Conferenza sul patrimonio culturale e le opere recuperate

Con il Maggiore Lanfranco Disibio, che a lungo è stato in Mugello

Cultura
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di Aldo Giovannini
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Il Direttore Generale degli Uffizi  Dott. Eike Schmidt presenta il “Vaso di Fiori” di  Jan Van Huysum, attorniato  dagli ufficiali dei carabinieri con a destra il Maggiore Lanfranco Disibio
Il Direttore Generale degli Uffizi Dott. Eike Schmidt presenta il “Vaso di Fiori” di Jan Van Huysum, attorniato dagli ufficiali dei carabinieri con a destra il Maggiore Lanfranco Disibio © Aldo Giovannini

Alla conferenza a Villa il Palagio a cura del Rotary Club Mugello (lo scorso martedì 12 febbraio 2020) era ospite il Maggiore Lanfranco Disibio, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze. Conferenza molto attesa e altrettanto partecipata, volta a 'raccontare' le operazioni che hanno portato a riconsegnare all’Italia moltissime e prestigiose opere d’arte rubate nel corso di tanti anni, per non dire secoli, visto e considerato che iniziò a razziarle Napoleone Bonaparte, il “capostipite”, seguito poi da Hitler e dai suoi scherani (vedi Goering) e compagnia bella

In questo contesto, dopo aver ricordato la nascita del Nucleo Tutela Patrimonio dell’Arma dei Carabinieri, con i grandi successi ottenuti nel far ritornare sul suolo patrio tante opere d’arte (splendide le parole verso Siviero, l’eroe dell’arte italiana trafugata), il Maggiore Lanfranco Disibio si è soffermato su una opera d’arte che negli ultimi tempi è stata all’attenzione mondiale; lo straordinario “Vaso di Fiori “ di Jan Van Huysum (Amsterdam 1682-1749), che era custodito nella Galleria Palatina, trafugato durante la seconda guerra mondiale da un solato tedesco.

Amanti come siamo d’arte, abbiamo seguito lo scorso 2019 attraverso la stampa e le emittenti televisivi questa vicenda, ma sentirla raccontare a viva voce dal Maggiore Lanfranco Disibio, che è stato praticamente il “deux machina di questo ritrovamento, è tutt’altra cosa, così come lo è stata per tutti i presenti. L’opera fiamminga ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca: da allora, vari intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità italiane chiedendone un riscatto, ma alla fine dopo un iter lungo e difficile, che non stiamo qui a raccontare, poiché ormai la vicenda è conosciuta, il dipinto è finalmente ritornato al suo posto durante una cerimonia che fu mandata un onda da tutte le emittenti nazionali; e fra le grandi personalità ecco anche il nostro Maggiore, che nei sei anni di permanenza a Borgo San Lorenzo (2005 - 2011) quale comandante della Compagnia dei Carabinieri si era accattivato la stima, l’apprezzamento e la simpatia della popolazione.

Al termine Disibio ha ricordato anche il furto che avvenne nel 1975 nella Pieve di Borgo San Lorenzo quando fu rubata l’antichissima tavoletta della “Madonna della Purità” della quale, nonostante serrate indagini ancora in essere purtroppo non ci sono ancora notizie (l'opera fu collocata nella nostra Pieve nel 1300).

Ma Disibio non cede, tutt’altro. Bello sarebbe quel giorno che la “Madonna della Purità”, come i fiori di Jan Van Huysum, tornasse a casa, come purtroppo non tornerà più il busto di Donatello raffigurante San Lorenzo, portato via con l’inganno nel 1887 dall’antiquario Bardini. Al termine della conferenza il Maggiore Disibio e la gentile Signora sono stato attorniati dai tanti borghigiani presenti e naturalmente i ricordi si sono sprecati. Culturalmente e storicamente parlando, una gran bella serata.

(Foto cromnaca di A. Giovannini)

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