Falstaff a Vicchio e Platonov a Barberino. Cronaca di due serate di successo in teatro

Le recensioni di Massimiliano Miniati

Cultura
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di Massimiliano Miniati
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Platonov Il Bacio
Platonov Il Bacio © Manuela Giusto

Due gli appuntamenti teatrali dello scorso fine settimana. Il primo al Giotto di Vicchio sabato 11 gennaio: “FALSTAFF O L’EDUCAZIONE DEL PRINCIPE” diretto da Franco Pedullà che ha offerto al pubblico uno spettacolo in versi ben congeniato anche se i cori non perfettamente in sincrono e le canzoni senza musica risultano di difficile comprensione.

In scena tra gli altri un grande Marco Natalucci già applaudito in mugello in “Buffi si nasce” accanto a Lucia Poli e in un grande “Re Lear” di qualche anno fa sempre a Vicchio, e Roberto Caccavo visto nel Bellissimo “Ritorni” di Carlina Torta ed in uno degli episodi de “I delitti del Barlume” che da un paio di settimane imperversano su Sky.

Con tutt’altra regia invece "Platonov, un modo come un altro per dire che la felicità è altrove", il nuovo lavoro della compagnia Il Mulino di Amleto andato in scena Domenica 12 al teatro Corsini di Barberino.

Un inizio spiazzante, con il pubblico accolto da un bicchierino di Vodka e gli attori già sul palco che ballavano e parlavano tra loro allungando un inizio molto caotico, poi, quando il pubblico ha cominciato a sperare che l’ora e mezza dello spettacolo non fosse tutta in quel modo, la pièce ha preso forma ed è stata eccezionale.

Una grande vetrata come scenografia, tanti bicchieri e bottiglie per far scorrere a fiumi la vodka, eleganti costumi per esaltare la bellezza dei giovani interpreti ed il pubblico chiamato a condividere un'esperienza emotiva collettiva dove il confine tra messa in scena e realtà è sottilissimo.

Lo spettacolo è una finestra aperta su un Cechov quasi sconosciuto, su un testo giovanile ritrovato casualmente, una banalissima storia di una tenuta da vendere all’asta e scambi di coppia resa però straordinaria da un cast di attori strepitosi.

La naturalezza della recitazione ha trasportato il pubblico che aveva quasi totalmente riempito il Corsini in una dimensione particolarissima fatta di tanto, anzi tantissimo alcool, di vicende personali portate all’esasperazione in un crescendo bellissimo di battute e variazioni sceniche.

L’effetto dell’enorme vetrata è qualcosa di straordinario e permette agli spettatori di vivere la situazione da dentro e da fuori dalla finestra trasformandosi in protagonista e guardone allo stesso tempo.

Sinisi, che avevamo già applaudito al Corsini nelle scorse stagioni è grande e la cosa bellissima è che anche tutti gli altri attori: Stefano Braschi, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Elio D’Alessandro, Barbara Mazzi, Stefania Medri, Giorgio Tedesco, Angelo Maria Tronca non temono la concorrenza offrendo al pubblico una performance di quelle che purtroppo capita raramente di vedere.

Il finale sotto la pioggia è emozionante e regala agli spettatori l’ultima bellissima immagine di questo spettacolo

Realizzato nell'ambito del progetto RES PUBLICO 2.0 finanziato dalla Fondazione CR Firenze nato per favorire la partecipazione del pubblico a teatro, e se le proposte sono tutte come “Platonov” è garantito che da quest’anno ci saranno sicuramente molti più appassionati del palcoscenico.

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