Traffico di cocaina. La scuola di Vicchio: 'Omonimia, non è nostro collaboratore'

La scuola ribatte e contesta quanto scritto stamani da La Nazione

Cronaca
visibility19485 - mercoledì 17 giugno 2020
di Redazione OK!Mugello
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Droga. Foto di repertorio
Droga. Foto di repertorio © Guardia di finanza

Aggiornamento delle 11:00 - La redazione di OK!Mugello (che stamani come vedete qui sotto aveva rilanciato gli aggiornamenti pubblicati dal quotidiano La Nazione) è stata contattata stamani dalla scuola di Vicchio che ci ha fatto presente che tra i suoi collaboratori non ci sarebbe nessun Elia Stilo, ma uno Stilo con altro nome, estraneo alla vicenda. Tengono quindi a precisare di non aver nessun collegamento, neanche indiretto, con la vicenda del traffico di droga

Aggiornamento di mercoledì 17 giugno - ore 9:15. Secondo quanto riporta il quotidiano La Nazione il cittadino di Dicomano coinvolto nel grosso traffico internazionale di cocaina (articolo sotto) sarebbe Elia Stilo (29 anni, originario di Locri), residente a Dicomano e impiegato come bidello in una scuola di Vicchio (cosa però smentita dalla scuola, come vedete qui sopra ndr). L'ordinanza di arresto, lo ricordiamo, è stata emessa dal Gip di Bologna Sandro Pecorella su richiesta del Sostituto Procuratore presso la Dda emiliana Roberto Ceroni.

Nelle prime ore di questa mattina (martedì 16 giugno) si è svolta una vasta operazione dei Carabinieri, volta ad eseguire nove misure di custodia cautelare nell'ambito di una vasta operazione che ha stroncato un traffico internazionale di cocaina. Si tratta dell'operazione Aquarius, e gli arresti sono avvenuti nella città di Bologna (quattro) a Dicomano (Firenze), ad Africo (Reggio Calabria), a Messina e a Tuscania (Viterbo).

Secondo quanto riporta il quotidiano La Nazione nella sua versione online si tratta di una operazione nell'ambito di una indagine iniziata nel marzo del 2016 con il sequestro a Barcellona di 500 Kg di cocaina a bordo di una barca a vela partita dal Brasile. Un carico destinato alle piazze di spaccio di Bologna e dell'Appennino.

Durante questa prima operazione furono sequestrati anche cellulari criptati, oggetti reperiti sul mercato internazionale e che danno la misura dell'importanza del gruppo di trafficanti, alcuni dei quali legati a gruppi di 'Ndrangheta.

Dall'articolo si apprende anche che i sodali (i trafficanti) avevano l'abitudine di spostarsi in treno (e numerosi sono stati i pedinamenti eseguiti sui treni) e che una volta fissato l'appuntamento tramite messaggi sui cellulare criptati, lasciano questi cellulari in posti lontani, in modo da non poter essere individuati.

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