Il professor Bimbi ricorda il poeta Ivo Guasti e quella irripetibile esperienza con i ragazzi

Cultura
visibility300 - lunedì 30 agosto 2021
di Elisabetta Boni
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Opera ‘Così come cosa causa caso’ di Lorenzo Barbieri, con riferimento alla tenda sotto la quale si svolgevano gli incontri fra gli artisti e il Prof. Bimbi, Ivo Guasti…
Opera ‘Così come cosa causa caso’ di Lorenzo Barbieri, con riferimento alla tenda sotto la quale si svolgevano gli incontri fra gli artisti e il Prof. Bimbi, Ivo Guasti… © N.c.

A distanza di un mese circa dalla scomparsa di Ivo Guasti, il poeta barberinese insignito dal Comune, appena un anno fa, della prestigiosa onorificenza ‘Barba d’Oro’, uno scambio di idee ed emozioni con il Prof. Adriano Bimbi, scultore e per molti anni docente della scuola di pittura all’Accademia di Firenze, evidenzia quanto l’arte abbia sempre contrassegnato la vita di questo illustre e comune amico.

Presente alle esequie, Bimbi, che ha trascorso lunghe stagioni estive con i suoi studenti nei locali della ex Tabaccaia di Cavallina, porta con sé un’immagine di Ivo proprio per come si era approcciato al progetto denominato ‘Artefice in Mugello’. Anni ricchi di stimoli e creatività quelli iniziati nel 2001 e che, per un decennio, hanno visto questa esperienza avere un ruolo importante nella nostra zona. Nata per caso, in prima battuta al Convento del Bosco ai Frati, nell’allora Comune di San Piero a Sieve, poi abbracciata da diversi enti pubblici locali, la manifestazione rappresentava per certi aspetti la prosecuzione estiva del corso accademico, proponendo uno studio approfondito del territorio e dei suoi aspetti naturalistici e umani, messi in scena attraverso mostre di pittura e scultura, arricchite da ben curati cataloghi.

Tuttavia la conoscenza con Ivo – come racconta il Prof. Bimbi – , risale agli anni nei quali lo scultore vestiva lui stesso i panni di studente, discepolo del M° Fernando Farulli, il quale favorì l’incontro fra l’allora allievo ed il già maturo funzionario alla cultura della Provincia di Firenze. Gravitando entrambi nel fermento artistico della città, il legame fra i due è sempre andato consolidandosi, fra vernissages e presentazioni di libri. La successiva presenza in Mugello di Bimbi e dei suoi studenti, con le loro varie performance, ha portato quindi il poeta ad avvicinarsi a questi singolari percorsi, con l’acume e l’esperienza dell’operatore navigato, che riconosce da lontano una formula innovativa che funziona.

Pare infatti che, a memoria del Prof. Bimbi, Guasti abbia avuto un ruolo di importante stimolo, già dopo lo svolgimento della prima mostra, affinché anche il Comune di Barberino di Mugello partecipasse alle future iniziative, impegnandosi a individuare una sede idonea ad ospitarlo. E, per la verità, i locali della ex Tabaccaia di Cavallina, messi a disposizione proprio dall’amministrazione per gentile concessione del proprietario, sono risultati la cornice ideale per caratterizzare un periodo che resterà indelebile. Perché non è che quella decina di artisti in formazione andavano e venivano. No, quel luogo diventava, per tre mesi l’anno, la loro casa, da condividere e gestire insieme confrontandosi, scontrandosi, amandosi… e dipingendo il Mugello. Il Prof. Bimbi, ideatore e supervisore del gruppo, animava quelle giornate dispensando i suoi insegnamenti, revisionando lo stato dei lavori, regalando visioni e prospettive sul tema. Sono nati così gli innumerevoli dipinti che hanno abbellito location come il Convento di San Bonaventura, la Manica Lunga di Cafaggiolo, la Cappella del Castello del Trebbio, approdando poi, per una favorevole opportunità, fino a New York. E che ancora oggi, da alcuni anni, sono esposte all’interno di strutture ospedaliere fiorentine.

Ivo, possiamo dire, è stato testimone dello svolgersi di questa parabola, seguendo l’avvicendarsi dei pittori chiamati a parteciparvi per proseguire un cammino già tracciato, senza nulla disperde. La sua presenza, quasi quotidiana, ravvivava le mattinate della Tabaccaia, contribuendo a conferire valore e solennità ad ogni singola cosa ed all’insieme. Con il suo sguardo esterno e autorevole, ha sempre incoraggiato i giovani artisti a perseverare nella convinzione di essere partecipi di un esperimento unico e irripetibile. ‘Tanti i momenti di scambio costruttivo con Ivo e i ragazzi che potrei rievocare – spiega Adriano Bimbi - , ma la cosa che mi è rimasta scolpita nella memoria è il suo gesto metodico, quasi un rito quotidiano, nel mentre si dedicava con studiata lentezza a scartare il suo dono, il pacchetto che di solito conteneva una crostata confezionata dalla moglie Ivana’. Un po’ come, sembra di capire dalle parole di Bimbi, se quel pacchetto racchiudesse un tesoro, messo insieme con amore e dedizione, degno quindi di essere apprezzato non soltanto per la gioia del palato – e talvolta anche per placare i morsi dello stomaco – ma come ulteriore nutrimento per le giovani menti in crescita, aperte a ricevere e desiderose di comprendere. Ecco quindi che, oltre ai trenta e passa libri di poesie che ha scritto, dei quali ‘L’Ombra Felice’ ha scandito i suoi ultimi giorni, ci resta di Ivo anche questo ricordo, che ben rappresenta la sua sensibilità verso l’arte e i giovani, e il ruolo importante che egli ha avuto nello svolgersi dell’esperienza di ‘Artefice in Mugello’.
Elisabetta Boni

 

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