Coronavirus. In arrivo nuovo decreto Conte: dalle discoteche ai treni, cosa cambia

Cronaca
visibility4909 - mercoledì 05 agosto 2020
di La Redazione
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Il Premier Conte
Il Premier Conte © n.c.

Oggi dovrebbe essere messo a punto un nuovo decreto del presidente del Consiglio che stabilisce le eventuali nuove norme finalizzate al contenimento del Coronavirus. Il proveddimento deve ancora ricevere il via libera da parte del Comitato scientifico ma intanto sono emerse alcune indiscrezioni.

DISCOTECHE CHIUSE

Per le discoteche, tecnici e scienziati sono dell’idea che difficilmente si potranno modificare le norme attualmente in vigore, dunque una capienza di massimo 200 persone al chiuso e di mille all’aperto. Lo stesso discorso vale per gli stadi: ad oggi, dicono dal Cts, non ci sono le condizioni epidemiologiche per consentire il ritorno dei tifosi.

PULLMAN E AEREI

Preoccupano ancora gli spostamenti per il contagio da Coronavirus. Sarà probabilmente data una stretta alle linee guida sui pullman a lunga percorrenza e sul trasporto pubblico locale extraurbano.

Al momento, il distanziamento sociale sui pullman può venir meno solo se ai passeggeri viene misurata la febbre, fatta indossare la mascherine e fatta firmare la dichiarazione sull’assenza di malattia o di sintomi. Questa misura è contenuta in un allegato al dpcm del 14 luglio e viene considerata dagli esperti un “buco”. Nell’ordinanza del 1° agosto nella quale Speranza ha ribadito che, salvo eccezioni autorizzate dallo stesso Cts, su tutti i mezzi di trasporto va messa la mascherina e rispettato il metro di distanza.

Per i treni, il Cts è sulla linea del ministro, cioè di non concedere deroghe al distanziamento di un metro. Questo porta automaticamente a mantenere sui treni alta velocità la capienza al 50 per cento, ma la stessa cosa varrebbe anche per quelli regionali, sui quali i passeggeri possono restare anche ore. Molte amministrazioni locali hanno deciso da giorni di riaprire la capienza al 100 per cento. Tra queste per ora solo la Toscana e il Piemonte hanno fatto marcia indietro per allinearsi a Speranza, le altre aspettano anche la riunione della Conferenza delle Regioni di oggi.

LA SCUOLA

"La scuola riparte, non ci sono dubbi. Soltanto una nuova e fortissima impennata di contagi, ma io non voglio nemmeno pensare a questa eventualità. Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi lockdown. Lo so perché abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per questo e su questo ogni giorno. Siamo impegnati come governo, come protezione civile, come comitato tecnico scientifico. Siamo tranquilli perché abbiamo creato una rete sanitaria efficace ed efficiente. Se adesso ci lodano tutti i governi stranieri vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto. Io tutto questo non voglio sprecarlo". E' quanto affermato dal premier Conte in un'intervista a il Corriere della Sera.



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