L’accorato appello alle Suore del Convento di Marradi: “Non abbiate paura”

Redazione OK!Mugello

L’accorato appello alle Suore del Convento di Marradi: “Non abbiate paura”

L’accorato appello alle Suore del Convento di Marradi: “Non abbiate paura”
27/08/2019

Un’accorata lettera da parte di Barbara Betti relativo agli sviluppi avvenuti nel Monastero Domenicano di Clausura di Marradi. Numerosi i contatti arrivati da molte parti d’Italia e dall’estero, che rivelano quanto  sta accadendo con la nuova riforma delle congregazioni claustrali, che mettono a rischio la chiusura di molti Monasteri.


“ NON ABBIATE PAURA” Giovanni Paolo II
Dal Monastero delle Domenicane di Marradi a tutti i Monasteri

Di Barbara Betti

Quando ho scritto la prima “lettera denuncia” su quanto stava accadendo nel Monastero di Clausura delle Domenicane di Marradi sapevo, come tutti sanno, che tirando un sasso nell’acqua qualche cerchio si sarebbe formato. Non pensavo che i cerchi si sarebbero allargati fino a raggiungere la Spagna, il Canada e città e paesi italiani dove persone che non conosco hanno provveduto a divulgare i miei articoli. Desidero quindi ringraziare tutti e soprattutto le claustrali che, nonostante il “timor” di esporsi, si sono messe in contatto con me.

Uso la parola “Timor” perché l’effetto sonoro del termine latino mi sembra più lieve; chi lo desidera traduca da solo. Le Claustrali che mi hanno contattato, offrendo tutto il loro sostegno e preghiera per Suor Maria Domenica Giangregorio e per le altre sorelle, hanno usato (ritengo) nomi fittizi: temono per il loro futuro; temono per la condizione ormai radicata in molte di loro di non aver alcuna difesa, di non avere voce, di non avere protezione, diritti, tutela.

Quando ho denunciato cosa è accaduto a Marradi lunedì 22 Luglio mi sono fermata alla fuga dei “Kommissari” dalla porta di servizio. Non mi sento ora di portare alcun rispetto nei confronti di chi, indossando con protervia lo stesso abito di chi ha davanti, usa il potere della carica per intimidire e offendere. “Salame” “Testona” “Mentecatta” sono solo un accenno di quanto detto da Suor Maria Vincenza Panza, classe 48, Rappresentante Italiana della Commissione Internazionale delle Monache Domenicane, fino al “ devi firmare! devi firmare! Ti butto fuori con i tuoi quattro stracci…” tanto per chiarire come tratta le consorelle la Vicaria (che probabilmente veste solo Saint Laurent). Si aggiunge “Squilibrata mentale” dalla voce di Suor Laura, Segretaria della Panza, investita dell’autorità di diffamare dal suo ruolo di potere.

Sorvolo su quanto detto dal Padre Giuseppe Di Sabato. Testimoni presenti hanno riportato quanto udito in questa e altre occasioni e sono pronti a riferirlo e confermarlo in ogni sede. Non ho quindi timore nel raccontare questo, perché come ho già scritto, le persone che erano in chiesa e in foresteria, hanno sentito tutto, come tutto ha sentito il Prete che è stato chiuso fuori dalla stanza affinché Suor Maria Domenica cedesse sotto la triplice aggressione. Ma Suor Domenica non ha ceduto. Come un amico da Roma le aveva raccomandato “Dolce come Paolo, Forte come Pietro” così è stata. Sì, poi è crollata, ma chi non avrebbe ceduto dopo essere stato chiuso in una stanza con tre vessatori armati del potere dell’abito? La loro carità cristiana non ha ritenuto di preoccuparsi del fatto che si è sentita male, l’hanno lasciata lì e sono scomparsi.

Torno un momento indietro: i singoli monasteri sono liberi di indicare il Monastero al quale desiderano essere affiliati. Nel caso di Marradi la scelta era stata Castel Bolognese, storico istituto monastico a meno di 80km di distanza, retto dalla squisita Priora Suor Anna Maria Scampa, con il quale sussistono da sempre rapporti di collaborazione e amicizia. Il Decreto di affiliazione in data 14-12-2018 viene revocato dalla Congregazione senza preavviso e senza motivazione il 20 -05-2019 e (nel giro di 24 ore) il 21-05 2019 la Congregazione nomina Legale Rappresentante del Monastero di Marradi Padre Francesco Forani. Il 29-05-2019 Suor Maria Vincenza Panza viene nominata dal Magister Ordinis sua Vicaria per il Monastero con funzioni di Priora per un anno, esautorando Suor Domenica Giangregorio da ogni carica.

L’8 Luglio si riunisce in monastero la Commissione ad hoc apparentemente con la finalità di aiutare la comunità del monastero a discernere sul suo futuro (fortunatamente, ci sono testimoni che possono raccontare in che modo avviene l’aiuto a discernere…), riunione a seguito della quale viene rifiutato il rilascio di copia del verbale, come suo diritto, a Suor Domenica Giangregorio. Cosa è accaduto il 22 Luglio, l’ho già brevemente raccontato nell’articolo pubblicato su più giornali on line.

Quello che ora è bene sapere è che dal 22 luglio, dopo aver tolto la possibilità di accedere al proprio denaro alle claustrali marradesi NESSUNO SI E’ MINIMAMENTE PREOCCUPATO DI TELEFONARE IN MONASTERO PER CHIEDERE SE HANNO BISOGNO DI AIUTO E COME RIESCONO A PROVVEDERE ALLE NECESSITA’ QUOTIDIANE DATO CHE SONO STATE LASCIATE TOTALMENTE PRIVE DEL LORO DENARO.

Complimenti, cara Suor Panza. Vorrei ricordarle che solo durante gli assedi si tentava di espugnare le fortezze per fame. Mi limito a riportare che tutte le sorelle che mi hanno parlato di Lei lo hanno fatto con parole che, purtroppo, non posso riferire. “Oderint dum metuant”. Certamente non è amata. Comunque, dato che di quanto avete gridato addosso alla vostra sorella ci sono testimoni, ci tengo a ricordare che il “Cor Orans” specifica che spetta al Vescovo Diocesano vigilare sugli abusi, (interni ed esterni) ma visto che ne siete i massimi esecutori, lo sapete certo meglio di me.

L’interesse per questo monastero da parte di Suor Panza ed i continui tentativi di incamerarlo nel suo feudo bergamasco sono per noi cosa risaputa e conclamata ormai da vent’anni. Cosa dire? Lentamente e inesorabilmente stiamo lasciando che le radici della nostra storia vengano spazzate via senza spiegazioni, ma stiamo anche accettando che uomini e donne votati all’umiltà e alla carità, depositari dell’etica e della morale sviliscano e umilino la dignità dovuta ad ogni essere vivente, trattando questi loro pari come oggetti.

A questo proposito riporto uno stralcio dell’articolo di Aldo Maria Valli apparso su Ricognizioni il 29 Novembre 2018 “…21 Novembre 2018, Pontificia Università Lateranense, Giornata Pro Orantibus. Monsignor José Rodriguez Corballo in riferimento al gran numero di Monasteri che stanno chiedendo dispensa dal federarsi … ” Avete chiesto Voi che la presidente (della federazione) abbia più autorità, ma adesso avete paura!…(poi la verità gli sfugge di bocca) “la presidente deve verificare la situazione amministrativa dei monasteri”…

Certo che hanno paura adesso, finalmente si sono rese conto che il vero motivo per cui si insiste tanto sulle federazioni è infatti questo: prendere possesso e gestione dei beni e delle proprietà dei monasteri che vanno di fatto a perdere il diritto autonomo di “acquistare, possedere, amministrare e alienare beni temporali a norma del diritto universale e proprio.” (COR ORANS, Norme Generali, N.46, pag. 25) Così tutte le volte che questa azione è stata attuata i monasteri sono stati chiusi, dato che privandoli della autonomia economica vengono messi nella condizione di non poter sopravvivere e quindi cedere. Per questo motivo, a chi mi ha espresso il timore di finire come già molti monasteri sono finiti, mi sento di dire sì, preoccupatevi.

E mi sento di dire anche che se la vostra coscienza non vi consente di accettare qualcosa che va contro al carisma e alla professione di fede che avete scelto, allora disobbedite. Disobbedite. Fate vostro l’invito al coraggio di Giovanni Paolo II: “NON ABBIATE PAURA”.

Grandi civiltà si sono estinte, consunte dal tempo o nel tempo incamerate da altre. Credo che sia questo il giusto modo in cui la storia si evolve; le cose terrene cessano per consunzione. Ma su nessuna civiltà distrutta per volontà umana è mai risorto niente. Forse dovremmo ricordare Tacito, fatelo tutte vi prego: UBI SOLITUDINEM FACIUNT, PACEM APPELLANT, o anche nella forma più conosciuta, DESERTUM FECERUNT ET PACEM APPELLAVERUNT. Stanno desertificando tutto e quando non ci sarà più niente ci diranno che quella è la pace. Disobbedite…

BARBARA BETTI

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