Quali lingue dovresti conoscere per un buon curriculum?

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visibility62 - venerdì 18 ottobre 2019
di Redazione
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Gli orizzonti del curriculum vitae moderno si sono espansi a dismisura, specialmente negli ultimi vent’anni, grazie ad una sempre più ampia globalizzazione del lavoro sia a livello locale, sia a livello internazionale. Non è raro, al giorno d’oggi, decidere di sviluppare un curriculum da presentare ad aziende anche italiane: si tratta di un biglietto da visita estremamente importante e apprezzato. Le competenze linguistiche sul tuo cv risultano quindi di primaria importanza.

Al giorno d’oggi però il curriculum vitae potrebbe non richiedere soltanto l’inglese come seconda lingua conosciuta oltre all’italiano. L’espansione della rete lavorativa globale richiede una flessibilità sempre più ampia a livello linguistico, per poter permettere alle aziende di interagire con stakeholder provenienti da diversi Paesi e culture del mondo.

Proprio per questo motivo, riassumiamo in questo articolo le lingue che dovreste conoscere e inserire nel vostro CV, o che comunque potreste pensare di studiare per ampliare le possibilità di trovare lavoro.

Una lingua ormai (quasi) obbligatoria: l’inglese

Non potremmo partire da nessun’altra lingua, se non dall’inglese, lingua straniera per eccellenza che ha assunto ormai un’importanza cruciale, diventando quasi obbligatoria.

Gli istituti scolastici e le università forniscono insegnamenti di lingua inglese più o meno adeguati, ma non si tratta delle uniche opportunità per studiare l’inglese: sempre più scuole, enti e aziende organizzano corsi di inglese a livello A o B sia per neofiti, sia per persone già a conoscenza almeno delle basi della lingua.

Il tedesco: la lingua “commerciale” per eccellenza

Da una ventina d’anni a questa parte il tedesco ha assunto un’importanza strategica, non cruciale ma comunque di grande rilievo e sempre più richiesta negli ambiti più svariati. Il tedesco può essere definito come la lingua “commerciale” per eccellenza, dato il suo grande utilizzo nei rapporti tra aziende italiane e aziende tedesche soprattutto nei settori dell’economia e del turismo.

A differenza di quanto si possa pensare, il tedesco è una lingua relativamente semplice da imparare: il suo lessico potrebbe sembrare contorto ma una volta entrati nei meccanismi risulterà di facile comprensione.

Ciò che importa in ogni caso è la sua rilevanza e spendibilità nel mondo del lavoro: molti degli investitori nel mercato del lavoro italiano sono tedeschi o austriaci, e il trend è destinato a crescere costantemente. Oltretutto, in Germania e Austria si trovano alcune tra le migliori opportunità di lavoro, soprattutto per giovani laureati e studenti, dunque rappresenta una scelta perfetta.

Spagnolo e francese: due trends intramontabili

Lo spagnolo e il francese sono lingue importanti, utilizzate forse leggermente meno del tedesco ma comunque anch’esse in rapida espansione in termini di richiesta dalle aziende. Molti investitori infatti provengono da Spagna e Francia, ma si tratta di una lingua estremamente utile anche nei settori del turismo o del digital marketing, offrendo possibilità di espandere i confini economici di un’azienda in due Paesi molto attivi.

Entrambe, ovviamente, sono spendibili anche per eventuali esperienze nei due rispettivi Paesi: come la Germania, anche Spagna e Francia offrono buone prospettive lavorative per cittadini italiani.

Una lingua che profuma di sfida: il cinese

Se avete tempo e grande, anzi grandissima voglia di imparare una lingua, potreste decidere di tuffarvi a capofitto nello studio del cinese, una lingua tanto affascinante quanto complicata e radicalmente diversa dalle lingue europee.

Il mercato asiatico si sta espandendo a dismisura sia in Oriente, sia nel Vecchio Continente e vede stringere sempre più relazioni commerciali tra aziende italiane e aziende cinesi. Nonostante un possibile taglio del PIL nel prossimo anno, gli esperti stimano comunque delle prospettive di crescita costanti del mercato cinese, che renderà sempre più presente la Cina nel consolidamento di trattati internazionali.

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