Restaurata la volta affrescata del presbiterio di Montesenario

Cultura
visibility155 - sabato 26 settembre 2020
di Redazione OK!Mugello
Più informazioni su
Montesenario Dopo l'intervento
Montesenario Dopo l'intervento © OK!Mugello

Dal 27 luglio al 10 agosto si è tenuto all'Eremo di Montesenario un importante intervento di restauro della volta affrescata nel presbiterio. Il progetto in oggetto è stato richiesto e finanziato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Il RUP dei lavori per conto della soprintendenza è stato l’Architetto Gabriele Nannetti. L’esecuzione dei lavori è stata svolta con regolare incarico dall’impresa specializzata National Heritage Conservation di Daniela M. Murphy con la collaborazione e sotto la direzione tecnica del conservatore/restauratore di beni culturali, funzionario della Soprintendenza di Firenze, Alberto Felici. Un ringraziamento di cuore va ai frati Servi di Maria per la loro ospitalità e in particolar modo a Fra’ Nando M. Perri, OSM Priore della comunità del Sacro Eremo di Montesenario.

La pittura a bianco di calce che decora il presbiterio della chiesa della Madonna Addolorata e di San Filippo Benizi, asse principale di culto del Santuario di Montesenario, risale al XVIII secolo e raffigura la Trinità; Padre Eterno con due Angeli e lo Spirito Santo. Si ritiene che l’autore del ciclo pittorico sia l’affreschista Antonio Domenico Gabbiani, (13 febbraio 1652 – 22 novembre 1726; morto a Firenze precipitando dalle impalcature di palazzo Incontri mentre affrescava il Convitto degli dei). Notizie d’archivio e uno studio preparatorio oggi custoditi agli Uffizi confermano il Gabbiani come autore della pittura realizzata nella volta della navata centrale e raffigurante; La Vergine che porge l’abito dei serviti ai sette fondatori. L’ipotesi che sia anche di mano del Gabbiani la volticina del presbiterio rimane ad oggi una deduzione ancora in attesa di conferma. La difficoltà principale nell’attribuire con certezza quest’opera al Gabbiani risiede nel fatto che lo strato originale di colore è occultato da una ridipintura assai estesa che non permette agli studiosi di studiare il manufatto. Tale ridipintura risale con molta probabilità alla prima metà del Novecento, a seguito di una caduta assai massiccia d’intonaco originale. Gli stucchi che decorano la pittura murale sono stati realizzati nel 1717 da Giovan Battista Foggini e Giovanni Martino Portogalli.

La prerogativa principale dell’intervento in oggetto è stata quella di stabilizzare gli intonaci circostanti a una lesione di natura strutturale che percorre l’intera lunghezza della volta a botte affrescata presente nel presbiterio della chiesa della Madonna Addolorata e di San Filippo Benizi, asse principale di culto del Santuario di Montesenario. Prima di procedere con l’intervento di stabilizzazione sono state fatta una serie di osservazioni conoscitive con lo scopo di stabilire;

1. le cause principali di degrado,
2. gli effetti di degrado,
3. se il degrado è ancora attivo.

I risultati delle indagini conoscitive si sono basati su informazioni derivanti da: campagna fotografica a luce diffusa e radente, mappatura tematica, studio della tecnica esecutiva, studio degli interventi precedenti, studio della struttura architettonica con sopralluogo dell’ambiente sovrastante la volta a botte per visionarne l’estradosso.

La metodologia d’intervento ha comportato: la riadesione degli intonaci circostanti, la lesione tramite l’applicazione di una serie di punti di resina e punti d’ancoraggio tramite malta idraulica, i processi di stuccatura tramite una malta a base d’idrossido di calce e sabbia di fiume lavata e setacciata, e l’integrazione pittorica mediante l’uso di acquarelli.

Una relazione tecnica correlata da documentazione fotografica, mappature tematiche e schede dei materiali adoperati è stata consegnata al RUP alla conclusione dei lavori. Conservatore restauratore di beni culturali Daniela M. Murphy

Lascia il tuo commento
commenti