nedo ha detto:

    Tutto come da copione. I controllori sono controllati, e se i controllori non controllano, qualcosa sarà andato a finire sotto quei mucchi di terra, che non ci doveva andare.
    Poi quando viene fuori, è sempre troppo tardi, e nessuno è responsabile.
    Scrissi lo stesso commento tanti anni fa, riguardo all’area di sosta del Cornocchio, suonava più o meno così: “nessuno controllerà, e quello che andrà sotto terra ce lo ritroveremo nel lago”.
    Quando sarà troppo tardi.
    Continuate a votarli, eh..

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