La vita di campagna raccontata (e disegnata) dalla mugellana Maria Teresa Dreoni

Cultura
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di Aldo Giovannini
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Oggetti agricoli in alcuni disegni dell'autrice
Oggetti agricoli in alcuni disegni dell'autrice © Maria Teresa Dreoni

E’ un diario; è un diario di vita vissuta in prima persona, quello che abbiamo sotto gli occhi, senza sentirci dire  “me l’hanno detto” o “ l’ho sentito dire”. Nò! Vissuto in prima persona, dalla cara Maria Teresa Dreoni, mugellana, trapiantata poi in città, ma con ancora il cuore e la mente ben saldi nella terra dove vide la luce e dove le sua famiglia (Dreoni il babbo e Panchetti la mamma), facevano parte di due patriarcali famiglie orgogliosamente contadine; la prima, i Dreoni, lavoratori del podere la “Colombaia” sotto il Convento di San Carlo ai Cappuccini e la seconda, i Panchetti,  lavoratori del podere detto “Rimbollito” fra Sagginale e San Quirico a Uliveta: un triangolo di terra mugellana fra le più belle ed amene.

Quante volte in questo Terzo Millennio, sentiamo la gente lamentarsi, ricordando quella che era la civiltà contadina e rurale, dove il rispetto, l’amore per il prossimo la profonda religiosità erano le fondamenta basilare del vivere civile. Con gli anziani, oggi bistrattati ed accantonati, che erano con la loro saggezza, il fulcro della famiglia; la vera famiglia questa, oggi completamente falcidiata. Maria Teresa, ha vissuto, benché da giovanissima, quei tempi. Con il babbo Lorenzo, “fattore” della tenuta del Palagio, di proprietà della nobil Famiglia Rosselli Del Turco, con i Dreoni contadini da una parte e i Panchetti contadini dall’altra, ecco che il libro è una sinfonia di racconti, di ricordi.

Il tutto corredato da simpatici disegni di tanta e variegata oggettistica rurale, e da vecchie fotografie per le quali le famiglie e i bambini si mettevano in bella vista con i loro innocenti giochi, gli anziani ostentavano la loro bella barba bianca. Poi il lavoro, i campi, gli orti, le stalle, le bestie, una religiosità profonda; le processioni, i matrimoni, le prime comunioni, i battesimi, insomma una vita, quella rurale e contadina, durissima senza ombra di dubbio ma nobilitata da una vita sociale grandiosa nella sua semplicità.

Maria Teresa Dreoni, simpatica cugina della moglie dello scrivente di queste note, con un italiano purificato dal superfluo, ci prende per mano accompagnandoci in questa sua storia vissuta (ha avuto un grande coraggio nel ricordare certi episodi durante e dopo la seconda guerra mondiale), dove tutti i suoi congiunti - e il loro piccolo grande mondo - sono stati bravissimi attori in una parentesi storica, ahimè sepolta e quasi dimenticata, ma che avrebbe ancora tanto da insegnare in un mondo, quello attuale, che ha perso la strada maestra della vita civile, sociale, umana, cristiana.  

 

 

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