Il Dante Day a New York. Una cronaca di Giuliana Ridolfi Cardillo, dalle radici in Alto Mugello

Cultura
visibility252 - martedì 13 aprile 2021
di Giuliana Ridolfi Cardillo
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La statua di Dante a New York. Ettore Ximenes (1855–1926)
La statua di Dante a New York. Ettore Ximenes (1855–1926) © Marco Bonavoglia

Il 25 di Marzo l'Italian Heritage & Culture Committee of New York apre con la celebrazione del Dante Day l'anno culturale dedicato a Dante Alighieri. E ciò avviene non in una selva oscura, ma in un piccolo parco, che da lui prende il nome:Dante Park, in mezzo ad alberelli e fronde che lasciano intravedere in lontananza il Lincoln Center e vari palazzi, tra Broadway, Columbus Avenue e West 64th Street,dove si erge una statua di Dante Alighieri. Proprio ai piedi di quella statua, scolpita dallo scultore Ettore Ximenes e, voluta e fatta erigere dal Toscano Carlo Barsotti, editore del Progresso Italoamericano, si darà' il via, come in tutto il resto del mondo, alle Celebrazioni del Dante Day! Durante la Cerimonia saranno letti stralci di versi della Divina Commedia!

Quest'anno l'Italian Heritage & Culture Committee di New York non poteva non scegliere un tema piu' appropriato di Dante Alighieri! L'Italian Heritage and Culture Committee of New York e' un'associazione non profit che si propone di salvaguardare e promuovere la cultura, la lingua e le tradizioni della Madre Patria. Presieduta dal Commendator Joseph Sciame, e' composta da un board di persone molto attive nella Comunità', orgogliose delle loro radici e desiderose di promuoverle e proteggerele. Io sono orgogliosa di farne parte nella veste di Special Project Chair!

Quando sei Toscano Dante diventa  parte di te e ti segue senza che tu te ne accorga. Quante volte, quando qualcuno ti criticava o feriva, non hai mai ripetuto a te stesso: "Non ti curar di lor ma guarda e passa!" Questa alterazione popolare derivata da un verso della Divina Commedia ( Non ragioniam di lor, ma guarda e passa) pronunciata da Virgilio a Dante. Frase che ripeteva spesso mio nonno Mengo ( Domenico Vanni), cosi' chiamato da noi nipoti. Nonno Mengo era stato nel Campo di Concentramento di Mauthausen per aver salvato degli aviatori Americani il cui aereo era stato abbattuto sugli Appennini della Linea Gotica, vicino a Lozzole in Toscana! E' solo quando sono cresciuta che ho veramente capito il vero significato di queste parole e cio' che mio nonno  provava pronunciandole! Quanto doveva essere terribile per lui dover rimanere in silenzio e annientare ogni forma di ribellione e rabbia vedendo quelle povere anime in quell'inferno umano! Si' in quei momenti sono convinta che Dante lo prendesse per mano e lo incoraggiasse a non vedere, sentire e agire.

Anche a me e' capitato spesso di pensare a Dante quando prendendo il subway per recarmi al lavoro, sostando sulla pensilina di quelle stazioni oscure, anche se illuminate,

e maleodoranti , mi facevano pensare a un inferno Dantesco.Confesso che non vedevo l'ora di " uscire a riveder le stelle" spingendomi tra la moltitudine di quelle anime frettolose che correvano per salire le scale e uscire da quelle viscere della terra e ritornare finalmente all'aperto. Tiravo un sospiro di sollievo trovandomi fuori, anche se non c'erano le stelle ma squarci di cielo che si affacciavano tra i grattacieli!

Da quando questo baco invisibile chiamato Coronavirus, portatore di morte, e' entrato nel cuore della Grande Mela, anche a noi non resta che aspettare e sperare che un giorno vicino, come Dante possiamo uscire a riveder le stelle!!

Cav Giuliana Ridolfi

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