Grande successo della Camerata de'Bardi, Giotto pieno per il concerto etno-sinfonico

Cultura
visibility192 - venerdì 24 gennaio 2020
di Massimiliano Miniati
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Orchestra Camerata de'Bardi durante il concerto etno-sinfonico al Teatro Giotto
Orchestra Camerata de'Bardi durante il concerto etno-sinfonico al Teatro Giotto © Massimiliano Miniati

Grandi applausi hanno salutato i due bis al termine del secondo concerto della VIIª Stagione Lirico-Sinfonica organizzata dalla Camerata de' Bardi, con Scuola Comunale di Musica borghigiana Marco da Gagliano;

L'Orchestra Camerata de Bardi, diretta dal M° Giacomo De Simonis ha offerto al pubblico un vero e proprio giro del mondo in musica . Dalla Scozia all’Inghilterra con Green Sleeves, melodia attribuita Re Enrico VIII d'Inghilterra e dedicata alla sua futura sposa Anna Bolena, celebrata anche da Shakespeare in Le allegre comari di Windsor;, all’irlandese Amazing Grace, insieme al flauto dolce di Sabrina Malavolti Landi. Poi il mandolino di Andrea Benucci per entrare nella tradizione napoletana, con le pagine celebrative più note della Regione, da Torna a Surriento, , fino ad arrivare a Funiculì, Funiculà, Sicilia e Brasile si sono unite nelle performance del fisarmonicista Antonio Saulo con la Tarantella dello Scacciapensieri siciliano. e il latino-americano passero dal collare rosso goloso di farina di mais, nella composizione brasiliana Tico-Tico no Farelo del musicista José Gomes de Abreu.

Il clarinetto e il violino delle sorelle Malavolti Landi sono stati protagonisti dei tre brani della tradizione ebraica; con Hava Nagila, la melodia popolare ebrea ucraina, Gam Ki Elekh, melodia yiddish dell' Europa centro-nord orientale in una versione sinfonica di Roberta Malavolti Landi, anche autrice della Klezmorin traditional Dance del 2017, una danza brillante e trascinante ispirata ai Klezmorim

Un viaggio acustico, in lungo e in largo per il vecchio continente dall'Inghilterra di Gustav Holst passando attraverso l'Ungheria, per arrivare ai sette componimenti provenienti dalle diverse regioni della Romania, le Romanian Folk Dances SZ 68 del compositore Béla Viktor János Bartók.

Una serata eccezionale che ha regalato al pubblico del Giotto esibizioni veramente straordinarie.

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